
Il 5 febbraio è la giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Nel 2020 lo spreco è diminuito.
Una notizia buona ed una cattiva. Iniziamo da quella buona: nel 2020 lo spreco alimentare è diminuito, forse anche per via della pandemia di Covid-19 che ha ridotto le nostre possibilità, anche fisiche, di fare la spesa, ci ha rinchiusi dentro casa e ha cambiato le modalità di consumare i pasti di lavoro.
9,7 miliardi di euro nella spazzatura
La notizia cattiva è che, comunque, nonostante tutto, il volume di affari dello spreco alimentare ha sfiorato i dieci miliardi di euro. In Italia, in altre parole, sono finite nella spazzatura complessivamente 5,2 milioni di tonnellate di cibo che, tradotto in soldoni, significano 9,7 miliardi di euro.
Uno spreco domestico (la filiera conta per un terzo)
Le maggiori attenzioni a non sciupare il cibo dobbiamo porle in essere soprattutto in ambito domestico dove, nel 2020, lo spreco alimentare a raggiunto quota 6 miliardi e 403 milioni.
La dispersione, invece, avvenuta lungo tutta la filiera (ovvero perdite sui campi, commercio e distribuzione) ha registrato un ammontare di circa 3,3 miliardi di euro.
27 kg di cibo buttato a testa
Visto da un’altra angolazione, nel 2020 sono finiti nella spazzatura solo 27 kg di cibo a testa (529 grammi a settimana) corrispondenti all’’11,78% in meno (3,6 kg) rispetto al 2019. A sua volta, questo significa oltre 222.125 tonnellate di cibo non sprecato, equivalenti ad un risparmio pro capite di 6 euro, ovvero 376 milioni di euro a livello nazionale.
Queste e molte altre informazioni sono state diramate nell’ambito dell’ottava Giornata di prevenzione dello spreco alimentare, che si celebra il 5 febbraio, e contenute nel “Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability” diffuso dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile.
Chi spreca di più (e chi meno)
È nel sud della penisola che si spreca di più con un 15% di cibo e avanzi (circa 600 grammi a settimana) e nei piccoli centri, mentre si spreca meno al nord (489 grammi a settimana) e al centro (496 grammi).
Le più sprecone sono le famiglie con figli che lo fanno il 15% in più dei single, che si scoprono più virtuosi e oculati, così come i cittadini dei centri urbani rispetto ai piccoli comuni.
BCC Milano contro lo spreco alimentare
Tra le iniziative sostenute dalle banche c'è Hub Lambrate Milano, punto di raccolta gestito dal Banco Alimentare della Lombardia e sostenuto anche da BCC Milano con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare, ha raccolto in un trimestre 14 tonnellate di eccedenze di cibo. Le eccedenze, redistribuite a 1.941 persone di cui 260 minori, hanno permesso di fornire l’equivalente di 27.790 pasti. Un ottimo risultato, ottenuto in soli tre mesi.
Per approfondire il tema: https://www.sprecozero.it/