MPS integra Mediobanca e con il nuovo Piano Industriale investirà 1 miliardo nell’IT

MPS integra Mediobanca

Una unica piattaforma informatica per tutto il Gruppo, così da digitalizzare prodotti e servizi alla clientela e favorire l’automazione nelle nuove cinque divisioni di business di MPS, che ha concluso il processo di integrazione di Mediobanca. Operazione che creerà sinergie per 700 milioni di euro.

Il piano di integrazione prevede un approccio graduale, con il completamento della fusione e dei principali passaggi societari e di governance atteso entro la fine del 2026, seguito dalla piena realizzazione del modello operativo e IT target.

Le cinque linee di business

Il Gruppo opererà secondo una struttura organizzativa articolata in cinque divisioni di business, capaci di creare sinergie industriali:

  • Retail & Commercial Banking, quale principale motore di relazione e di origination, supportato da processi abilitati dall’intelligenza artificiale e da percorsi digitali accelerati; la divisione contribuisce per circa il 29% ai ricavi del Gruppo.
  • Consumer Finance, facendo leva su Compass come centro di eccellenza scalabile, con ambizioni di crescita internazionale; la divisione contribuisce per circa il 19% ai ricavi del Gruppo.
  • Asset Gathering & Wealth Management, quale motore di crescita basato sulle commissioni, che integra le competenze di Widiba e Premier; la divisione contribuisce per circa il 21% ai ricavi del Gruppo.
  • Private Banking, posizionato come un franchise di private investment banking su scala, focalizzata su imprenditori e clientela a elevato patrimonio; la divisione contribuisce per circa il 9% ai ricavi del Gruppo.
  • Corporate & Investment Banking, guidato dall’advisory e con una crescente vocazione internazionale, che combina servizi di debt, mercati e commercial banking; la divisione contribuisce per circa il 14% ai ricavi del Gruppo.

A queste si aggiunge l’attività di Principal Investing che assicura una generazione di utili diversificata e non correlata, includendo la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali; la divisione contribuisce per circa l’8% ai ricavi del Gruppo.

1 miliardo di investimenti IT

La tecnologia e la trasformazione digitale rappresentano un pilastro fondamentale del nuovo Piano Industriale 2026–2030, “Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario”.

Il Gruppo ha definito un’agenda digitale e di intelligenza artificiale unificata, con investimenti IT pari a circa 1 miliardo nel periodo 2026–2030, finalizzati a modernizzare, mettere in sicurezza e scalare le piattaforme e le operazioni del Gruppo.

La strategia è incentrata sull’implementazione di un unico motore digitale e di AI a supporto di customer journey end-to-end, di processi decisionali e di concessione del credito più rapidi e di una maggiore efficienza operativa.

Focus sulle risorse

Un ulteriore abilitatore determinante del Piano è rappresentato dal capitale umano.

Il modello di “banking digitale e AI-powered” delineato nel Piano prevede la formazione del 100% dei colleghi sull’AI e impatti significativi sull’efficienza operativa, inclusi risparmi di tempo pari a circa il 20% nei processi di credito e controllo e un incremento di produttività IT pari a circa il 20% abilitato dall’impiego di soluzioni di intelligenza artificiale.

In arrivo, poi, un set di strumenti tecnologici: una mortgage factory unificata, una distribuzione digitale end-to-end, l’accelerazione del credito corporate e una piattaforma integrata di specialty finance.

Il Piano mira, inoltre, a un maggiore ingaggio digitale della clientela, con clienti digitalmente attivi in aumento da circa il 61% a circa l’80% nel segmento retail e da circa il 61% a circa il 70% nel segmento corporate entro il 2030.

Le attese: Retail & Commercial Banking

Il Retail & Commercial Banking rimane il principale motore di relazione e di origination del Gruppo, combinando una presenza capillare sul territorio nazionale con un’esperienza cliente progressivamente più digitale e omnicanale: a oggi il Piano fa leva sulle 1.250 filiali, gli oltre 2,7 milioni di clienti retail e più di 110mila clienti corporate.

Nel corso dell’orizzonte di Piano, la divisione è attesa generare un margine di intermediazione in crescita da 2,1 miliardi nel 2025 a circa 2,6 miliardi nel 2030, con un risultato ante imposte (PBT) in aumento da circa 0,7 miliardi a circa 1,1 miliardi e impieghi verso la clientela in crescita da circa 66 miliardi a 82 miliardi.

Per crescere nel Retail & Commercial Banking sono state delineate tre priorità strategiche: il consolidamento nel credito ipotecario e della bancassicurazione, lo sviluppo in verticali strategici e nella specialty finance e, infine, potenziamento delle capacità digitali.

Mutui e factoring incontrano il digitale

Nel comparto mutui, il Piano pone l’accento su una maggiore rapidità di esecuzione e su processi decisionali più evoluti, anche attraverso meccanismi di approvazione accelerata e valutazioni del merito creditizio abilitate dall’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ridurre il “time to yes” da oltre 25 giorni a meno di 7 giorni.

L’obiettivo è abilitare percorsi ibridi e completamente digitali, un portale digitale che consente il monitoraggio in tempo reale delle richieste, nonché rafforzare il focus su mutui green e soluzioni pre-approved.

Nel comparto specialty finance, il Piano punta alla crescita nel factoring, per arrivare a volumi pari a 32 miliardi nel 2030, grazie a un’offerta di prodotto potenziata e da processi abilitati dalla tecnologia.

