Impatto ambientale, inclusione sociale, governance strutturata e anche formazione sugli ambiti ESG. Le banche italiane affrontano il percorso verso la sostenibilità mettendo in campo approcci ben definiti, con obiettivi mirati e calibrati in ogni Piano Industriale, come ci raccontano Banco BPM, Banca di Asti, BNL BNP Paribas e Intesa Sanpaolo.
«Ogni transizione comporta cambiamenti strutturali che devono essere analizzati, definiti, pianificati e, quindi, implementati, soprattutto in un ambito, come quello ESG, particolarmente incerto – racconta Raffaele Barteselli, Responsabile Transizione e Sostenibilità di Banco BPM. L’approccio seguito da Banco BPM persegue obiettivi ESG concreti, gestibili anche in caso di modifiche del percorso ipotizzato. L’ambito environmental, in particolare quello climatico, attenzionato dall’Autorità di Vigilanza e legato all’operatività di gruppo, è senza dubbio quello su cui la Banca ha posto particolare attenzione: abbiamo sviluppato un sistema di score che sintetizza l’esposizione di clienti e garanzie immobiliari ai fattori ESG, affinato ed esteso nel tempo anche ad ambiti diversi da quelli legati a clima e ambiente».
Una governance completa
Sugli aspetti Social, che coinvolgono dipendenti del gruppo, territori e comunità in cui opera la banca, l’attenzione si focalizza su finanziamenti al Terzo settore, in attività di volontariato per i dipendenti, oltre che in contributi a progetti sociali e formazione interna ed esterna su tematiche di sostenibilità. Anche grazie alla ESG Factory della Banca e meeting mensili con i referenti ESG per colmare eventuali gap.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2025 di AziendaBanca. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.
