Continuano a diminuire gli stock bancari dei crediti deteriorati, mentre il mercato delle transazioni NPL raggiunge un buon livello di maturità.
Questo il quadro che emerge dalla quinta edizione dell’Osservatorio NPE realizzato da CRIBIS Credit Management, società del Gruppo CRIF specializzata nella gestione dei processi di Collection e di NPL management.
L’andamento del rischio di credito di famiglie e imprese
Il 2022 registra un'inversione di tendenza del rischio di credito con quattro trimestri consecutivi di incremento. Considerando il quadro macroeconomico incerto si prevede un 2023 caratterizzato da un trend che continuerà a crescere per quanto riguarda i tassi di default bancari.
Lo studio riporta una inversione del rischio di credito specialmente per società di capitali (+50% YoY) e di persone (+36% YoY), mentre registra una crescita dei tassi di default delle famiglie produttrici (2%), ma una certa stabilità per le famiglie (1,2%)
Crediti classificati in Stage 2
Per quanto riguarda i crediti classificati in Stage 2, questi superano la quota di 263 miliardi e a rappresentare circa il 13,1% del totale degli impieghi bancari, la percentuale più rilevante di tale esposizione è collegabile alle società di capitali che si attestano a quasi il 70% del totale dei finanziamenti in questo stato di iniziale allerta.
I settori produttivi quelli più rischiosi risultano essere costruzioni e infrastrutture (24,4% delle esposizioni), insieme ai servizi (18,8% delle esposizioni totali) con logistica, food & beverage a registrare gli incrementi maggiori. Al contrario, i settori con una quota ridotta di esposizione rimangono quelli di estrazione olio e gas e chimica e farmaceutica.
UTP, immobiliare e costruzioni i più esposti
Per quanto riguarda le inadempienze probabili (UTP), l’analisi conferma i trend degli ultimi anni confermando ancora tra i settori più rischiosi quelli legati al settore immobiliare e delle costruzioni, l’intrattenimento (alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio) e il commercio.
La situazione d’incertezza legata all’aumento dei tassi d’interesse, l’inflazione e il tema della liquidità risulteranno essere eventi cruciali per le imprese nel 2023, diventando così un anno chiave per valutare l'effettiva stabilità dell'economia reale del Paese.
Stock e mercato NPE
Per analizzare le dinamiche dello Stock NPE il report conferma l’analisi, in partnership con Credit Village, focalizzata sull’andamento delle cessioni dei crediti. A fine 2022 sono state effettuate operazioni per circa 34 miliardi di euro, di cui l’83% collegate a portafogli NPL e solo 17% a UTP. Si tratta del valore più basso degli ultimi 6 anni.
Inoltre, con riferimento alla tipologia di mercato, per la prima volta si è registrato un numero di operazioni maggiori sul mercato secondario rispetto al primario (51,4% delle transazioni rappresentanti il 20% del gross book value ceduto nell’anno).
Recupero stragiudiziale
Lo studio conferma inoltre una contrazione delle performance di recupero stragiudiziale, calo principale dei crediti non garantiti da immobili (-7% per le famiglie e -10% per le imprese rispetto al 2021).
In ambito di procedure esecutive e concorsuali, si registra un lieve incremento (+6,5%) trainato dalle procedure esecutive mobiliari, aumentate del 10% arrivando a quasi 266 mila nuovi pignoramenti.
Non più “fallimento”, ma “liquidazione giudiziale dei beni”
Diminuiscono, invece, le procedure esecutive immobiliari (circa 33.000 nuove procedure diminuite dell’8% rispetto al 2021) e concorsuali (circa 7.000 procedure in calo del 22%). Tuttavia, i back log stanno diminuendo in tutti i comparti con maggiore rilevanza per le procedure esecutive (-24,6% per le esecuzioni immobiliari e -22,7% per le esecuzioni mobiliari) rispetto alle procedure concorsuali (-3,6%).
Non si parlerà più di fallimento ma di liquidazione giudiziale dei beni: questa la grande novità che ha portato il 2022. Dal punto di vista del trend, invece, si conferma il generale calo delle nuove iscrizioni di procedure, con circa 7mila procedure iscritte per anno nei tribunali italiani, toccando i minimi storici registrati nel 2008. Stabili i tempi medi per portare a termine la liquidazione (circa 6 anni in media).
Scenario complesso. Il 2023 un banco di prova
«Lo scenario di instabilità socio-economica globale e i fenomeni legati all’inflazione e all’incremento dei tassi di interesse impongono ai player finanziari di mantenere alta l’attenzione sul fronte dei crediti deteriorati e del loro monitoraggio», commenta Andrea Capellini, Analytics Manager di CRIBIS Credit Management.
«Da giugno 2022, in concomitanza con la decisione sul rialzo dei tassi da parte della BCE, rileviamo una progressiva contrazione delle operazioni di cessione, soprattutto sul mercato primario. Il 2023 sarà quindi un ulteriore banco di prova per l’intera credit industry. Sarà sempre più complicato trovate il matching sui prezzi di cessione, influenzati dalle maggiori aspettative in termini di IRR da parte degli investitori», aggiunge Roberto Sergio, AD di Credit Village e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nazionale NPE Market.