Per Claudio R., 82 anni, lo scoppio della pandemia ha significato utilizzare per la prima volta in assoluto una app di banking online sul suo smartphone. Come molti altri anziani in Italia, non è molto avvezzo alla tecnologia, senza contare il tradizionale utilizzo dei contanti. “Mio figlio e mio nipote mi hanno detto che i miei risparmi sono al sicuro e che nulla può accadere. Giorno dopo giorno prendo sempre più confidente nell’usare l’app di una banca online. Ma sono sempre preoccupato di pigiare il bottone sbagliato”, ammette sincero.
La pandemia ha messo in discussione normali e quotidiane attività come il recarsi in banca, alle poste o prelevare denaro agli sportelli. In molti non hanno avuto altra scelta che affidarsi al mondo digitale che ha reso obbligatorio porsi la seguente domanda: può la fintech rendere la finanza realmente inclusiva? La risposta è si. Con la popolazione che invecchia sempre di più in diversi paesi, le soluzioni digitali stanno svolgendo un ruolo sempre più decisivo per assicurare anche ai clienti “over” servizi finanziari di base. Secondo i dati, il numero delle persone di età superiore ai 60 anni è più che raddoppiata dal 1980, ed il numero duplicherà nel 2050.
Il panorama fintech è oggi dominato da un infinto numero di applicazioni che hanno rivoluzionato il mercato, offrendo ogni tipo di servizio come pagamenti peer-to-peer, wealth management, investimenti smart e molto altro. Rimane tuttavia un problema, queste app, già dal loro interfaccia, sono state sviluppate pensando unicamente alle generazioni più giovani, clienti decisamente più digital-friendly rispetto ai loro genitori o nonni. Di fatto i “silver-user” sono stati messi da parte, vuoi per digiuno tecnologico, vuoi anche per una mancanza concreta di fiducia e conoscenza della materia.
Eppure sono proprio gli over 65 ad avere una maggiore disponibilità economica e di investimento rispetto alle loro controparti più giovani. Non sorprende quindi che negli anni sono aumentate soluzioni digitali finanziarie dedicate proprio a quella fetta di clientela senior. Come ha evidenziato uno studio di Pew Research Center, l’utilizzo di smartphone da parte di una fascia di popolazione più avanti negli anni è in continuo aumento e per le compagnie fintech è arrivato quindi il momento a come meglio reindirizzare il proprio ventaglio di servizi anche agli anziani e sviluppare canali che siano decisamente più inclusivi.
La svolta “silver” e digitale del Brasile
Interessante il caso del Brasile. Nu Pagamentos SA, la più grande banca digitale dell'America Latina, ha visto aumentare i nuovi clienti di età pari o superiore a 60 anni del 50% nel secondo trimestre dello scorso anno, raggiungendo una media di 30.000 utenti al mese. Banco C6 SA, un'altra banca digitale, ha registrato a luglio 2020 un aumento del 160% su base mensile dei nuovi clienti di età pari o superiore a 55 anni, mentre PicPay, un portafoglio digitale controllato da Banco Original SA, ha registrato una crescita del 54% nel suo segmento senior tra marzo e agosto 2020.
Gli esperti sono unanimi nel ritenere che questa esplosione digitale sia dovuta all’arrivo della pandemia. Secondo un report di IBOPE, una società di ricerca e consulenza brasiliana, l'80% delle persone di 55 anni o più ha cambiato le proprie abitudini finanziarie durante il picco pandemico.
La pandemia "ha cambiato il comportamento di tutta la clientela”, ha ammesso Maxnaun Gutierrez, head of products and individuals di Banco C6. Per le aziende fintech, conquistare questa base di clienti potrebbe avere un impatto enorme sui profitti. "Di solito hanno un reddito elevato e acquistano più prodotti rispetto ai giovani, il che si traduce in maggiori entrate per la banca”, ammette Gutierrez ragion per cui per gli “istituto di credito in Brasile è fondamentale oggi abbracciare anche questi utenti senior”.
Banco Agibank SA, ad esempio, ha deciso di puntare decisamente sulla categoria di utenti di età pari o superiore a 50 anni, in particolare quelli con reddito medio-basso. "Non esiste una proposta di valore chiara e appropriata per questo segmento, e qualunque servizio riceva è di qualità estremamente scadente", afferma ai media Marciano Testa, fondatore e CEO di Agibank. "La tendenza del Brasile, dal punto di vista demografico, si dirige verso un invecchiamento della popolazione nei prossimi anni e la mancanza di valore offerto a questo pubblico, quando si tratta di servizi finanziari, lo rende un mercato altamente rilevante", osserva Testa.
È interessante notare che la strategia digitale della banca per questa fascia di età si basa in parte su una presenza fisica. Finora Agibank ha aperto 700 sedi fisiche che offrono assistenza face-to-face e prevede di quasi raddoppiare quel numero a 1.300 entro il 2023. Attraverso questa politica, Agibank mira ad aiutare i clienti più anziani a diventare più familiari e a proprio agio con l'utilizzo dei prodotti digitali.
L’approccio diverso di Israele: “Non generalizziamo questa clientela”
Ira Sobel, fondatrice dell'app israeliana Fintech4longevity, ci offre un punto di vista diverso. “L'epidemia di Covid-19 ha permesso di capire come le persone di età pari o superiore a 65 anni fossero trattate come un'unica categoria omogenea. Una siffatta generalizzazione, soprattutto nel settore della consulenza finanziaria, è sbagliata”, sostiene la ricercatrice. “Lo status finanziario e patrimoniale di un singolo varia a seconda di come variano le sue condizioni familiari, di salute e di lavoro”. In poche parole sarà il rapporto dinamico tra benessere finanziario e le “transazioni della vita a definire in futuro le tipologie di clientela e le diverse consulenze richieste”, afferma Sobel.
Ed è questo l'obiettivo di Fintech4logevity, ossia rendere indipendenti gli utenti senior in materia di servizi e diritti finanziari. “Questi utenti hanno diverse necessità che vanno dal comprendere correttamente il patrimonio immobiliare e gli strumenti finanziari come i mutui inversi, al bisogno di avere un ventaglio di opzioni per ottimizzare o ridurre i loro costi sanitari per non parlare dell’esigenza di qualcuno che li aiuti con i loro pagamenti così come la pianificazione patrimoniale”, sottolinea Sobel. Sebbene questo possa essere visto da alcuni come il ruolo di un pianificatore finanziario, Sobel ritiene che l’esperienza umana possa essere superata dalla tecnologia, dal momento che l’hi-tech ha ora raggiunto un punto in cui molti dei servizi soprammenzionati potrebbero essere svolte anche da servizi robo advisor, con l’obiettivo di fornire soluzioni su misura per le esigenze delle persone anziane. Il tutto grazie ad una gestione ibrida uomo-macchina.
"Voglio mostrare alle start-up una strategia alternativa o complementare per aggiungere questa popolazione al loro bagaglio di utenti e mostrare loro il potenziale di questo mercato", afferma Ira Sobel. “Ma voglio anche aumentare la consapevolezza tra le istituzioni finanziarie che trascurare questo segmento è una grande perdita per loro. Ci sono molti modi per sbloccare le opportunità degli anziani attraverso soluzioni finanziarie digitali”, conclude Sobel.