Crescere nel wealth management in Italia e all’estero, puntando in primis sull’ampliamento della rete di consulenti, sull’integrazione dell’offerta assicurativa di protection e mettendo a frutto i precedenti investimenti in tecnologia, per estendere la piattaforma di core banking cloud-based a tutto il gruppo in Europa.
Il nuovo Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo prevede un ulteriore rafforzamento del modello di business già adottato, che si basa su Wealth Management, Protection e Advisory, da esportare anche nelle filiali estere, in particolare in Germania, Francia e Spagna.
Un percorso che si basa sui risultati, in particolare tecnologici, già raggiunti: isytech, la piattaforma di core banking, sarà infatti estesa a tutto il gruppo e alle filiali estere già presenti in Europa, così da combinare le potenzialità offerte dal digital con la crescita della rete di advisory e sviluppare isywealth Europe.
I tre pilastri del nuovo Piano
Nel concreto, il Piano si delinea su tre pilastri: la riduzione dei costi, beneficiando degli investimenti tecnologici già avviati negli scorsi anni; la crescita dei ricavi, grazie alle sinergie di gruppo e alla crescita organica delle risorse; l’abbattimento del costo del rischio, andando a confermare lo status di banca Zero NPL.
La riduzione dei costi
Entro il 2029, il Piano detta l’estensione della piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech, con circa il 100% degli applicativi cloud-based entro il 2029 (64% del 2025) e un risparmio di costi pari a circa 380 milioni di euro a regime nel 2030.
Una tecnologia che è scalabile anche in nuovi mercati internazionali e che permette di mettere a frutto 5,6 miliardi di investimenti IT effettuati dal 2022-2025.
A questo si accompagna l’efficienza portata dall’impiego dell’intelligenza artificiale, tra AI, GenAI e anche Agentic AI, con un’evoluzione dei modelli di servizio, un ridisegno dei processi operativi “Agent-first”, un rafforzamento del presidio dei rischi e dei controlli e un conseguente aumento della produttività di oltre il 20% nel middle/back-office.
L’AI consentirà di abilitare nuovi modelli di vendita e cross selling per la Filiale Digitale, oltre che abilitare risoluzione automatiche delle richieste della clientela (oltre l’80% entro il 2029).
Va accelerato anche il ricambio generazionale, dato che entro il 2029 sono previste circa 12.400 uscite. Per bilanciare, Intesa Sanpaolo annuncia l’assunzione di 6.300 giovani, di cui 2.300 Global Advisor, per lo sviluppo della rete Wealth, con un risparmio di costi per 570 milioni di euro a regime e senza impatti sui ricavi grazie all’efficienza tecnologica e dell’AI nei processi.
Crescere nel Wealth Management
La seconda leva di sviluppo si basa sulla crescita dei ricavi, alimentata dalle attività di wealth management, protection e advisory.
In Italia il focus è sulla clientela exclusive, per generare oltre 300 milioni di euro di ricavi addizionali entro il 2029.
Sono naturalmente necessarie le persone: previsto l’ingresso di 4.200 Global Advisor, supportati da strumenti tecnologici all’avanguardia e con l’obiettivo di diventare la terza rete di consulenza finanziaria in Italia, insieme alla Divisione Banca dei Territori, mantenendo Fideuram al primo posto. Oltre alla apertura di 200 uffici in aree ad alto potenziale, non ancora servite da filiali Exclusive.
Intesa Sanpaolo continuerà a crescere anche nel private banking, andando a rafforzare l’offerta in Italia con soluzioni di Lifecycle e Longevity.
Prosegue l’impiego della piattaforma avanzata di gestione degli investimenti Aladdin by BlackRock ed entro il 2029 il numero di private banker e consulenti finanziari salirà a 7.500, con un aumento del risparmio gestito e delle commissioni da attività finanziarie della clientela.
In contemporanea saranno sviluppate e potenziate le fabbriche prodotto di proprietà, con una crescita internazionale per l’asset management, il potenziamento dell’offerta nel ramo vita e nel ramo danni, grazie alla piattaforma di consulenza Robo4Protection e di 360 specialisti della Divisione Banca dei Territori.
Con queste iniziative, la Banca stima un aumento del risparmio gestito di Eurizon (a 578 miliardi nel 2029, di cui 17 miliardi nel risparmio gestito internazionale), delle riserve tecniche del ramo Vita (a 204 miliardi) e dei premi Vita (26 miliardi), insieme ai premi e ai ricavi del ramo Danni (rispettivamente a 2,3 miliardi e oltre il miliardo).
