Non vi è ombra di dubbio che le rimesse di denaro che i migranti inviano ai propri familiari rimasti nel paese di origine costituiscono una fonte di reddito irrinunciabile, che salva milioni di persone dalla povertà.
È importante, quindi, che una volta giunte a destinazione le rimesse siano adoperate in impieghi utili e produttivi, capaci di innescare localmente quel circuito virtuoso che genera benessere per la comunità di riferimento.
È altresì importante che il risparmio accumulato dai migranti e trasformato poi in rimesse, non sia aggravato da costi eccessivi legati all’invio del denaro in quanto, se così fosse, verrebbero distolte risorse da destinare alla costruzione di quel benessere cui poc’anzi abbiamo fatto cenno.
Partnership Globale per l'Inclusione Finanziaria
E proprio la riduzione dei costi delle rimesse dei migranti è tra gli obiettivi della Partnership Globale per l'Inclusione Finanziaria (Global Partnership for Financial Inclusion), istituita nell'ambito del G20 per promuovere l'inclusione finanziaria come strumento per il benessere e la crescita sostenibile a livello globale.
Fino al 10% del PIL
Lo sviluppo dei paesi ricettori di rimesse trova nel contributo proveniente dai loro emigrati una fonte di finanziamento indispensabile e per quei paesi a basso e a medio reddito il valore delle rimesse arriva a superare il 10% del PIL.
Cittadinanza economica
Vista da un’altra angolazione, l’abbattimento dei costi delle rimesse è essenziale perché favorisce l'utilizzo di canali formali per inviare soldi ai paesi di provenienza e l'integrazione dei migranti nel sistema finanziario di quelli ospitanti. In altre parole, permette al migrante di conseguire la cittadinanza economica.
Riduzione dei costi
L'obiettivo che la comunità internazionale si pone, sancito dalle Nazioni Unite, è di portare il costo delle rimesse al di sotto del 3% entro il 2030; oggi il costo medio globale delle rimesse è ancora pari al 6,5%.
L'Italia è stata tra i primi e principali paesi a promuovere la riduzione del costo delle rimesse come strumento per lo sviluppo economico e la riduzione delle diseguaglianze. Se prima del 2014 il costo per l'invio di una somma di denaro equivalente a 200 euro superava in Italia il 7%, nel quarto trimestre dello scorso anno il costo è sceso al 5,5%.
È un risultato importante, ma occorre continuare a lavorare verso l'obiettivo del 3%.
Tavolo Intergovernativo sulle Rimesse
Nell'ambito dei lavori per la Presidenza italiana del G20, la Banca d'Italia e il Ministero dell'Economia e delle Finanze - con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - hanno rilanciato il dialogo istituzionale con i principali operatori del mercato (intermediari bancari e prestatori di servizi di pagamento) e le relative associazioni di categoria rivitalizzando il Tavolo Intergovernativo sulle Rimesse.
Il Tavolo ha l'obiettivo di contribuire ad individuare misure e strategie, di natura pubblica e privata, per convogliare i flussi di rimesse verso i canali ufficiali - anche riducendone i costi e ampliando l'offerta di servizi finanziari destinati specificatamente ai migranti - che possano essere portate come "buone prassi" all'attenzione del G20.
Di questi temi importanti per l'Italia e la comunità internazionale si discuterà già in occasione della prima riunione plenaria della Partnership Globale per l'Inclusione Finanziaria, il 24 e 25 marzo prossimi.
Non resta che augurare buon lavoro!