Al Comitato per sostenere l’autonomia e l’indipendenza di Banca Popolare di Sondrio avrebbero aderito oltre 280 tra soci e sostenitori.
Sabato 16 ottobre nel capoluogo valtellinese si è svolto un incontro pubblico in cui il fondatore del Comitato Marco Vitale ha confermato l’ostilità alla Riforma delle Banche Popolari, la quale dimostrerebbe la volontà di far sparire banche come le Popolari, in quanto non contendibili».
La via della holding intermedia
Vitale di avere presentato, insieme ad altri soci della Banca Popolare di Sondrio, ricorsi alla Corte costituzionale italiana, alla Corte di giustizia europea e al Consiglio di Stato, che hanno comunque confermato la costituzionalità e legalità del provvedimento, aprendo però alla possibilità di costituire una holding intermedia.
«Appurata l’inevitabile trasformazione in Spa, che verrà votata dal Cda della Banca a metà dicembre, il Comitato per l’Autonomia e l’Indipendenza della Banca Popolare di Sondrio si sta muovendo, attraverso un’azione attiva di un gruppo di soci, per la costituzione di una Newco cooperativa in cui far confluire le proprie quote» ha spiegato Vitale.
L’imprenditore Giacomo Pedranzini ha suggerito per la Popolare di Sondrio la strada della società per azioni Benefit, un modello già intrapreso da CiviBank a Cividale del Friuli.
Stefano Zane: «a rischio mutualità e territorio»
Stefano Zane, presidente del Comitato, si è poi soffermato sull’impatto di un’altra riforma bancaria, quella del Credito Cooperativo, domandandosi quali conseguenze abbia avuto su mutualità e vicinanza al territorio. «Nei piani pluriennali dei gruppi bancari non vi è alcun piano o azione concreta mirata a tale scopo – ha affermato Zane. Il rischio è la mancanza sempre più marcata di credito alle categorie che costituiscono l’ossatura portante dell’economia italiana: artigiani, commercianti, professionisti e in genere tutte le micro e piccole imprese.
Il progetto per la difesa dell’autonomia
Marco Vitale e Stefano Zane, Amministratore Delegato della società di consulenza Vitale-Zane & Co., hanno anche studiato e redatto il “Progetto per conciliare la trasformazione della Banca Popolare di Sondrio in Spa con la difesa della sua autonomia, della sua struttura popolare, delle sue caratteristiche di banca profondamente legata al territorio della Valtellina e costituita da circa 160 mila soci”.
Le 3 vie
Il progetto prevede 3 ipotesi operative. La prima e più morbida soluzione prevede solo interventi statutari; la seconda prevede un’azione attiva della Banca e la creazione di una cooperativa in cui far confluire i 160 mila soci; mentre la terza prevede un’azione attiva di un gruppo qualificato di soci BPS, anche in assenza di ogni iniziativa da parte della Banca, per la costituzione di una Newco cooperativa in cui far confluire le proprie quote.