Cresce del +24% il numero di pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante in Italia nel 2021.
I dati provengono dall’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments curato da Assofin, Ipsos e Nomisma con il contributo di CRIF.
La ripresa post pandemia
Nel 2021 la ripresa post pandemia e l’operazione Italia Cashless hanno contribuito ad accelerare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi contactless e mobile. Grazie alla ripresa dei consumi, alla fine delle restrizioni e alla ripresa di tutte le attività collegate ai servizi, il numero dei pagamenti effettuati con strumenti diversi dal contante, a livello nazionale, è cresciuto del +24%, incremento che sale a +29% se si considerano i pagamenti su POS con le sole carte di debito. I volumi, inoltre, sono aumentati del 12%.
Le carte di debito
Il botto lo hanno fatto proprio le carte di debito. Nel 2021 i volumi hanno sfiorato i 184 miliardi di euro (+36% sul 2020) e il numero delle operazioni è cresciuto di oltre il 53% rispetto all’anno precedente. A favorire questo utilizzo esplosivo sicuramente è stata anche l’iniziativa del cashback di Stato, oltre alla piena ripresa delle attività e dei servizi. In totale sono state compiute 63 transazioni all’anno, con un importo medio di 48 euro a operazione.
Le carte prepagate
Il 2021 ha confermato la corsa all’utilizzo delle carte prepagate già rilevata negli scorsi anni: anche grazie all’e-commerce, il numero di operazioni è cresciuto del +34,7%, per un flusso transato che supera i 54 miliardi di euro (+26,6% sul 2020). Si conferma quindi l’amore degli italiani per la carta prepagata che, nell’arco di un decennio, ne hanno quintuplicato l’utilizzo, raggiungendo oggi un transato medio per operazione di 52 euro.
Le carte di credito
Per quanto riguarda le carte di credito attive in Italia nel 2021 non si è tornati ai livelli del 2019. Difatti, il numero è di 15,2 milioni, con un valore delle transazioni effettuate di 84,6 miliardi di euro. Il dato è in ripresa, naturalmente, rispetto all’anno precedente ma l’Osservatorio pone anche attenzione su un ulteriore dato al ribasso, ovvero quello dell’importo medio delle transazioni (62 euro, con una riduzione del 19,5% sui 77 euro del 2017): questo implica che gli italiani usano sempre più la carta di credito anche per gli acquisti quotidiani. Il contactless ha sicuramente sospinto questa abitudine, grazie a transazioni senza PIN per i piccoli importi. E il 77% di chi possiede una carta di credito ha pagato almeno due volte al mese con questo strumento.
Le carte opzione/rateali
Nel primo semestre del 2022, inoltre, il trend di crescita delle carte di credito opzione/rateali prosegue (+16,8%) e rappresentano la metà delle carte di credito attive sul mercato italiano. Solitamente sono utilizzate in modalità a saldo (82% dei flussi), mentre le rateali pure sono 1,5 milioni (18%). Le carte a opzione sono 6 milioni.
A ogni modo, nei primi 6 mesi del 2022 si assiste dopo due anni a una ripresa dei pagamenti a rate con carta di credito: il volume supera il 10% e la spinta proviene dalla funzione instalment, che permette il finanziamento di una o più spese attraverso un piano di rimborso predefinito.
La carta di credito rateale si candida inoltre come strumento principe per gli acquisti online: il 24% delle operazioni complessive di e-commerce, infatti, è pagato con questa tipologia di carta.
Il rischio nel mercato delle carte
L’Osservatorio ha, come ogni anno, analizzato anche il livello di rischiosità del comparto delle carte di credito, che mostra una lieve riduzione del tasso di sofferenza delle carte a saldo, mentre si registra un lieve aumento per quelle rateali.
E il contante?
L’utilizzo del contante è comunque aumentato, anche se di poco: +1,8%. Una ripresa modesta rispetto al crollo che ha subito nel 2020, quando l’utilizzo del cash ha registrato un -30%. Anche l’importo medio prelevato si è ridotto.
Quanto si paga contactless
Chi utilizza la funzionalità conctactless delle carte oltre 4 volte il mese è in continuo aumento e il 77% dei titolari carte contactless ha utilizzato questa modalità di pagamento più di due volte al mese, rispetto al 70% d'inizio 2021.
I mobile payment e i proximity payment
Sempre più italiani conoscono i mobile proximity payment e gli m-payment. I pagamenti via app sono interessanti per il 73% degli utenti, mentre i dispositivi wearable per pagare in prossimità interessa a tutte le generazioni, anche ai segmenti solitamente meno smart.
Il Buy Now Pay Later
Il nuovo discusso protagonista dei pagamenti digitali è poi il Buy Now Pay Later, che tra luci e ombre, ha trovato spazio nell’e-commerce, grazie a un significativo numero di merchant aderenti che hanno letto in questo strumento la possibilità di aumentare il loro fatturato consentendo ai consumatori di accedere, con pagamenti rateali, a beni che altrimenti non sarebbero stati acquistati.
L’Italia è uno dei mercati meno maturi ma in questi anni si sono affacciati diversi operatori specializzati nel servizio, offerto principalmente online ma anche instore (vedi Klarna, che ha recentemente lanciato la carta fisica in UK, e Clearpay), ai quali si affiancano gli operatori del credito al consumo (come Cofidis, con PagoDIL e Sella Personal Credit con AppPAGO, NdR), che hanno diversificato la loro offerta con la proposizione di pagamenti dilazionati.
Da una analisi condotta per confrontare il segmento ascrivibile al BNPL con in finanziamenti finalizzati small ticket più classici emerge come gli andamenti della domanda di credito nel corso del 2020 e del 2021 siano esponenzialmente maggiori rispetto al finalizzato tradizionale. D’altro canto, pur rimanendo un fenomeno tendenzialmente a basso rischio, nel periodo d’analisi i contratti BNPL hanno registrato una rischiosità maggiore dei finalizzati small ticket e in lieve aumento (x1,7%).
In termini di prospettive, la crescita del BNPL potrà consolidarsi nel futuro, ma ciò dipenderà anche dall’evoluzione del framework normativo, considerando la volontà dei regulator d'includerlo nel perimetro del credito al consumo, al fine di garantire la sostenibilità dei finanziamenti e di tutelare i consumatori finali e gli stessi player.
Nonostante gli eventuali possibili impatti negativi dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie, il BNPL si configura come un servizio strategico, molto merchant driven, a sostegno dei consumi di beni e servizi delle famiglie, accanto alla tradizionale offerta di finanziamenti al consumo.