Accelerare sull’innovazione tecnologica, confermando i core business individuati sin dalla nascita, per puntare a un ROE al 20% entro il 2025, per 240 milioni di utile anno. Il Piano Strategico al 2025 di illimity è hi-profit e hi-tech.
Partnership tech con ION (al 9,99% di illimity)
Ad alimentare l’innovazione tecnologica di illimity sarà ION, che entra nella banca con una quota del 9,99%. Il primo ambito di collaborazione è la piattaforma informativa cloud-native di illimity, «completamente modulare, senza un server, che ci consente flessibilità, costi bassi e velocità di reazione che nessun sistema alternativo può dare – la descrive Corrado Passera, CEO di illimity. Non c’è mainframe e si evolve in settimane con budget di decine di migliaia di euro anziché in anni con milioni. Un’infrastruttura scalabile e con un unico data lake è un modello verso cui tutte le banche andranno in futuro».
E infatti la piattaforma sarà messa a disposizione del sistema con una licenza a ION Group, con ricavi per illimity previsti in almeno 90 milioni di euro l’anno. Ma le sinergie tra illimity e ION, ha anticipato lo stesso Passera, sono ad alto potenziale anche in ambito credit scoring, sviluppo software, market intelligence e, in generale, data analytics. Non sono previsti ruoli di ION nella Governance. «Ci sono state altre offerte per la nostra piattaforma – ha confermato Passera in conferenza stampa – in cui abbiamo investito in totale fino allo scorso anno 40 milioni di euro».
Rafforzamento nella banca diretta con nuova Hype e B-ilty
La spinta forte sui ricavi (ricordiamo che il ROE è stimato al 10% per il 2021 e si punta ad arrivare al 20% entro il 2025) verrà anche dallo sviluppo dell’offerta di banca diretta con b-ilty e la “nuova Hype”.
Che cosa è B-ilty
B-ilty è una banca diretta per il mondo delle piccole imprese, circa 1 milione di realtà con fatturato tra i 2 e i 10 milioni di euro. «Un mondo mal servito in Italia – afferma Passera – e a cui ci rivolgeremo con un mix di piattaforma digitale e advisor, competenze umane e non solo tecnologia». Previsto un pacchetto di servizi integrativi: bancassicurazione, CFO digitale, cash management, e soprattutto un motore del credito digitalizzato, con intelligenza artificiale e machine learning alimentati da dati interni ed esterni per fornire rapidamente risposta alle richieste di credito delle aziende.
La nuova Hype
La joint venture con Gruppo Sella Hype, invece, nel terzo trimestre 2021 è diventata “new Hype” («vedremo poi quale sarà il nome» – ha chiosato Passera) passando da 1,5 milioni a 3 milioni di clienti, combinando le tecnologie e le competenze di Hype e illimitybank per creare «un’offerta unica in Italia e credo anche in Europa per retail e piccolissimi operatori», riportando le parole di Passera.
Credito distressed e performing
Si conferma poi il grosso contributo ai ricavi del segmento distressed credit (in cui si prevedono 180 miliardi di transazioni nei prossimi 5 anni) e si guarda alla crescita del credito performing alle PMI (mercato da 700 miliardi di euro).
Il ruolo di illimity SGR: in arrivo nuovi fondi
Completa il quadro illimity SGR, che ha da poco lanciato il primo fondo a contribuzione, Credit & Corporate Turnaround, con un primo closing per 120 milioni di euro a marzo 2021 e ulteriori previsti nel 2021.
In arrivo tra fine 2021 e inizio 2022 un fondo di Private Capital, l’idea è di costruire un prodotto per investitori terzi con rendimenti adeguati a un profilo di rischio nel lungo termine, focalizzandosi su strumenti di finanziamento performing, che accoglierà anche proposte di operazioni in arrivo dalla banca.
Sempre nel 2022 è previsto il lancio di un fondo, in collaborazione con neprix, che investirà in asset di Real Estate.
240 milioni di utile al 2025, dividendo dal 2022
L’obiettivo finale, come visto, è arrivare a 240 milioni di utile nel 2025, con un ROE del 20%, incominciando a distribuire dividendi dal 2022 e mantenendo un Core Tier 1 superiore al 15%. Per i prossimi anni, Corrado Passera ha escluso coinvolgimenti nel risiko bancario, «al massimo valuteremo operazioni selettive per rafforzare singole attività, come avvenuto con IT Auction» e operazioni di internazionalizzazione: «il nemico numero uno delle aziende è la complessità, che spesso deriva da diversificazioni geografiche non necessarie. Il nostro Piano è concentrato sull’Italia».