La nuova mobilità riguarda anche il finance

mobilità e finance

Più che una rivoluzione, il cambiamento in corso nella mobilità è un esperimento multiplo, in diverse direzioni. La tecnologia sta infatti aprendo nuove possibilità in diversi aspetti.

Dall’alimentazione, come sappiamo bene, con una forte spinta politica verso motori elettrici a cui corrisponde, però, un’accoglienza quantomeno tiepida da parte dei consumatori. 

Fino alla guida e al comfort, con la sfida dei mezzi a guida automatica o assistita.

Per arrivare all’idea di possesso, messa in crisi da modelli digitali che consentono di condividere un’automobile (o qualunque altro veicoli) tra più utenti grazie ad app e veicoli connessi.

Utente, non proprietario

Il cambiamento in corso nella mobilità è tutt’altro che secondario per il settore finanziario. Basti pensare al ruolo di automobili e moto, nuove e usate, per il credito al consumo.

L’emergere di modelli in cui lo stesso veicolo è condiviso da diversi utenti, che di fatto non lo acquistano ma ne pagano l’utilizzo, ha appena iniziato a diffondersi nei centri urbani e sta incontrando non poche difficoltà, ad esempio sul fronte della redditività e della manutenzione dei veicoli.

L’evoluzione del noleggio

Ma sta comunque sostenendo la diffusione di un paradigma basato sull’uso, anziché sul possesso.

Molti player finanziari specializzati nell’automotive stanno anticipando questo trend, proponendo evoluzioni del tradizionale noleggio a lungo termine, che inizia a diffondersi anche tra i privati e ha confini più sfumati per quanto riguarda, ad esempio, la durata dei contratti.

Si tratta di sperimentazioni interessanti per il riposizionamento del settore nei prossimi anni.

Le auto elettriche? Se ne vendono poche

Poi c’è l’abbandono dei combustibili fossili.

Il tema è quello, caldissimo, delle automobili elettriche, che hanno esigenze completamente nuove in termini di coperture assicurative e di altri servizi di manutenzione. In realtà, nonostante il battage mediatico, le vendite di automobili elettriche restano piuttosto modeste: nel primo semestre del 2022 hanno rappresentato circa il 9% del mercato del nuovo in Italia, contando però anche le ibride plug-in.

I consumatori si lamentano dei prezzi ancora alti dei veicoli e aspettano che la rete di ricarica cresca e diventi più pervasiva sul territorio nazionale: non mancano, poi, anche dubbi sulla durata delle batterie.

L’elettrico spopola tra le flotte aziendali

Un altro dato significativo proviene da Aniasa, l’associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità: il 40% delle vetture elettrificate è acquistato in Italia da società di noleggio a lungo termine, che le propongono alle aziende clienti in ottica “green”.

Alla già modesta performance di crescita dell’auto elettrica, quindi, va applicata la tara delle strategie corporate di riduzione dell’impronta carbonica tramite l’inserimento di veicoli green nella flotta aziendale.

Nuove formule commerciali

È comunque probabile che l’auto elettrica continui a crescere nel futuro.

Ed è interessante guardare all’evoluzione dell’offerta, ad esempio, dei player assicurativi nell’ambito delle coperture per questi veicoli. Ma anche a inedite collaborazioni commerciali tra automotive, credito al consumo e fornitori di energia: acquistando alcune vetture, ad esempio, si ottengono condizioni vantaggiose per l’acquisto e l’installazione di una wallbox di ricarica da mettere nel garage. E, in alcuni casi, anche l’accesso a una tariffa elettrica agevolata, sempre utile in tempi di caro-bolletta.

Il viaggio come customer journey

In questo quadro già complesso si inserisce il trend dell’auto connessa e dei pagamenti, che pervadono l’esperienza degli automobilisti per costruire una customer experience intorno al concetto di viaggio. Rifornimento, pedaggio, copertura assicurativa, manutenzione, altri servizi si candidano a entrare in un ecosistema unitario a disposizione dell’automobilista, in cambio di un canone fisso e/o on demand in base all’uso.

Ripensare tutto

Questi trend si intrecciano tra loro, aprendo ulteriori opportunità di innovazione. Pensiamo alla differenza tra l’attuale rifornimento di carburante fossile, che si svolge nel giro di qualche minuto e può al massimo abbinarsi a una pausa caffè, e il tempo necessario alla ricarica di una batteria, sia pure con le tecnologie più rapide. Andranno ripensate le stazioni di rifornimento, che a questo punto diventeranno di sosta. E non è fantascientifico immaginare una mobilità condivisa che consenta di cambiare automobile a un certo punto del tragitto, lasciando un veicolo a ricaricarsi e proseguendo il viaggio con un altro. Un po’ come le carrozze cambiavano cavalli, molto tempo fa: in fondo, anche quella era una mobilità green.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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