Prenderà forma entro fine 2023 la nuova strategia IT del Gruppo Iccrea Banca.
Lo scorso luglio, infatti, è avvenuta la migrazione dell’ultima BCC al sistema informatico unico di Gruppo. Un passaggio importante, che ha concluso un piano triennale per spostare su un’unica piattaforma tutte le 188 banche aderenti, in precedenza sparse su addirittura 6 sistemi informatici differenti.
La decisione entro fine 2023
Si apre ora la fase 2, quella di evoluzione e di sviluppo, funzionale al Piano Industriale di Gruppo 2023 – 2025, presentato lo scorso 3 aprile.
Iccrea ha già sondato, nei mesi scorsi, l’interesse dei principali player tecnologici per avviare un percorso di trasformazione infrastrutturale e applicativa, eventualmente anche societario (anche se, precisano in Iccrea, al momento non c’è l’idea di cedere la maggioranza o la governance in un ambito tanto strategico).
La data room è aperta: entro l’estate del 2023 saranno raccolte le proposizioni definitive dei potenziali partner, mentre la scelta dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Il Gruppo ha comunque già presentato a BCE un piano di trasformazione, eventualmente stand alone, con investimenti per oltre 200 milioni che includono l’avvio di un journey to cloud per il parco applicativo.
L’obiettivo è rivedere il modello di sourcing, ribilanciando il mix tra spesa corrente ed evolutiva, in ottica di riduzione dei costi totali.
Confermato per BCC Sinergia il ruolo di polo unico delle Operations.
Il modello di servizio
La tecnologia sarà essenziale per sostenere lo sviluppo di un modello di servizio basato sull’idea di “prossimità da remoto”, in cui la filiale resta centrale (si prevede la chiusura di circa 35 sportelli l’anno), ma le operazioni transazionali di routine si spostano sui canali diretti, dove già transitano per l’85%.
Nel nuovo modello filiale e digitale agiscono in modo sinergico, con un online che viene usato strategicamente per la raccolta di dati e per il lancio di campagne pubblicitarie e di comunicazione.
Dei circa 5,2 milioni di clienti delle banche del Gruppo, circa 2,5 milioni utilizzano già i canali digitali “RelaxBanking”: è quindi essenziale integrare i canali per massimizzare il potenziale delle opportunità di interazione con la clientela, nell’ottica di consolidare la relazione.
Contact center, web e mobile verranno abilitati alla vendita diretta di prodotti e servizi, oltre che all’erogazione del post-vendita. E questo anche grazie all’evoluzione del CRM e dei sistemi di business intelligence.
Gli obiettivi nel WM
Il digitale sarà un asse portato anche per lo sviluppo della piattaforma di Wealth Management, con il potenziamento del front end relazionale: un ambito, questo, particolarmente rilevante per le linee di sviluppo del Gruppo, che ha fissato al 2025 un obiettivo di crescita della raccolta indiretta dai 52,2 miliardi del 2022 a 66,9 miliardi, con un forte impulso soprattutto dal risparmio gestito.
BCC Risparmio e Previdenza, in particolare, diventerà il centro di investimento di Gruppo, ampliando la gamma di prodotti e servizi in logica distributiva.
Bancassicurazione
Sul fronte della partnership bancassicurativa, resta aperta la partita per la Bancassicurazione Rami e Danni (eventualmente anche con accordi separati), con un accordo previsto entro fine 2023, dopo la riacquisizione del 70% delle joint venture con Generali.
Monetica
Prosegue, poi, l’esperienza di BCC Pay, con crescita commissionale che ha raggiunto e superato le previsioni a piano, confermando la strategia dell’operazione condotta con FSI. Non è esclusa una futura incorporazione anche di BCC POS, società che gestisce la rete fisica dei terminali e che, al momento, è al 100% della Capogruppo.
Cessione del Quinto
Non è escluso, inoltre, l’esercizio dell’opzione per l’acquisizione del 20% di Pitagora: l’attuale scadenza a fine 2023 potrebbe essere differita al 2024. Un esercizio che viene al momento giudicato “probabile”, visto che l’erogazione di finanziamenti con CQS ha registrato un forte incremento dei volumi nel primo trimestre 2023, ma nessuna decisione è ancora stata presa al momento, confermano dal Gruppo Iccrea.
La gestione degli NPL
Sul delicato tema dei crediti deteriorati, oggi il Gruppo ha un NPL ratio lordo al 3,5% (il netto all’1,6%), con una copertura dei crediti deteriorati al 55,4%. Un netto miglioramento rispetto alla situazione alla creazione della capogruppo, quando l’NPL ratio lordo superava il 15%.
L’azione di derisking degli ultimi anni è passata da operazioni di mercato, con cartolarizzazioni e vendite dirette, e gestione interna: linee confermate anche per i prossimi anni.
Lo scenario macroeconomico ha portato Iccrea a considerare uno scenario di prudenza. Anche se finora i dati reali sembrano migliori dell’outlook, con un tasso di default intorno all’1,2% per le aziende clienti, contro un outlook intorno al 2,4%.
I nuovi default sono comunque attesi in crescita per 6 miliardi di euro in arco piano, con azioni di gestione previste per 6,8 miliardi di euro, con il risultato di andare a ridurre le posizioni non performing lorde per circa 0,8 miliardi a fine 2025.
Altri dati del piano in sintesi
- 671 milioni di euro di nuovi investimenti in arco piano. 173 milioni per informatica e servizi, 100 milioni in rafforzamento della Governance, 186 per il rafforzamento della rete, 211 per il business
- Dipendenti: da 21.367 (2022) a 21.892 (2025)
- Sportelli: da 2.434 (2022) a 2.329 (2025)
- NSFR net stable funding ratio verso il 149,8%, è già al 143,6%