Gestione del credito: le opportunità nei crediti verso la PA e il Superbonus

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Paolo Gesa, direttore commerciale di Officine CST

L’impatto della nuova definizione di default introdotta dall’EBA apre grandi opportunità nell’ambito del factoring e della gestione dei crediti verso la PA, secondo Officine CST. Che sta lavorando anche sui crediti di imposta legati al superbonus e sull’analisi dei dati. Ne abbiamo parlato con Paolo Gesa, direttore commerciale di Officine CST.

Alberto Grisoni. Con la pandemia, il settore della gestione del credito è entrato in una fase molto particolare, con una parte del mercato “congelata” dalle moratorie. Il 2020 è stato un anno di crescita per Officine CST: quali dinamiche ritenete particolarmente interessanti?

Paolo Gesa. La pandemia ha sicuramente rallentato il recupero giudiziale dei crediti e le attività di home collection ma, considerando nel complesso l’andamento del 2021, le nostre performance sono migliorate. La nostra è un’azienda che si basa molto su tecnologia e organizzazione: l’adattamento allo smart working è stato rapidissimo. Anzi, con meno spostamenti (specie in una città come Roma), i nostri collector hanno lavorato di più e meglio. Sul mondo dei debitori pubblici, dove noi prediligiamo l’approccio stragiudiziale, abbiamo registrato performance d’incasso molto buone, grazie anche alla maggiore liquidità messa in campo dal governo centrale. Sul master legal, dopo il rallentamento per la chiusura dei tribunali, abbiamo performato molto bene, recuperato il gap e chiuso in crescita.

AG. Il 2021 è l’anno dell’introduzione della nuova definizione di default introdotta dall’EBA per le banche. Che impatto prevedete sul mercato?

PG. Si è parlato molto, e giustamente, dell’impatto sul mondo dei finanziamenti, ma in termini relativi il cambiamento sarà assai più ampio sul factoring dei crediti verso la PA, caratterizzati da tempi di pagamento che non collimano certo con i 90 giorni della definizione europea. Oggi oltre il 35% dei crediti commerciali delle PA acquistati da banche e società di factoring è scaduto da oltre 90 giorni, e il 30% (2,7 miliardi) lo è da più di 1 anno. Il rischio è una stretta anche sul canale bancario tradizionale per i fornitori della PA.

AG. E come state lavorando per dare risposte in questi ambiti?

PG. Una soluzione, intanto, è quella di implementare nuove strategie di gestione, che consentano a banche e factor di minimizzare gli impatti della nuova normativa, e noi sui nostri clienti l’abbiamo gestito riducendo al minimo gli oneri operativi. Inoltre, ci siamo specializzati nel comprare, per il tramite di veicoli di cartolarizzazione, i debitori pubblici non più acquistabili da banche e factor tradizionali, attraverso valutazioni puntuali della rischiosità delle pubbliche amministrazioni acquistate e strutture di prezzo che consentono l’erogazione di liquidità a fronte di un giusto bilanciamento del rischio, e crediti verso enti pubblici classificati come non performing come ad esempio comuni in dissesto, consorzi insolventi, altri enti con DSO lunghi. In alcuni casi compriamo proprio le “code” dei portafogli acquisiti dalle banche negli anni: in questo modo i nostri clienti possono “liberare” spazi per nuovi acquisti.

AG. Il mondo del FinTech è in forte evoluzione nell’ambito del credito: avete collaborazioni in atto?

PG. Il FinTech per noi è nell’evoluzione dei processi: ottimizziamo l’onboarding dei clienti e la gestione del credito, semplificando al massimo i passaggi operativi ed efficientando tutta la filiera. E poi nell’innovazione finanziaria: siamo stati tra i primi a cartolarizzare i crediti delle pubbliche amministrazioni in passato e oggi con la supply chain finance e le operazioni in partenariato pubblico-privato.

AG. Un altro tema di forte attenzione nel banking in generale, e nella gestione del credito in particolare, è l’utilizzo di analytics e intelligenza artificiale per la valutazione. Officine CST come ne fa uso?

PG. L’analisi dei dati è per noi fondamentale per approntare le migliori strategie di recupero su ciascun cluster di crediti. Ad esempio, sulla PA i nostri data base proprietari ci consentono di prevedere i comportamenti in maniera molto più predittiva delle statistiche ufficiali. L’analisi del debitore non è tutto, è necessaria anche una profonda conoscenza dei centri di costo di ogni PA e i dettagli della singola fornitura sottostante. Poi facciamo molta attenzione al singolo numero, grazie a un controllo di gestione molto evoluto che è stato impostato con il nostro azionista di maggioranza, Cerberus.

AG. Si guarda con interesse anche alla possibilità di cartolarizzare i portafogli di prestiti mediante token. Pensate possa essere uno sviluppo futuro per il mercato?

PG. Sicuramente tutto ciò che rende più liquido e sicuro il mercato dei crediti è da osservare con attenzione. La tokenizzazione consente di avere una maggiore visibilità e confrontabilità dei prezzi, la certezza della veridicità di informazioni e documenti, il tutto a beneficio del debitore originale che può spuntare condizioni migliori. Queste tecnologie sono ancora poco diffuse e regolamentate, per cui non hanno un’applicazione immediata e significativa nel breve periodo. Ma fanno parte di quei trend legati al tech che è difficile fermare.

AG. Officine CST ha lanciato anche un’offerta per le banche legata al Superbonus, un ambito in cui i nostri istituti di credito, insieme a molti player dell’energia e dell’edilizia, sono molto attivi. Che accoglienza avete trovato sul mercato?

PG. Nonostante regole non di facile lettura, finalmente il Superbonus è operativo. Le banche sono partite molto aggressive in termini di prezzo, ma tra un po’ si porrà il tema del mercato secondario di questi crediti, che ricordo possono essere incassati solo mediante compensazione di altre imposte. La richiesta è molto alta e non tutte le banche riescono a processare velocemente le pratiche: per questo molte imprese si rivolgono direttamente a noi, in modo da farsi guidare in questa giungla, portandole sulle soluzioni più idonee ed efficienti, anche in termini di timing: quest’ultimo, infatti, è l’elemento maggiormente attenzionato dalle imprese, a seconda delle specifiche esigenze.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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