Stop alle emissioni di carbonio e focus sull’idrogeno pulito. Intesa Sanpaolo è la prima banca italiana, e tra le prime in Europa, a essere ammessa alla European Clean Hydrogen Alliance della Commissione Europea: alleanza che mira a creare le basi per la diffusione di tecnologie legate alla produzione di idrogeno da fonti rinnovabili o a bassa emissione di carbonio entro il 2030.
Intesa Sanpaolo ha partecipato al programma della Commissione Europea IPCEI (Important Project of Common European Interest) fin dalla sua presentazione nel 2019, ponendo particolare attenzione al primo dei grandi progetti in partenza, dedicato alla filiera dell’idrogeno pulito.
I fondi dall’UE
La banca si è inoltre impegnata a facilitare l’accesso delle imprese al programma IPCEI e ha in corso iniziative volte a verificare la sostenibilità finanziaria dei loro progetti. Con IPCEI, le imprese europee che presenteranno progetti legati alla produzione, allo stoccaggio, all’utilizzo e alla commercializzazione dell’idrogeno pulito potranno ricevere contributi a fondo perduto e finanziamenti sia dall’Unione Europea sia dai Governi nazionali, in esenzione alle normative sugli aiuti di stato e fino alla copertura complessiva del 100% dei costi ammissibili entro i limiti del funding gap.
Idrogeno: costi, tempi e investimenti
Attualmente l’impiego dell’idrogeno è frenato dagli alti costi legati alla produzione, ma le economie di scala che deriveranno dall’industrializzazione dei processi e le economie di apprendimento collegate ai volumi di produzione cumulata promettono un break-even già nel 2030.
Solitamente i cicli di investimento nel settore dell’energia e delle relative infrastrutture hanno una durata superiore ai 25 anni, ma grazie alla European Clean Hydrogen Alliance verranno identificate le migliori opzioni su cui investire e sarà possibile un significativo abbattimento dei tempi.
Per perseguire obiettivi concreti per la produzione e la commercializzazione di idrogeno pulito entro il 2030, l’Unione Europea stima che saranno necessari investimenti per circa 430 miliardi di euro.
«L’idrogeno pulito è la chiave per accelerare la transizione energetica di molti settori produttivi e consentirà di applicare l’economia circolare a contesti oggi impensabili, con indubbi benefici ambientali e importanti ricadute sociali – afferma Mauro Micillo, Chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo. La tecnologia va sviluppata, industrializzata e resa via via sempre più efficiente e conveniente. L’Unione Europea è fortemente decisa a diventare leader industriale a livello mondiale in alcuni settori tecnologici chiave, come l’idrogeno. La European Clean Hydrogen Alliance, alla quale Intesa Sanpaolo è stata recentemente ammessa, ha la missione di attuare la nuova strategia europea per l'idrogeno e costruire una serie di progetti per aumentare la produzione e la domanda di idrogeno pulito. Siamo convinti di poter contribuire in modo rilevante ai tavoli di lavoro dell’Alleanza e consentire alle imprese europee di cogliere le opportunità di un settore in pieno sviluppo».