Consumer Finance: Compass andrà Oltreconfine

Per crescere nel Consumer Finance, il Piano fa leva su Compass, secondo operatore in Italia, con una quota di mercato del 14% circa e ricavi pari a 1,3 miliardi di euro nel 2025, nonché un risultato ante imposte (PBT) di circa 0,6 miliardi. Dotata, in particolare, di un modello scalabile.

Qui si delineano quindi ulteriori opportunità di cross-selling tra la rete MPS e Compass, insieme alla creazione di un unico centro di eccellenza, in grado di aggregare e valorizzare le competenze, e con un modello scalabile a livello internazionale.

Il Piano delinea inoltre un’evoluzione dei volumi, con erogazioni in crescita a 12,4 miliardi di euro nel 2030, erogazioni tramite canali digitali in aumento a 1,9 miliardi nel 2030 e GMV del Buy Now Pay Later (BNPL) in crescita a circa 1,3 miliardi di euro.

Lo sviluppo internazionale rappresenta una leva strategica chiave per la divisione. Il Piano prevede di scalare il modello Compass al di fuori dell’Italia, facendo leva su un’architettura digital-first, un design modulare dei prodotti e una gestione del rischio data-driven.

Le iniziative includono l’espansione in selezionati mercati europei, tra cui la Polonia, e il lancio di soluzioni BNPL in Svizzera tramite HeyLight, con un focus su mercati caratterizzati da dinamiche di crescita attrattive e da un profilo di rischio regolamentare gestibile.

Nel periodo 2026–2030, la traiettoria del segmento prevede ricavi in crescita a 1,7 miliardi nel 2030 e impieghi in aumento a 21 miliardi, unitamente a un miglioramento dell’efficienza operativa, con un cost/income ratio in riduzione dal 31% nel 2025 al 27% nel periodo 2028–2030.

Commissioni, motore di crescita

Le commissioni sono motore di crescita per il gruppo, che integra nella divisione Asset Gathering & Wealth Management le competenze di Widiba e Premier attraverso il lancio di una piattaforma wealth di nuova generazione, con un mix equilibrato di AuM e AuC a supporto di ricavi ricorrenti.

La traiettoria del segmento prevede ricavi pari a 2 miliardi nel 2030, andando a integrare le reti di consulenti e delle relative competenze, rafforzando i modelli di servizio per la clientela affluent e upper affluent, e delineando una offerta di soluzioni di investimento distintive, che combinano competenze proprietarie e architettura aperta.

Aumenterà anche il numero di consulenti finanziari: da 1.284 nel 2025 a 1.750 nel 2030, con TFAs gestite da 40 miliardi. Il boost è in particolare sulla clientela upper affluent, con TFAs in crescita da 28 miliardi a 34 miliardi nel 2030.

Private Banking verso lo sviluppo internazionale

Private Banking è posizionato come una franchise di private investment banking su scala, focalizzata su imprenditori e clientela con un patrimonio elevato, con un’espansione degli hub internazionali e un mix dei ricavi sempre più orientato alle commissioni.

Le iniziative strategiche includono il consolidamento della leadership nel Private Investment Banking, l’ampliamento delle soluzioni di investimento e di credito, la scalabilità dell’accesso ai private markets e lo sviluppo di mandati discrezionali tailor-made, nonché l’espansione internazionale.

Lo sviluppo internazionale è esplicitamente integrato nella strategia, con il Piano che punta a oltre 5 miliardi di masse aggiuntive all’estero entro il 2030, non incluse nelle metriche economiche del Piano.

Corporate & Investment Banking

Corporate & Investment Banking sarà guidato dall’advisory, combinando servizi di Debt ed Equity Capital Markets e di Commercial Banking con una presenza internazionale in crescita, facendo leva sul brand e sulle competenze di Mediobanca.

Lo sviluppo internazionale rappresenta un driver di crescita centrale ed è articolato lungo diverse direttrici: dalla espansione guidata dall’advisory nei principali mercati europei (Spagna, Francia, Regno Unito e Germania) al rafforzamento della presenza negli Stati Uniti, fino allo sviluppo di nuovi hub internazionali, inclusa l’area del Medio Oriente.

Obiettivi finanziari e patrimoniali chiave

Il Piano Industriale 2026–2030 delinea gli obiettivi finanziari e patrimoniali. In particolare, il Piano prevede:

  • Margine di intermediazione: 9,5 miliardi nel 2030, sostenuto da un contributo crescente delle attività basate su commissioni e da un mix di ricavi diversificato;
  • Cost / Income ratio: in miglioramento al 38% nel 2030;
  • Utile netto adjusted: in aumento a 3,7 miliardi nel 2030;
  • CET1 ratio intorno al 16% lungo l’intero orizzonte di Piano;
  • Politica di distribuzione dei dividendi con payout al 100% lungo l’orizzonte di Piano.

«Il nuovo Piano Industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni. Abbiamo disegnato una struttura di Gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali. Stiamo costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti i nostri azionisti – ha dichiarato Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena. Insieme, Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca rafforzano l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, combinando la solida rete commerciale di MPS con la cultura di advisory altamente riconosciuta di Mediobanca, il cui brand e le cui competenze vengono preservati come pilastro fondamentale del nostro Gruppo. Con chiarezza strategica, disciplina nell’esecuzione e una solida posizione patrimoniale, siamo pronti per una nuova fase di creazione di valore, facendo leva su radici profonde e guardando a nuove ambiziose frontiere».

 

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