La banca sostenibile? La vogliono soprattutto i giovani

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A livello globale, “solo” 1 consumatore su 4 tiene in considerazione la sostenibilità ambientale quando deve scegliere una banca o una società finanziaria.

Il dato è contenuto nel report YouGov “Il Futuro dei Servizi Finanziari”, relativo a 18 mercati in tutto il mondo.

Le priorità del cliente nel scegliere una banca

Nei mercati esaminati, il primo criterio di scelta è la sicurezza dei propri soldi, con il 61%. Nel concetto di “sicurezza” rientrano sia la solidità dell’intermediario sia la criminalità informatica.

Seguono commissioni basse o nulle, 58%, un buon servizio clienti, 57%, buoni tassi di interesse, 50%.

La componente valoriale si classifica più in basso: il 24% valuta la sostenibilità ambientale e il 27% i valori etici dell’azienda.

Più sensibilità nel sud-est asiatico che in Scandinavia

La sostenibilità ambientale è più importante per i consumatori di Indonesia (41%), India (38%) e Cina (32%).

Mentre, e questo può sorprendere, la percentuale è al di sotto della media nei cosiddetti Nordics: 22% in Svezia e 19% in Danimarca.

Ma è una questione di età

Il fattore determinante per la rilevanza dei fattori ambientali ed etici sembra essere anagrafico.

Il 33% dei consumatori tra i 18 e i 24 anni e il 30% di quelli tra i 25 e i 34 anni tiene in considerazione la sostenibilità, contro il 20% tra gli over 55.

E la popolazione dei mercati emergenti è più giovane rispetto ai Paesi occidentali: questo spiega la maggiore incidenza dei temi ESG nei criteri di scelta.

L’idea c’è, ma il 70% non ha fatto nulla di concreto

Ma quali scelte green vengono fatte in ambito finanziario? In realtà, il 70% dei consumatori a livello globale non ha ancora fatto nulla per migliorare la sostenibilità dei propri investimenti.

Anche qui, però, vediamo che i più giovani hanno comunque fatto di più delle generazioni precedenti.

Il 23% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ha progettato un prodotto di investimento a impatto, contro il 6% degli over 55. E un giovane su cinque, il 20%, ha scelto di non investire i propri soldi in settori specifici, come i combustibili fossili.

 

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Settembre 2026

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