Più clienti e turnover in aumento per il factoring di illimity.
In un periodo di forte difficoltà per le aziende, che devono fronteggiare i rincari energetici e mantenere liquidità, il turnover del factoring è cresciuto del 57% nel 2022, per un totale di 1,847 miliardi di euro, contro 1,179 miliardi dell’anno precedente. E la quota di nuovi clienti conquistati va oltre la sessantina.
A commentare i risultati del factoring è Franco Marcarini, Head of factoring di illimity, che illustra la strategia della banca in questo business.
GC. Dottor Marcarini, il factoring è un business in crescita. Ma quali sono le nuove dinamiche che avete visto succedersi nell’ultimo periodo in questo mercato?
FM. È stata una crescita organica, in linea con il piano di sviluppo che abbiamo definito all’avvio dell’attività che in quattro anni ci ha portato a oltre 4 miliardi. Ma è stata una crescita trainata anche dalle buone dinamiche del settore.
Il mercato italiano nel 2022 si è infatti espanso ulteriormente in termini di volumi: lo scorso dicembre hanno raggiunto circa 287 miliardi di euro, in crescita del + 14,5% rispetto al 2021, con un numero di controparti che utilizzano il prodotto factoring intorno alle 31mila aziende.
È un trend che riflette la capacità del factoring di affiancare le aziende anche nei momenti di difficoltà, sostenendone le esigenze di capitale circolante generate, per esempio, dai rincari energetici.
GC. Quali sono gli strumenti più utilizzati e per quale motivo?
FM. I grandi gruppi vogliono sostenere i rispettivi fornitori strategici, attraverso lo strumento del reverse factoring. Si tratta di un’operazione di supply chain finance che offre ai fornitori dell’impresa debitrice la possibilità di smobilizzare i crediti che vantano nei confronti del debitore stesso e avere liquidità immediata, beneficiando della capacità di credito e del rating del grande debitore.
In questo modo le aziende più grandi mettono a disposizione la loro capacità creditizia, che agevola i più piccoli nello smobilizzo dei crediti.
È una soluzione particolarmente importante in una fase come quella attuale, in cui molte imprese hanno peggioramento dei rating e fanno più fatica del solito ad accedere al credito.
GC. Il factoring è uno strumento presente da tempo sul mercato bancario: ma come va rinnovato per dimostrarsi un valido punto di accesso al credito per le imprese italiane?
FM. La prima cosa da fare, a mio parere, è togliere l’incedibilità del credito che alcuni grandi debitori ancora mettono sui contratti impedendo, in questo modo, ai loro fornitori un trasparente accesso al factoring.
In secondo luogo, andrebbe rivista e chiarita la validità della cessione dei crediti nell’ambito della legge fallimentare.
Quanto all’approccio, in illimity consideriamo il factoring non solo un prodotto, ma una relazione con un cliente che va oltre la singola operazione.
Abbiamo quindi aggiunto degli elementi al servizio tradizionalmente offerto. Per esempio, anticipiamo quota parte dei contratti con i fornitori. Quindi, la banca concede un anticipo sui contratti, che vengono utilizzati come ponte fino al momento in cui non viene anche emessa la fattura.
GC. Quanto peso ha la tecnologia in questa trasformazione? E come cambia il valore della relazione e della consulenza alle imprese?
FM. illimity nasce per supportare le PMI ad alto potenziale di crescita e, sin dall’inizio, ha adottato una piattaforma tecnologica di ultima generazione che potesse offrire servizi evoluti.
Lo sviluppo del factoring fa leva su strumenti digitali che si rivelano importanti nelle attività maggiormente standardizzabili, come nel caso del reverse factoring dedicato alle aziende più piccole.
Tuttavia, trattandosi di un’attività complessa rivolta principalmente alle aziende medio-grandi, il factoring richiede il più delle volte la componente umana, poiché come anticipavo non si tratta solo di un prodotto ma di un servizio.
Il nostro compito non è soltanto completare un’operazione ma relazionarci nel tempo con il cliente fornendo soluzioni tailor-made.
GC. Quali sono dunque gli obiettivi di illimity per il segmento factoring nel medio termine? Quante aziende volete raggiungere e quali volumi pensate di ottenere?
FM. Il Piano Strategico 2021-25 di illimity prevede un turnover intorno ai 5 miliardi di euro nel 2025, con oltre 500 clienti cedenti e più di 3mila debitori ceduti.
GC. Come verrà inoltre comunicato il prodotto alle imprese: come pensate di adattare la comunicazione, attraverso quali canali passerete?
FM. Il factoring è valorizzato innanzitutto sul nostro sito illimity.com, con una pagina dedicata che descrive l’offerta e gli elementi che ci distinguono.
E poi anche attraverso una serie di attività costanti nel tempo che ci permettono di comunicare e interagire con la comunità di imprenditori: dalla diffusione di comunicati stampa che presentano operazioni e numeri, alla pubblicazione di post sui principali canali social di illimity (LinkedIn, Twitter e Instagram), fino alla partecipazione a eventi mirati.
Inoltre, con il progetto illimity stories, sul nostro sito, diamo voce ad alcuni imprenditori che supportiamo nel factoring e non solo, per permettere loro di raccontare la storia della loro azienda, le sfide future e il percorso intrapreso con illimity.
GC. Prevedete infine partnership ad hoc, anche in ottica di ecosistema, con altri player fintech o tradizionali?
FM. illimity nasce con un modello di business senza legacy con il passato e un’architettura IT unica di ultima generazione, completamente digitale, modulare e in-cloud, che si avvale al contempo di una forte componente umana riconoscendone l’importanza e il valore.
Il nostro ecosistema è “open”, per cui siamo sempre aperti alla possibilità di attivare nuove collaborazioni e partnership qualora venisse ritenuto necessario.