ESG e Supply Chain: una legge in Germania

Mentre in Unione Europea entra in vigore il Regolamento SFDR che inizia a mettere ordine nella valanga di offerte ESG e sostenibili con cui l’industria di gestione del risparmio ci bombarda da anni, in Germania si discute di una proposta di legge per le catene di approvvigionamento “ESG”

La legge in tedesco si chiama Lieferkettengesetz (niente panico: Gesetz è legge, Ketten catena, “Liefer” proviene dal verbo liefern, fornire), ma possiamo più amichevolmente definirla Supply Chain Act. È stata approvata dal Governo Merkel e si appresta ora ad affrontare un percorso parlamentare accelerato.

Una filiera etica per le aziende tedesche

Se il Supply Chain Act sarà approvato, imporrà alle imprese tedesche di accertarsi che l’intera catena di approvvigionamento rispetti una serie di criteri: niente lavoro minorile, né sfruttamento o discriminazione. Pieno rispetto dei diritti del lavoro. Assenza di danni all’ambiente derivante dalle attività dei fornitori.

Il tutto non solo all’origine delle materie prime, ma lungo l’intera filiera. Un bello sforzo, per tutte le imprese che riforniscono la Germania, comprese moltissime PMI italiane. In Germania, ovviamente, le critiche non mancano: le associazioni delle imprese sono d’accordo con la misura, ma si lamentano di non essere state adeguatamente coinvolte nella definizione della legge. I militanti green ritengono che si sia fatto troppo poco, adottando criteri “troppo generici” (che è la medesima critica fatta al Regolamento SFDR dell’Unione Europea).

Un concetto importante per il "made in Europe"

Forse la Lieferkettengesetz verrà ritirata, o forse ridiscussa. Ma ha già avuto un merito indiscusso: aprire il dibattito su un “Made in” che non sia solo sinonimo di qualità e affidabile (vale per la Germania come per l’Italia e gran parte dei Paesi UE) ma che possa anche garantire il rispetto di una serie di diritti ambientali e sociali. Sicuri che, alla lunga, non sia un vantaggio per tutti?

 

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