PNRR: valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, prorogata la scadenza

PNRR: valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, prorogata la scadenza

È stata prorogato alle ore 12:00 del 28 febbraio il termine ultimo per la presentazione di progetti per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie a valere sul PNRR.

250 milioni di euro dalla M5C3 - Investimento 2

Dal PNRR arrivano 250 milioni di euro per la riqualificazione di beni confiscati alle mafie, grazie all’avviso del 23 novembre scorso pubblicato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale.

La Missione 5 – Inclusione e coesione – Componente 3 – Interventi speciali per la coesione territoriale, Investimento 2 – Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, dispone di un’assegnazione di 300 milioni di euro per la realizzazione di 200 progetti nelle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

In particolare, di questa cifra, 250 milioni sono riservati ai progetti che saranno selezionati dal bando, mentre ulteriori 50 milioni di euro serviranno ad individuare, attraverso una concertazione tra vari attori, altri progetti che, per caratteristiche proprie, richiedano l’intervento di più soggetti istituzionalmente competenti.

Inizialmente la scadenza dei termini per la presentazione delle domande era prevista per il 24 gennaio ma successivamente è stata prorogata al 28 febbraio (ore 12:00).

I soggetti proponenti

I progetti potranno essere presentati da tutti gli Enti territoriali, localizzati nelle regioni del Mezzogiorno, destinatari del bene confiscato indicato nella proposta progettuale e dimostrarne l'avvenuta iscrizione nel proprio patrimonio indisponibile.

I progetti ammissibili

A titolo esemplificativo, i progetti ammissibili dovranno essere perseguire le seguenti finalità:

• creazione di strutture, residenze sociali/sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell'alloggio/inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione;

• riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini;

• creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato;

• utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile ecc ..

La tempistica

Le le procedure di affidamento devono concludersi il 30 giugno 2023, mentre i lavori, pena la revoca del finanziamento, devono essere conclusi entro:

• il 30 giugno 2025, nel caso in cui il progetto abbia un costo complessivo a valere sull’Avviso pari o inferiore a 600mila euro;

• il 30 giugno 2026, nel caso in cui il progetto abbia un costo complessivo a valere sull’Avviso superiore a 600mila euro.

Il Terzo settore

Con nota del 20 dicembre scorso, l’Agenzia per la Coesione Territoriale ha riservato agli Enti del terzo settore (Ets) e alle Associazioni (ex art. 48, comma 3, lettera c del Codice Antimafia) un ruolo fondamentale nel processo in considerazione della rilevanza che questi soggetti “ricoprono nella fase gestionale dei beni in questione”.

In particolare, con la nota viene precisato che gli Enti proponenti potranno presentare proposte che coinvolgano, sin da questa fase, Enti del Terzo settore e le Associazioni (ex art. 48, comma 3, lettera c del Codice Antimafia) e che tali proposte riceveranno un punteggio specifico se confermato dalla necessaria documentazione a supporto.

Il Terzo settore non poteva rimanere fuori.

 

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