Isywealth: il business model italiano per il WM all’estero
Grazie alle sinergie tra le Divisioni e al rafforzamento delle competenze di consulenza della rete, la banca vuole creare una nuova rete di consulenza sullo stile di Fideuram per le banche controllate presenti all’estero, con investimenti per 200 milioni.
La nuova rete conterà su 1.200 consulenti finanziari, di cui il 30% dipendenti riconvertiti e riqualificati, per accelerare la crescita nel Wealth Management & Protection, il rafforzamento delle competenze digitali e acquisire clienti di nuova generazione integrando le funzionalità tecnologiche di isytech.
Le iniziative si prevede portino per la Divisione International Banks nel 2029, rispetto al 2025, a un aumento del risultato netto a 1,8 miliardi di euro da 1,2 miliardi (+10% CAGR), degli impieghi alla clientela a 67 miliardi da 49 miliardi (+8% CAGR), delle commissioni a un miliardo da 0,7 miliardi (+9% CAGR) e delle attività finanziarie della clientela a 122 miliardi da 96 miliardi (+6% CAGR).
Il modello di business esportato sarà quello italiano e si articolerà in due fasi, che si concluderanno con il lancio di isywealth Europe: inizialmente il focus sarà sulla clientela retail e private, così da consentire alle filiali internazionali di servire questi segmenti, andando a integrare la tecnologia isybank nelle filiali estere delle principali città.
Una offerta digitale olistica, che sarà distribuita anche attraverso una rete di consulenti e private banker, portati a bordo tramite acquisizioni o piani di assunzione, e che ospiterà anche nuovi prodotti ad hoc per questi mercati, ad esempio in ambito sanitario. Obiettivo primario è iniziare a operare già dal 2027 in mercati precisi: Germania, Francia e Spagna.
Corporate & Investment Banking
Proseguirà anche lo sviluppo dell’attività con i clienti corporate e istituzionali, potenziando le piattaforme dedicate a Global Market, Transaction Banking e con il lancio della piattaforma di Private Markets. Entro il 2029, la Divisione IMI Corporate & Investment Banking raggiungerà un risultato netto pari a 2,5 miliardi e ricavi da clienti internazionali pari a 2 miliardi. Gli impieghi saranno a 138 miliardi e le commissioni generate pari a un miliardo e mezzo.
Poggiandosi sulle competenze dell’IMI CIB, la Banca punta a crescere anche nel segmento delle PMI che guardano all’espansione internazionale: verranno introdotti due modelli di servizio per i clienti digitali e per i clienti tradizionali ma, in entrambi i casi, i processi di credito saranno automatizzati e abilitati dall’AI.
Credito al consumo: spinta su prestiti e cessione del quinto
Per il segmento retail, si prevede la crescita nel credito al consumo, con nuove erogazioni di prestiti per 4,9 miliardi nel 2029 e nella cessione del quinto (1,7 miliardi di euro), per ricavi addizionali pari a 150 milioni.
Nel frattempo, isybank in Italia ha superato il milione di clienti e completato le soluzioni di offerta. L’obiettivo di Piano è raddoppiare la customer base, acquisendo un altro milione di clienti.
Basso costo del rischio nella banca a zero NPL
L’origination del credito dovrà continuare a essere di elevata qualità per confermare lo status di banca a zero NPL: grazie alle azioni de derisking avviate nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, la banca ha difatti quasi azzerato le sofferenze, che sono scese a 0,8 miliardi. Va comunque rafforzato il presidio sul portafoglio crediti e, in una visione olistica, di tutti i rischi.
Le persone: al centro degli investimenti fino al 2029
Per Intesa Sanpaolo, le persone sono la risorsa più importante in questo Piano di Impresa: la Academy4Future, ovvero la corporate academy di gruppo, ha il compito di riconvertire e riqualificare circa 10mila persone tra il 2026 e il 2029. Inoltre, saranno rafforzate le soluzioni di welfare, con attenzione al work-life balance.
Impatto sociale: contributo da 1 miliardo
Infine, Intesa Sanpaolo vuole proseguire nelle attività di impatto sociale, per supportare la clientela verso la transizioni sostenibile e confermando gli impegni nella decarbonizzazione. Per questo motivo, ha previsto a Piano un contributo da 1 miliardo di euro per contrastare la povertà e ridurre le diseguaglianze.
Per la transizione sostenibile sono previsti 87 miliardi di euro di flussi cumulativi di nuovo credito.