La mania degli NFT arriva anche nel cuore del Partito Comunista Cinese.
Qualche giorno fa, la Lega della Gioventù Comunista Cinese, tradizionalmente un bacino dei futuri leader del partito, ha deciso abbracciare gli NFT per celebrare il proprio centesimo anniversario.
Emettendo gratuitamente “54.000 NFT del centenario”. Che sono stati etichettati come "oggetti da collezione digitali", poiché Pechino vieta ufficialmente le criptovalute.
Arriva Tuanbao. In un’ora “venduti” tutti i 54mila NFT
L’NFT, nello specifico, rappresenta Tuanbao, la mascotte ufficiale della Lega. Bandiera rossa alla mano, due “stelle” gialle comuniste in testa e faccia rotonda, il totale di 54mila NFT Tuanbao è andato esaurito in meno di un’ora.
L’NFT su blockchain e sviluppato dalla Hangzhou Shunwang Technology, ha infatti conquistato gli utenti cinesi, tanto che il suo lancio è stato diffuso urbi et orbi su Weibo, la nota piattaforma di microblogging cinese.
Certo, non sono mancate le critiche circa la reale utilità di questa trovata dal chiaro fervore patriottico - ricordiamo che la Cina sta affrontando diversi duri lockdown in molte città, tra cui Shanghai - ma sta di fatto che il mercato degli NFT in Cina, nonostante le sue contraddizioni, è decisamente vibrante e dinamico.
NFT con caratteristiche cinesi
Gli NFT nel Dragone sopravvivono senza criptovalute. Questi infatti si stanno affermando semplicemente come token digitali collezionabili.
Come un utente di Weibo ha commentato, “è come comprare delle carte Pokèmon 2.0. Le collezioni, ma non le vendi”.
E sul carrozzone degli NFT sembrano essere saliti quasi tutti. Non solo i grandi brand occidentali del lusso, ma anche, e incredibilmente, i grandi conglomerati hi-tech del Dragone e realtà pubbliche.
Il 4 maggio ad esempio, la prestigiosa Università di Pechino ha emesso 20mila NFT per commemorare il 4 maggio stesso - una data importante nella storia cinese moderna - nonché i1 24° anniversario della scuola.
A fine dicembre 2021, l’agenzia di stampa Xinhua ha regalato più di 100mila NFT con foto di notizie di "momenti storici dell’anno passato”.
Ant Group, l'affiliata fintech di Alibaba Group Holding, e il gigante dei social media e dei giochi Tencent Holdings, sono stati i primi giganti del Dragone ad abbracciare gli NFT, lanciando dozzine di prodotti dalla scorsa estate. Anche JD.com e Baidu non sono rimasti a guardare.
Un potenziale mercato da $4 miliardi entro il 2026
Tuttavia le aziende, anche su forte spinta del governo centrale, sono state attente a scoraggiare potenziali speculazioni.
A marzo, la super-app WeChat ha bloccato più account che commercializzavano NFT. In quell’occasione un portavoce di WeChat ha affermato pubblicamente che Tencent la piattaforma, anche in luce dei fatti, era pronta a migliorare la ”regolamentazione e rettifica sui conti pubblici e sui mini programmi che speculano o rivendono oggetti da collezione digitali”.
Più o meno nello stesso periodo Topnod, la piattaforma di collezionismo digitale di proprietà del colosso Ant Group, ha punito 56 account per aver “partecipato alla rivendita di NFT con scopo di lucro”.
Sempre a gennaio, più di 300 account aggiuntivi sono stati puniti per aver utilizzato plug-in e script per accaparrarsi oggetti da collezione digitali.
Il mese scorso, tre associazioni finanziarie gestite dal governo cinese hanno pubblicato congiuntamente linee guida per vietare l'uso di NFT nell'emissione di titoli, assicurazioni, prestiti e metalli preziosi.
Eppure, nonostante queste violazioni, il mercato cinese NFT è più florido che mai. Secondo le previsioni di AntChain, ramo di Ant Group dedicato alla tecnologia blockchain, il mercato degli NFT nei prossimi anni vedrà un tasso di crescita del 150% e raggiungerà oltre i 4 miliardi di dollari entro il 2026.
E l’emissione di Tuanbao da parte della Lega della Gioventù ne è un chiaro segnale.