Nel 2023 è diminuita a doppia cifra (-17,2% sul 2022) la domanda di mutui da parte delle famiglie italiane e tra chi ha richiesto un mutuo la maggior parte ha scelto piani di rimborso superiori ai 15 anni, per non gravare troppo sul bilancio familiare.
Ecco di dati CRIF, basati su EURISC, il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie.
Importo medio
Stabile l’importo medio richiesto (+0,1%), per una cifra complessiva di 144.659 euro nel 2023.
Nel solo mese di dicembre si registra però un balzo nella domanda (+5%), che spinge l’importo medio a un ammontare record di 152.550 euro.
Sia il dato annuale sia quello mensile rappresentano un valore di picco mai raggiunto negli ultimi 10 anni.
Classi di importo
Come per l’anno precedente, anche nel 2023 la fascia di importo preferita dalle famiglie italiane è quella compresa tra i 100mila e 150mila euro, con un 29,5% del totale.
A seguire, si posiziona la classe di importo 150mila-300mila euro, con una percentuale del 25,9%; mentre quasi il 40% richiede importi fino a 100mila euro, e solo il 5,1% supera i 300mila euro.
Durata del mutuo
Oltre 8 richieste su 10 prevedono dei piani di rimborso superiori ai 15 anni, e in questo modo non si appesantisce il bilancio familiare grazie a più rate dilazionate nel tempo.
Mutuo o surroga: l’effetto sulle erogazioni
Anche guardando ai mutui erogati nel 2023 e al numero di surroghe è chiaro che i tassi di interesse, che puntavano al rialzo, abbiano scoraggiato le famiglie.
Secondo i dati CRIF, infatti, a settembre le surroghe sono diminuite del 5,2% rispetto all’anno precedente, mentre i nuovi mutui erogati si sono contratti del 24%.