Invecchia l’età media dei CEO italiani. Questa si attesta sui 60 anni contro i 55-58 anni della media europei. Tuttavia una leadership intergenerazionale potrebbe generare fino a 40 miliardi di euro.
Questo lo scenario descritto da una recente ricerca condotta da Bain & Company Italia e Key2people.
Non solo i CEO
A invecchiare non sono unicamente i CEO. Lo studio denota come il trend riguardi anche le prime linee e i board.
L’Italia ha tra i 2 e i 5 anni di “maggiore età” rispetto alla media europea. E tutto ciò nonostante la dimensione media delle nostre aziende sia nettamente inferiore.
I costi
Questa situazione ha un costo. Il maggior contributo legato a una leadership più giovane, quindi più incline all’innovazione, internazionalizzazione e ai nuovi trend, potrebbe tradursi in un valore compreso tra i 20 e i 40 miliardi di euro (1-2% del PIL italiano).
Le cause dello squilibrio generazionale
Le cause dell’attuale squilibrio generazionale al vertice, secondo la ricerca, possono essere individuate in una serie di fattori strutturali che incidono sulla domanda e offerta di profili executive giovani, ma anche in una mancata valorizzazione e creazione di percorsi alternativi e di advisory dei profili più senior.
Investire su un ribilanciamento tra generazioni - una leadership intergenerazionale - è quindi centrale per sbloccare un vantaggio competitivo per il Paese. In tal senso, un’azione sinergica di Istituzioni e imprese è imprescindibile.
Le contromisure
In particolare, le Istituzioni devono investire in modo mirato e urgente su una pianificazione lungimirante, attivando diverse leve.
Anche le imprese, in questo processo, hanno grandi responsabilità, e possono agire attraverso alcune specifiche iniziative: dallo sviluppo delle competenze dei dipendenti (anche attraverso percorsi di carriera dedicati), a una valorizzazione delle risorse senior, fino all’introduzione di KPI di age diversity per posizioni di Board / C-Suite.
Abbracciare la sfida di un ricambio generazionale
«Le complessità macroeconomiche, le tensioni geopolitiche, un contesto in cui la velocità del cambiamento tecnologico è più evidente che mai, determinano la necessità di adattarsi, rinnovarsi, trasformarsi, affrontando anche la dose di rischio che comporta l'innovazione.
Abbracciare la sfida di un’equilibrata coesistenza tra generazioni nei ruoli apicali e della definizione di nuovi ecosistemi è la ricetta per recuperare la capacità di innovazione e competitività del Sistema Paese», commenta Pierluigi Serlenga, Managing Partner Italia di Bain & Company.
«A un alto mix generazionale nelle posizioni apicali, come i dati evidenziano, corrisponde una maggior capacità di creazione di valore e crescita: ciò dimostra che la chiave per la gestione del futuro è una combinazione tra esperienza, innovazione e discontinuità, eppure solo il 53% delle aziende adotta policy a favore di una leadership giovane.
Il Paese – sottolinea Cristina Calabrese, Amministratore Delegato di Key2people – ha un serbatoio di competenze molto forte nei manager quarantenni che può essere un acceleratore di crescita, investendo costantemente in piani di successione e di valorizzazione del talento, come alcuni esempi di concreto successo testimoniano.
Questa, infatti, è la generazione di manager che si è sviluppata all’interno della rivoluzione digitale, interpretandone i cambiamenti relativi ai processi industriali e commerciali e alle nuove modalità di lavoro flessibile, mostrando un’affinità ai modelli di leadership più coerenti con queste trasformazioni strutturali».
«Di fronte a noi non abbiamo molto tempo. Recuperare la competitività del Paese in un mondo post-globalizzato e sempre più aperto alle sfide tecnologiche e di innovazione passa inevitabilmente attraverso l’accelerazione del ricambio generazionale.
Questo sarà davvero possibile solo se imprese e Istituzioni agiranno in maniera sinergica e rapida. Come Bain & Company, vogliamo stimolare l’avvio di questo percorso con un passo concreto, lanciando un’iniziativa gratuita di formazione attraverso la quale metteremo a disposizione di giovani talenti ad alto potenziale il nostro network e la nostra esperienza», spiega Roberto Prioreschi, SEMEA Regional Managing Partner di Bain & Company.
Lo studio è stato presentato in occasione dell’evento "Next Generation Leadership: il ricambio della classe dirigente come elemento di competitività del Paese”, tenutosi oggi a Roma.
All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri: il Ministro per l’Università e la Ricerca Anna Maria Bernini; Andrea Casaluci (CEO Pirelli); Luigi Ferraris (AD del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane); Elena Goitini (AD di BNL e Responsabile BNP Paribas per l’Italia); Gioia Manetti (SVP, CEO AutoScout24 Spa, CEO AUTOproff Italy) Chiara Russo (CEO e Co-founder di Codemotion); Fabio Vaccarono (Presidente e CEO del Gruppo Multiversity).
L’evento è stato moderato dalla giornalista di Sky TG24 Tonia Cartolano.