Pitagora al 65% di We Finance: ecco gli obiettivi dell’operazione

Massimo Sanson, A.D. di Pitagora, e Luigi Rossi, A.D. di We Finance

Il 28 settembre scorso Pitagora (Gruppo Cassa di Risparmio di Asti) ha acquisito una partecipazione di controllo del 65% di We Finance, intermediario finanziario operante nell’ambito del credito al consumo, e in particolare nei finanziamenti contro Cessione del Quinto, distribuiti tramite Agenti in Attività Finanziaria. We Finance è così entrata nel Gruppo Cassa di Risparmio di Asti ed è soggetta a direzione e coordinamento da parte della Banca di Asti: è stato anche sottoscritto un accordo parasociale che prevede la partecipazione del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti alla governance di We Finance.

Abbiamo approfondito i dettagli dell’operazione con Massimo Sanson, Amministratore Delegato di Pitagora, e Luigi Rossi, Amministratore Delegato di We Finance.

AG. Come si inserisce l’operazione di acquisizione di We Finance nella strategia distributiva di Pitagora? Che opportunità volete cogliere?

Massimo Sanson. Questa operazione di acquisizione rappresenta una scelta importante, attuata con l’obiettivo di accrescere e implementare il business di Pitagora. L’acquisizione di We Finance ci consente di valutare altre aree di mercato cogliendo ulteriori opportunità commerciali e mantenendo integro il modello di Business di Pitagora.

AG. La vicinanza al territorio è storicamente presente nel modello di partnership che Pitagora costruisce da anni con le banche locali e non. Come cambia la vicinanza alle specificità del territorio con la rete di We Finance?

MS. La partnership strategica consentirà di affiancare alle tradizionali partnership bancarie l’implementazione del canale di vendita del prodotto Cessione del Quinto attraverso reti commerciali non captive. Il modello di business di Pitagora, con le sue 83 filiali presenti sul territorio nazionale, garantisce la gestione dell’intero processo operativo del finanziamento senza gravare sull’operatività del partner. Questo modello è utilizzato da 63 partner di cui oltre 46 banche indipendenti con oltre 2mila sportelli attivi e 130 banche di Credito Cooperativo del Gruppo Iccrea con oltre 2.600 sportelli. Il modello cui We Finance si ispira è la realizzazione di un importante network di agenti in attività finanziaria specializzati nel comparto del CQSP e dei prodotti affini.

AG. Non ci sono solo vantaggi distributivi: quali sinergie possono crearsi con We Finance?

MS. L’integrazione nel Gruppo Cassa di Risparmio di Asti consentirà di valutare sinergie operative e di sviluppo per We Finance e di offrire a Pitagora, un osservatorio privilegiato nel canale agenti che operano nel comparto della Cessione del Quinto dello Stipendio e della Pensione.

AG. Dottor Rossi, i precedenti azionisti di We Finance sono rimasti all’interno dell’azienda con il 35%. Che cosa rappresenta questa operazione per la vostra storia e per il vostro futuro?

Luigi Rossi. Questa operazione rappresenta per noi un importante stimolo per continuare a svolgere un ruolo da protagonisti in un mercato che ha subito e, tutt’ora sta subendo, forti cambiamenti che richiedono importanti investimenti strutturali, organizzativi e digitali. Continuare a detenere una quota di partecipazione significativa all’interno della nuova compagine societaria, oltre a essere strategicamente vincente, determina di fatto un maggior coinvolgimento dei precedenti azionisti fondatori nel perseguire gli obiettivi di crescita e di sviluppo previsti per We Finance. Valorizzare nel tempo la società, significa, allo stesso tempo, valorizzare la nostra partecipazione che rappresenta per tutti gli attuali soci un importante razionale dell’operazione.

AG. Con Pitagora collaborate da tempo: come è cresciuta la partnership e come si è arrivati all’operazione di acquisizione?

LR. Con Pitagora abbiamo iniziato a collaborare da subito, già nel 2016, anno in cui We Finance iniziò a erogare le prime pratiche di finanziamento: venne sottoscritto un Accordo Quadro di acquisto crediti originati dalla nostra società e poi ceduti a Pitagora. Nel tempo, questa partnership è cresciuta nei volumi e si è consolidata con la reciproca soddisfazione delle parti. I comuni obiettivi di crescita e di visione strategica futura sono stati i veri “promotori” dell’iniziativa che hanno condotto i razionali dell’operazione che ha previsto l’ingresso di Pitagora nel capitale di We Finance. Da una parte un Gruppo Bancario determinato a crescere in modo concreto nel settore e, dall’altra, una Società 106 che per dar corso alle attività di sviluppo era alla ricerca di un Partner istituzionale hanno consentito il buon esito dell’operazione.

AG. Come cambierà l’offerta della rete We Finance?

LR. Attraverso nuove e differenti value proposition che tengano conto delle specifiche esigenze degli Agenti. Oltre a un pricing competitivo e a un’operatività efficiente, ci si propone di strutturare delle offerte tailor made con nuovi presupposti che possano coadiuvare le reti commerciali nelle loro attività di sviluppo. A titolo esemplificativo e non esaustivo: mettere a disposizione un portafoglio di nuovi nominativi interessati a contrarre un finanziamento, oppure intervenire nella selezione e formazioni di nuovi collaboratori da accreditare presso le reti agenziali. Sono elementi che, già di per sé, potrebbero rappresentare maggior attrattività nell’ambito di una più ampia e completa value proposition. In ogni caso l’intento sarà quello di riuscire a costruire delle partnership vincenti nell’ottica del perseguimento di obiettivi win/win.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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