È un’Italia in controtendenza quella che registra PwC nella sua survey sui trend nell’M&A a livello globale. Nel 2022 in Italia crescono i volumi e il valore delle operazioni di fusione e acquisizione.
Il nostro è un mercato in controtendenza in quanto a livello globale nel 2022 le operazioni sono risultate in calo: 17% per i volumi, rispetto al 2021 e un bel tonfo (37%) per valore.
Perché in Italia è diverso?
In Italia, come dicevamo i dati dell’M&A sono in crescita: 1.500 operazioni (+2% sul 2021) con un valore in crescita del 41%, grazie all’OPA Blackstone su Atlantia, che da sola vale 52 miliardi di dollari).
I settori più dinamici nel 2022
I settori con le migliori performance sono stati l’Industrial Manufacturing & Automotive (+18% a volumi vs 2021) e il Consumer markets (+71% a valore vs 2021) grazie ad importanti operazioni come BC Partners / Fedrigoni, Dufry / Autogrill, Advent / Irca, Farfetch / YNAP, Perfetti / Mondelez gum business e Redbird / AC Milan).
Gli investitori finanziari protagonisti delle operazioni
Guardando alla tipologia di investitori, circa il 40% delle operazioni sono state annunciate da investitori finanziari (+3% vs FY22 per un incremento di 16 deals).
Con un sostanziale raddoppio del deal value (+106%). Attenzione, però, perché il dato è influenzato dall’OPA di Blackstone su Atlantia (- 37% escludendola, rispetto a -28% degli industriali).
Più spazio ai fondi di private equity
Inoltre, i fondi di Private Equity sempre più al centro delle M&A: sono passati da quasi un terzo a oltre il 40% del totale deal value delle operazioni a livello globale negli ultimi 5 anni, con 2,4 miliardi di miliardi di liquidità da investire.
Le attività di fundraising sono continuate a pieno regime nell’ultimo periodo, favorite dalla crescita delle attività di private capital per family office ed investitori istituzionali
Le aspettative PwC per il 2023
Secondo PwC, il 2023 sarà caratterizzato da un’attività di M&A più “strategica”: acquisizioni di competenze distintive di medio periodo, sia da parte di investitori industriali sia di fondi, con una concentrazione di operazioni nel secondo semestre dell’anno.
Il mercato guarderà con attenzione le politiche monetarie delle banche centrali in merito ai tassi di interesse per cogliere segnali di maggiore stabilità.
Obiettivo cash flow
Le attività di M&A avranno anche un forte focus finanziario, collegato al tema della profittabilità e della capacità di generare cash flow nel breve-medio periodo da parte dei target.
Si valuteranno soprattutto le sinergie relative all’ottimizzazione dei costi, piuttosto che sull’espansione in nuovi mercati.
L’elemento chiave: il capitale umano
Le ricerche PwC hanno identificato nel capitale umano l’elemento chiave per la crescita, con impatto diretto sulla performance del business.
Reclutare, motivare e trattenere lo staff è diventato critico in uno scenario di carenza di talenti, motivo per cui è attesa sempre maggiore attenzione verso le policy e iniziative HR da parte degli investitori in fase di analisi di potenziali target.
Testare le previsioni
Le attività di due diligence dovranno essere più sofisticate, prevedere vari scenari di inflazione, crescita (o anche recessione), andamento dei cambi e analisi di sensitivity per testare la tenuta delle previsioni anche in contesti molto diversi e dare maggiore confidenza agli investitori.
Gli esperti PwC vedono una penetrazione crescente anche delle ESG due diligence e, collegata alla maggiore disponibilità di dati, un maggior uso degli strumenti di data analytics.
Maggiore importanza al post-deal
Le attività di post deal diventeranno sempre più importanti nel 2023 al fine di velocizzare il take control delle realtà acquisite al fine di valorizzare i talenti disponibili, sfruttare le competenze tecniche e tecnologiche acquisite, e massimizzare il ritorno delle sinergie.
«Portfolio optimisation e operazioni corporate strategiche guideranno l’M&A nei primi 6 mesi del 2023 in Italia ed Europa – commenta Nicola Anzivino, EMEA Deals Clients & Markets Leader e Global IM&A Deals leader PwC. Nel secondo semestre ci aspettiamo una normalizzazione delle condizioni di mercato con anche la ripartenza delle operazioni di IPO nel nostro mercato e quello continentale. Il settore industriale soprattutto di middle market continuerà ad essere attivo in Italia ed in Europa, ci aspettiamo M&A collegato all’acquisizione di competenze tecniche e tecnologiche da parte degli operatori del nostro paese per aumentare il loro peso in settori ad alto valore aggiunto. Le operazioni di natura straordinaria avranno sempre più un peso trasformativo nel modello di business aziendale dove l’execution del post deal giocherà un fattore decisivo per catturare soprattutto sinergie endogene».