Oltre la sorveglianza: la resilienza del banking si basa sul controllo accessi

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La resilienza del banking si basa sul controllo accessi

Per anni, la sicurezza fisica nel settore bancario e finanziario è stata percepita quasi esclusivamente come un centro di costo necessario, una "assicurazione" statica contro eventi estremi.

Nell’attuale contesto dominato dalla convergenza tra rischi fisici e cyber, tale approccio risulta oggi superato, richiedendo un cambio di passo immediato nella strategia. Non è solo una sfida di sicurezza.

Sistemi attuali verso l’obsolescenza

Secondo le ultime rilevazioni di settore condotte da Genetec per il 2026, il 40% delle organizzazioni indica nella compliance e nell'adeguamento normativo il driver principale per la sostituzione dei sistemi di sicurezza già installati e che ormai si avvicinano all’obsolescenza.

Molti istituti finanziari operano ancora con infrastrutture implementate oltre un decennio fa: soluzioni chiuse, proprietarie e isolate che non solo faticano a tenere il passo con le odierne minacce, ma limitano la capacità della banca di innovare e scalare i processi operativi.

Un cambio di paradigma nel controllo accessi

Oggi, i sistemi di sicurezza fisica non devono più limitarsi alla protezione del perimetro, ma evolvere in asset strategici capaci di generare efficienza, ottimizzare i flussi di lavoro e migliorare l’esperienza del cliente e dei dipendenti.

Al centro di questa trasformazione troviamo le soluzioni per il controllo accessi, l'elemento che più di ogni altro può trasformare i dati in informazioni cruciali per la governance complessiva della banca.

Video, controllo accessi e intrusioni integrati

Il principale ostacolo alla resilienza è la frammentazione. Gestire separatamente video, controllo accessi e rilevamento intrusioni crea processi complessi e farraginosi. Per i responsabili della sicurezza questo isolamento dei dati significa visibilità limitata e tempi di risposta dilatati che possono impattare sulla continuità del business.

L’approccio moderno richiede il passaggio a una piattaforma di sicurezza unificata e la soluzione Genetec Security Center consente di far confluire – in un’unica interfaccia intelligente – le informazioni che vengono raccolte dai video, dagli accessi e da tutti i vari dispositivi di comunicazione. In questo modo è possibile mettere in relazione istantaneamente un evento di accesso con le immagini corrispondenti, automatizzando le verifiche e riducendo drasticamente i falsi allarmi.

L'unificazione si traduce in una gestione del rischio centralizzata e in una difesa più efficace contro il crimine informatico.

Controllo Accessi: il "motore" dei processi operativi in filiale e in ufficio

Le più innovative soluzioni di sicurezza fisica rappresentano strumenti di gestione che migliorano direttamente tre aree critiche per le performance bancarie:

  1. Cyber-resilienza e protezione dei dati: la sicurezza fisica deve essere progettata con criteri di protezione informatica nativi. Un sistema di controllo accessi avanzato protegge l'integrità dei dati attraverso crittografia end-to-end e autenticazione a più fattori, mitigando il rischio di violazioni delle credenziali che potrebbero esporre l'intera rete della banca.
  2. Ottimizzazione della customer experience: i dati provenienti dai varchi e dai sensori di presenza possono essere analizzati attraverso strumenti basati su un'IA. Questo permette di comprendere i flussi reali, gestire meglio il personale durante i picchi di affluenza e ridurre i tempi di attesa. Inoltre, l’automazione IoT, ovvero l'integrazione con i sistemi di gestione degli edifici (HVAC e illuminazione), contribuisce alla sostenibilità e alla riduzione dei costi immobiliari.
  3. Agilità: la capacità di gestire i diritti di accesso, monitorare siti remoti o rispondere ad allarmi tramite dispositivi mobili è oggi indispensabile. Questa agilità è fondamentale per garantire una risposta rapida agli incidenti in una rete distribuita, minimizzando l'impatto sulle attività quotidiane e garantendo la compliance normativa.

Verso il cloud e la flessibilità

I sistemi ormai datati e "on-premise" sono spesso rigidi e costosi da mantenere. La direzione tracciata dalle banche più innovative è l'adozione di modelli cloud o ibridi.

Scegliere un'architettura aperta consente alla banca di scalare senza dover ricostruire l'intero sistema anche in occasione di nuove aperture o acquisizioni. Inoltre, questa flessibilità permette di testare tecnologie emergenti – come le credenziali mobili touchless – mantenendo le difese sempre aggiornate e allineate ai più alti standard di sicurezza.

Per accompagnare l'istituto verso questo nuovo standard, è necessario porsi domande strategiche sulla propria infrastruttura:

  • Il nostro sistema di controllo accessi comunica nativamente con gli altri sistemi di sicurezza per fornire una consapevolezza situazionale immediata?
  • Siamo in grado di estrarre dati in tempo reale per migliorare le procedure e garantire il rispetto dei requisiti di audit?
  • La nostra soluzione è abbastanza flessibile da supportare una roadmap tecnologica a lungo termine, indipendentemente dall'evoluzione dei singoli componenti hardware?

Oggi, i sistemi di sicurezza fisica devono essere intesi come acceleratori della trasformazione digitale. Investire in una piattaforma di controllo accessi unificata, aperta e cyber-sicura permette alle banche italiane non solo di proteggere meglio asset e dipendenti, ma anche di digitalizzare i processi e ridurre i costi. In un mercato competitivo, la resilienza non si ottiene isolando i pericoli, ma costruendo sistemi intelligenti, integrati e capaci di fornire informazioni preziose per agire tempestivamente.

 

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