Riforma della Regolamentazione, Rapporti con gli istituti bancari e Utilizzo di Criptovalute e Blockchain nell’attività fiduciaria: ecco i tre temi al centro dell’assemblea annuale di Assofiduciaria.
L’associazione rappresenta 120 società fiduciarie, sia professionali sia di emanazione bancaria, che rappresentano oltre il 95% della massa fiduciaria complessiva gestita in Italia.
La Regolamentazione
La regolamentazione sulle fiduciarie si basa ancora su un Decreto del 1995 che, secondo l’assemblea, è “nato da una realtà giuridica, economica e sociale estremamente diversa da quella odierna”, riporta una nota, e questo “nonostante i numerosi e anche recenti interventi normativi”.
Le società fiduciarie ritengono “indifferibile” un ordine nella regolamentazione e nella vigilanza per continuare a svolgere i loro compiti e il loro ruolo, anche sotto il profilo fiscale, in quanto sostituti di imposta, e dell’antiriciclaggio.
Se per le fiduciarie iscritte nella sezione speciale dell’albo 106 la regolamentazione AML è affidata a Banca d’Italia, non è chiaro a chi spetti il compito di vigilare le società fiduciarie non iscritte. Il Consiglio di Stato, in un parere espresso in Adunanza Generale a luglio 2018, ha indicato il Ministero dello sviluppo economico quale autorità preposta a tale compito.
Il rapporto con le banche
Le fiduciarie, e in particolare la componente professionale, chiede di vedere garantiti servizi e prestazioni da parte degli istituti bancari, su base non discrezionale.
Si segnala a Banca d’Italia e al Governo l’uso di molti istituti di chiudere, o non aprire, conti correnti a società fiduciarie, “senza alcuna giustificazione di merito”.
Le nuove tecnologie
Assofiduciaria sottolinea anche l’importanza di chiare norme e riferimenti sul piano nazionale e sovranazionale su temi come blockchain e criptovalute.
«Negli ultimi venti anni l’attività fiduciaria ha avuto una naturale evoluzione ed estensione dei servizi offerti dalle società fiduciarie – commenta Fabio Marchetti, Presidente di Assofiduciaria. Le società fiduciarie, da soggetti che si limitavano a prestare servizi di intestazione fiduciaria dei beni a fini di riservatezza, si sono evolute in soggetti che prestano una pluralità di servizi di amministrazione di beni e di intermediazione finanziaria, ove l’intestazione fiduciaria rappresenta oggi solo uno strumento per l’esecuzione dell’attività. Ciò determina l’esigenza di adeguare la disciplina alle nuove esigenze normative e finanziarie».
Una Authority per il settore?
«Questa situazione di indeterminatezza sta provocando serie difficoltà riguardo all’apertura dei conti dedicati ai singoli rapporti di amministrazione, necessari – in quanto obbligatori – per l’esercizio stesso dell’attività fiduciaria, atteggiamento che sta mettendo in crisi l’operatività del settore, creando danni ai fiducianti, e che rischia di danneggiare economicamente il sistema Paese favorendo gli investimenti oltre i confini dell’Italia. Per questo crediamo sia importante l’istituzione di una Authority che regolamenti e vigili in maniera specifica questo settore», conclude il Presidente.