In Italia ci sono 178 Family Office, il 75% è nato negli ultimi 20 anni. E nell’ultimo decennio la crescita è stata trainata soprattutto dai Single Family Office, che nel 50% dei casi coinvolgono due o più generazioni della famiglia di riferimento. Ecco la fotografia scattata dalla School of Management del Politecnico di Milano e dal Centro sul Family Business Management della Libera Università di Bolzano nella ricerca “La trasformazione del Family Office”.
Il 37% è Single-Family
La maggioranza dei Family Office, il 51,7%, è Multi-Family, strutture professionali e indipendenti: in alcuni casi, sono l’evoluzione di Single-Family che hanno ampliato la base clienti. Il 37% è, appunto, al servizio di una sola famiglia, mentre il restante 11,8% è di origine bancaria e offre un servizio di private banking e WM evoluto e personalizzato al punto da essere assimilabile a un Family Office.

Crescere con nuovi servizi
Che sia un buon momento per i Family Office è confermato dal fatto che il 75% dichiara di volersi ampliare nei prossimi tre anni. Le attività sono infatti concentrate su gestione finanziaria e controllo contabile del patrimonio famigliare (per il resto è forte la propensione all’outsourcing) ma sta crescendo la richiesta per servizi integrati di pianificazione patrimoniale intergenerazionale e, con essi, la “voglia” di digitale.
La priorità è la continuità del patrimonio
Il tema della pianificazione intergenerazionale si conferma primario. Le famiglie servite dai Family Office cercano soluzioni per preservare il “patrimonio socioemotivo”, che non significa solo la ricchezza, ma la propria identità, la storia imprenditoriale. Servono competenze per gestire il patrimonio e dargli continuità, con una Governance che ruota intorno ai consigli di famiglia.
Dove investono
Lato investimenti, lo strumento preferito resta il private equity, con una forte crescita degli alternativi. L’attività filantropica è frenata, probabilmente, dalla volontà di maggiore trasparenza sul reale uso dei fondi, mentre le tematiche ESG sembrano ai primi passi: il 13,6% dei Family Office non li considera e il 59,1% li usa in modo discrezionale e saltuario.
Che cosa frena il digitale
Infine, la tecnologia: il 92,8% dei Family Office utilizza una piattaforma gestionale (e, di questi, il 49,3% l’ha sviluppata internamente), che viene utilizzata principalmente (81,7%) per monitorare i portafogli finanziari e la reportistica del patrimonio multi-asset. C’è forte interesse per i servizi digitali e per la personalizzazione: in particolare si guarda alla creazione di canali aggiuntivi di comunicazione e all’integrazione ed elaborazione dei dati. Ma è fortissima la preoccupazione per la cybersecurity e la privacy dei clienti.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.