Le truffe del cuore: come proteggersi dal romance scam

ING come riconoscere una truffa romantica

Come riconoscere una truffa romantica? Secondo la ricerca di ING e YouGov Italia, i segnali d'allarme più riconosciuti sono la richiesta di soldi per emergenze improvvise (80%), storie drammatiche (64%), l’evitare videochiamate e perfino incontri dal vivo (63%).

Su quest’ultimo aspetto, il 70% dei giovani tra i 18 e i 34 anni sono più attenti.

Dalla ricerca emerge inoltre che Il 65% degli italiani rifiuterebbe subito una richiesta di denaro da parte di un contatto online, con una maggiore diffidenza tra gli over 55 (70%) e le donne (71%).

Donne più consapevoli

Le donne sono le più consapevoli del fenomeno rispetto agli uomini, infatti ne hanno sentito parlare più spesso (65% contro 47%) e inoltre il 75% degli italiani ha sentito parlare di persone truffate da qualcuno che si fingeva una celebrità.

Dai social alle app di incontri

I social media, sono considerati il canale principale per queste attività illecite (71%), seguiti dalle app e siti di incontri (rispettivamente 54% e 37%) email e messaggi diretti (27%).

Il giro d’affari del romance scam

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Clusit relativo al primo semestre 2024, la Polizia Postale italiana ha indagato su 293 casi di romance scam, deferendo all’Autorità giudiziaria 101 persone (pari a un aumento dell’46,5% rispetto ai primi sei mesi del 2023 quando i casi trattati erano stati 200).

Truffe, non solo romantiche

Il romance scam, o truffa romantica all’italiana, è solo una delle strategie di attacco dell’ingegneria sociale utilizzata dai truffatori informatici che sfruttano le emozioni, le caratteristiche e i comportamenti fondamentali delle persone per raggiungere i propri scopi che hanno sempre una ricaduta finanziaria.

I truffatori possono assumere qualsiasi ruolo e fingere di essere una persona fidata o vicina alla vittima (amico, parente, collega, datore di lavoro e così via) oppure un’istituzione rispettabile (banca, autorità pubblica, azienda e così via).

Secondo la ricerca ING-YouGov Italia, un italiano su tre (34%) ha ricevuto chiamate/messaggi da qualcuno che si presentava come dipendente della propria banca o di un ente ufficiale.

Tuttavia, nel caso in cui si dovesse ricevere un contatto da un presunto impiegato della banca che chiede dati sensibili o pagamenti urgenti, la metà degli italiani (53%) riaggancerebbe e verificherebbe direttamente con la propria banca. E ING ha attivato una funzionalità apposita, “È davvero ING?”, per appurare che la chiamata arrivi veramente dalla banca e che non si tratti di una truffa.

Inoltre, la maggior parte degli italiani, circa 9 su 10, si dichiara a conoscenza di almeno uno strumento di verifica da adottare per verificare l’identità di una persona o un’azienda prima di potersi fidare.

«Sono ancora troppo poche le persone che si interessano e si attivano per proteggersi dalle frodi con conseguenti possibili danni economici e psicologici – afferma Damiano Zanisi, Chief Information Officer di ING Italia. Un aspetto fondamentale per contrastare le truffe informatiche e digitali è quindi rappresentato dalle attività di sensibilizzazione e di educazione sugli utenti e in ING siamo molto attivi su questo fronte. Oltre a tutta l’attività di prevenzione informatica in capo naturalmente ai nostri sistemi informatici mettiamo a disposizione strumenti pratici utili ai clienti per intercettare le truffe, come la funzionalità anti-spoofing “E’ davvero ING?” che abbiamo sviluppato contro le truffe telefoniche, e realizziamo campagne di informazione su ampia scala, volte a diffondere la pratica e la “cultura della verifica”».

A chi spetta informare e sensibilizzare?

L’informazione e la formazione sono determinanti per prevenire gli attacchi di ingegneria sociale.

Chi dovrebbe occuparsene? Secondo la maggior parte degli italiani (74%), gli Enti pubblici specializzati (per esempio Polizia Postale) sono il principale soggetto che dovrebbe occuparsi delle attività di educazione e sensibilizzazione sulle truffe online a scopo finanziario.

Seguono gli enti pubblici di formazione (scuole, università), individuati come responsabili della formazione da 1 italiano su 2 (48%).

Le Associazioni e Terzo settore, come associazioni di consumatori, enti senza scopo di lucro, sono maggiormente percepite come adatte dai 35-44enni (46% vs 38% a totale).

10 consigli per non cadere vittima di una truffa sentimentale

  1. Diffida di chi ti dichiara amore eterno dopo pochi messaggi.
  2. Attento a profili troppo perfetti (sembrano usciti da un film?).
  3. Se non vuole mai fare una videochiamata, grosso campanello d’allarme!
  4. Mai inviare denaro a chi non hai mai incontrato di persona.
  5. Occhio alle storie strappalacrime per chiederti aiuto economico.
  6. Controlla le foto del profilo: una ricerca inversa su Google può smascherare i fake.
  7. Proteggi i tuoi dati: non dare mai a nessuno, ma davvero a nessuno, password o codici bancari. Sono personali!
  8. Se è troppo bello per essere vero, probabilmente vero non è: i soldi facili non esistono.
  9. Segnala profili sospetti alle piattaforme di dating.
  10. Cultura della verifica: ricontatta tu la persona che ti chiede soldi se la conosci, così da smascherarla.
 

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