Utile di pertinenza della capogruppo a 2,7 miliardi, mix dei ricavi sempre più orientato alle commissioni e integrazione industriale al centro della nuova struttura del gruppo.
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati consolidati e individuali al 31 dicembre 2025, che includono per la prima volta il contributo del Gruppo Mediobanca, consolidato a partire dal quarto trimestre dell’anno.
Integrazione Mediobanca e nuovo assetto industriale
L’acquisizione di Mediobanca rappresenta l’elemento strutturale più rilevante del 2025 per MPS.
Il processo di integrazione è entrato nella fase operativa, con l’obiettivo di definire un modello di gruppo specializzato, nel quale Mediobanca sarà focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e private banking di fascia alta.
Il piano di integrazione, la cui approvazione è prevista entro fine febbraio 2026, dovrà tradurre il razionale industriale dell’operazione in una nuova architettura distributiva e operativa, orientata alla valorizzazione delle competenze distintive delle diverse entità del gruppo e alla massimizzazione delle sinergie industriali.
Risultati di gruppo
Per quanto riguarda i risultati di esercizio, nel 2025 il Gruppo MPS ha registrato ricavi complessivi pari a 4,96 miliardi di euro.
Al netto dell’apporto di Mediobanca (pari a 883 milioni), i ricavi si attestano a 4,07 miliardi, in crescita dell’1% rispetto al 2024, per via di un rallentamento del margine di interesse compensato dal rafforzamento delle componenti commissionali.
Margine di interesse in calo, commissioni in accelerazione
Il margine di interesse si è infatti attestato a 2,65 miliardi di euro. Escludendo il contributo di Mediobanca, l’aggregato scende a 2,18 miliardi, in flessione rispetto ai 2,36 miliardi del 2024 (-7,4%).
Di segno opposto l’andamento delle commissioni nette, pari a 1,79 miliardi di euro. Al netto del perimetro Mediobanca, le commissioni raggiungono 1,59 miliardi, in crescita dell’8,2% su base annua.
La dinamica è trainata soprattutto dalle attività di gestione, intermediazione e consulenza (+13,3%), con un contributo rilevante delle componenti legate alla distribuzione e gestione dei portafogli, al collocamento di strumenti finanziari e alla distribuzione di prodotti assicurativi.
Nel comparto della banca commerciale, l’incremento delle commissioni su finanziamenti, carte e garanzie ha parzialmente compensato la flessione delle commissioni sui conti correnti, confermando un progressivo riequilibrio del modello di ricavo verso attività a maggiore valore aggiunto.
Efficienza operativa e costo del credito in miglioramento
Gli oneri operativi del Gruppo si sono attestati a 2,3 miliardi di euro. Al netto del contributo di Mediobanca, i costi risultano pari a 1,89 miliardi, in lieve crescita (+0,8%), principalmente per effetto del rinnovo del contratto collettivo nazionale e dell’aumento del costo del personale, parzialmente compensati da una riduzione delle spese amministrative.
Il risultato operativo lordo, al netto del perimetro acquisito, è pari a 2,19 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024. Il risultato operativo netto raggiunge 1,86 miliardi, con una crescita del 6,4%.
Il costo del credito si attesta a 329 milioni di euro su base omogenea, in calo rispetto ai 410 milioni del 2024, grazie a flussi più contenuti di nuovi crediti deteriorati e a un miglioramento della qualità del portafoglio performing.
Il tasso di provisioning scende a 40 punti base, rispetto ai 53 punti base di fine 2024.
Utile in crescita e impatto fiscale straordinario
L’utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo, includendo gli effetti della Purchase Price Allocation (PPA), si attesta a 2,72 miliardi di euro. Al netto del contributo di Mediobanca, l’utile ante PPA è pari a 2,75 miliardi, in crescita rispetto ai 1,95 miliardi del 2024.
Il risultato beneficia anche di un contributo positivo delle imposte, pari a 961 milioni di euro, legato alla rivalutazione delle attività fiscali differite (DTA) in seguito al miglioramento delle prospettive reddituali del gruppo dopo l’operazione di acquisizione.
Volumi e raccolta: crescita della componente indiretta
Sul fronte commerciale, la raccolta complessiva del Gruppo, comprensiva del contributo di Mediobanca, raggiunge 361 miliardi di euro.
Al netto del perimetro acquisito, l’aggregato si attesta a 207 miliardi, in aumento di 10 miliardi rispetto al 2024.
La raccolta indiretta cresce a 109,6 miliardi (+6,4 miliardi su base annua), con un incremento sia del risparmio gestito sia di quello amministrato, sostenuto da flussi netti positivi ed effetto mercato favorevole.
La raccolta diretta, al netto di Mediobanca, sale a 77,8 miliardi, con una crescita di 3,4 miliardi rispetto al 2024.
I finanziamenti alla clientela, sempre al netto del perimetro acquisito, si attestano a 81,5 miliardi, in aumento di 4,2 miliardi rispetto al 2024, trainati principalmente dallo sviluppo dei mutui.
Qualità del credito e solidità patrimoniale
Il totale dei crediti deteriorati del Gruppo si attesta a 4,2 miliardi di euro, con un trend in riduzione rispetto a settembre 2025. Al netto del contributo di Mediobanca, l’esposizione netta in crediti deteriorati scende a circa 1,6 miliardi.
La copertura dei crediti deteriorati si colloca al 53,8% sul perimetro consolidato e al 49,7% su base omogenea.
I coefficienti patrimoniali risentono dell’operazione straordinaria: il CET1 ratio si attesta al 16,2% e il Total Capital Ratio al 18,4%, in calo rispetto ai livelli del 2024 ma ancora su valori coerenti con il nuovo perimetro del Gruppo.