Rischi fiscali: in azienda se ne parla sempre di più

Aumenta il numero di interlocuzioni con l’Agenzia delle Entrate, a beneficio anche della gestione integrata dei rischi  Si conferma, per il secondo anno consecutivo, l’interesse delle imprese italiane per l’adozione di modelli (non standardizzati) di gestione e controllo del rischio fiscale. Protiviti, società multinazionale di consulenza direzionale, specializzata nella creazione di valore attraverso l’analisi e la gestione del rischio, ha appena pubblicato i dati dell’edizione 2020 del suo Osservatorio stilato con AFI: sono 8 su 10 le imprese italiane che dichiarano di aver implementato - o di essere intenzionati a farlo nel breve o medio periodo - un Tax Control Framework.

adesione regime contributivo aziende italiane

Più aziende in Regime di Adempimento Collaborativo

Non solo. A conferma di quanto già emerso nella prima edizione del 2019, cresce il numero delle società ammesse al Regime di Adempimento Collaborativo, fattore che evidenzia un importante traguardo sia per l’Agenzia delle Entrate, sia per le imprese italiane: l’Italia è evidentemente all’alba di una nuova era, di collaborazione trasparente e reciproca tra due parti storicamente contrapposte, in piena sintonia con i trend degli altri paesi europei e del mondo americano.

Sono questi gli highlight più interessanti emersi dall’Osservatorio sullo Stato dell’Arte in Italia del Tax Control Framework, cui hanno aderito più di 50 Società.

Il ruolo dei Tax Manager

L’integrazione risulta dunque l’unica ricetta per una gestione sostenibile, efficace ed efficiente dei modelli di compliance nelle organizzazioni. Cristina Peano, Director di Protiviti, commenta: «il Tax Control Framework non può farne eccezione. I Tax Manager hanno, infatti, l’occasione di diventare parte integrante della Governane aziendale: la sfida per loro è sempre più quella di trovare il giusto equilibrio e il giusto punto di incontro per un’ottimale collaborazione con tutte le altre funzioni che operano sui sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno. La nostra Protiviti Tax Lounge, che ha poi dato vita all’Osservatorio, nasce proprio con tale obiettivo, all’insegna del networking, della condivisione di cultura e conoscenza, del benchmarking e dell’interazione. Molto potrà essere fatto in tale contesto».

Integrazione tra Tax Control Framework e Modello 231 

L’edizione 2020 è stata arricchita da una nuova sezione, dedicata all’operatività della nuova figura organizzativa derivante dall’adozione di TCF in azienda. A cosa dedica il proprio tempo? A quale attività? Con chi si interfaccia in azienda?

che cosa fa il tax manager

I partecipanti si sono confrontati su un tema molto attuale, ovvero il livello di integrazione tra il Tax Control Framework e il Modello 231, alla luce dell’introduzione di selezionati reati tributari. Anche sotto questo profilo, emerge un buon dialogo tra i due modelli di controllo e gestione, per il 61% dei partecipanti con un livello medio-alto riguardo all’identificazione dei rischi e medio per quanto all’identificazione dei presidi di controllo e per più del 50% medio (compresi tra il medio – basso e il medio – alto) con riguardo alla gestione dei flussi informativi, del reporting agli organi, alle attività di monitoraggio e alle attività di formazione e informazione.

Software a supporto e segnalazioni

Qualche punto di attenzione è emerso con riferimento alla gestione delle segnalazioni e frodi, terreno storicamente meno battuto dalla famiglia professionale dei fiscalisti, ma indispensabile ai fini della valutazione positiva del Tax Control Framework da parte dell’Agenzia delle Entrate.

COME VALUTI L'INTEGRAZIONE TRA MODELLO 231 E TCF NEI SEGUENTI AMBITI?

integrazione modelli 231 rischi fiscali

I software GRC a supporto si confermano come uno dei temi prioritari, tanto da essere già nell’agenda della Tax Lounge per l’anno 2021, così come sul tavolo dei Tax Director (più del 90% dei partecipanti all’Osservatorio 2020, infatti, ha già avviato o è in procinto di avviare il percorso di digitalizzazione dei processi interni).  D’altro canto, sottolinea Massimo Ferrari (Presidente AFI), «it’s all about processess …. e in Gruppi di grandi dimensioni e grandi complessità, con elevati volumi e tipologie di transazioni, della tecnologia non di può più fare a meno nella gestione della fiscalità».

I vantaggi per l'Organizzazione

L’interesse per lo sviluppo di un Tax Control Framework in generale - e per l’adesione al regime di Adempimento Collaborativo in particolare - non potrà che aumentare nei prossimi anni e il bilancio dei primi anni di tax cooperative compliance in Italia è in generale positivo. Conferma Annachiara Svelto, Consigliere di Amministrazione: «Se ne avvantaggiano i Consigli di Amministrazione, che sono sempre più in condizione di svolgere il proprio ruolo di supervisione rispetto all’organizzazione. Ma se ne avvantaggia l’organizzazione stessa, laddove in effetti l’avvicinamento tra famiglie professionali differenti è tangibile, come uno shaking hands corale a livello societario».

 

Verso la Compliance by Design

Tale beneficio organizzativo è stato testimoniato anche da Gianpaolo Leone, Group Compliance Officer di Telecom Italia, che, nell’ambito della sua esperienza professionale, ha dichiarato di aver contribuito e assistito all’evoluzione della Compliance di TIM «da una gestione per normativa a logiche di Compliance by Design e by Detection, arrivando ad una gestione integrata dei rischi e dei programmi di compliance con evidenti sinergie e risparmi di costi. In tale logica, rientra anche il modello di gestione del rischio fiscale, rispetto al quale le interrelazioni con la funzione specialistica sono quotidiane, tant’è che l’integrazione dei controlli “fiscali” nel Modello 231 è avvenuta in maniera fluida e naturale».

Il bilancio dei primi anni di tax cooperative compliance in Italia appare quindi in generale più che positivo: un segnale importante a testimonianza di una nuova maturità delle imprese italiane.

 

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