Pitagora: primo semestre positivo in un mercato complesso

Pitagora: primo semestre positivo
Edoardo Saletta, Chief Financial Officer di Pitagora

Nei primi mesi del 2025, Pitagora registra una crescita superiore al mercato di riferimento. La semestrale dell’azienda specializzata nella Cessione del Quinto, parte del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti, mostra un risultato positivo, nonostante uno scenario generale di incertezza macroeconomica che si traduce in una minore propensione dei consumatori al consumo e all’indebitamento.

«Nel primo semestre la produzione della Rete Commerciale registra una crescita del 9,70% – spiega Edoardo Saletta, Chief Financial Officer di Pitagora – consentendoci di chiudere un buon primo semestre 2025, con un EBITDA pari a 15,7 milioni di euro. L’utile netto è di 6,2 milioni, con un incremento del 32% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. E migliora anche il cost-income, che si attesta al 34,23%».

Obiettivi centrati

Tali performance fanno registrare un CET1 di Pitagora al 16,25%, con 48,2 milioni di eccedenza patrimoniale rispetto al limite regolamentare.

«Questi risultati confermano la solidità patrimoniale e il modello di business della società – prosegue Saletta. Nel rapporto volumi-margine, oggi elemento primario nei Budget assegnati, ha determinato primo margine in linea con i Budget assegnati e fondamentale per i risultati di Conto Economico precedentemente analizzati».

Che cosa attendersi

Per il secondo semestre dell’anno, lo scenario resta verosimilmente quello noto a tutti: se la fiducia dei consumatori non crescerà, non crescerà neanche la loro propensione a indebitarsi, magari per acquistare un elettrodomestico, un auto o ristrutturare casa, portandoli a rimandare la decisione a un momento migliore. Sul tasso di interesse si può fare poco, visto che «già nell’ultimo trimestre del 2024 i tagli della BCE erano stati recepiti dal mercato – osserva Saletta –, come dimostrato dall’andamento dell’IRS e dell’Euribor. Rispetto alle previsioni delle maggiori Società e Banche specializzate, abbiamo assistito ad un maggiore incremento dei tassi di riferimento di oltre 20 bps, a causa dell’incertezza sui dazi applicati dagli Stati Uniti all’Unione Europea e ad altri paesi, oltre che all’instabilità politica ed economica, con il proseguire di conflitti in diverse aree chiave del mondo».

Si riduce la forbice tra tassi attivi e costo del funding

Le previsioni restano comunque positive, «e per il secondo semestre ci aspettiamo di poter raggiungere i Budget di Conto Economico definiti, in crescita rispetto al 2024 – anticipa Saletta –, pur essendo coscienti che ci troviamo in un mercato in cui la forbice tra tassi attivi (TAN e TAEG) e Cost of funding si sta progressivamente restringendo. Questo accade fondamentalmente per due fattori. Da un lato, infatti, scendono i Tassi effettivi globali medi rilevati, un indicatore che determina in maniera vincolante le condizioni di vendita del prodotto Cessione del Quinto e delle Deleghe di pagamento. Dall’altro, prosegue invece la crescita del principale indicatore di riferimento del Cost of funding del prodotto (Irs5Y)».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2025 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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