Ha senso oggi aprire una neobanca, o qualunque FinTech, puntando sull’offerta di servizi a margine zero (se non negativo) e su un modello di business che punta su costruire un’ampia customer base da monetizzare? Ne ha parlato Eva Wong, co-founder e COO di Borrowell, al Web Summit 2021.
Se non conoscete Borrowell, ecco una rapida introduzione. È una FinTech canadese che ha permesso per la prima volta ai suoi utenti di conoscere gratuitamente il loro credit score. Un’operazione costosa, ma che ha dato i propri frutti.
La FinTech ha infatti sviluppato un marketplace di prodotti e servizi di credito, bancari e assicurativi. Propri e di terzi. Monetizzando la propria base clienti.
Ecco perché i consigli di Eva Wong agli aspiranti founder & CEO sono particolarmente significativi. «Se avete già due milioni di clienti, non importa – ha premesso la Wong. Ma se state pensando di buttarvi nel FinTech, ascoltatemi». E noi eravamo lì ad ascoltarla.
Il primo consiglio pare ovvio, ma non lo è. Avere già in mente un primo prodotto con cui monetizzare la base clienti. «E che non sia una carta di pagamento», ha poi aggiunto Eva Wong.
Perché secondo la co-fondatrice di Borrowell c’è una sorta di copione che tutte le FinTech seguono. E che le rendono poco distintive, verrebbe da dire. E la carta di pagamento è quasi sempre la prima scelta delle neobanche, anche se «le persone raramente hanno più conti di pagamento principali».
Nell’attuale scenario FinTech bisogna pensare in modo innovativo. Individuare bene l’elemento da fornire gratuitamente ai clienti per acquisirli (quanti conti digitali basati su app con carta di debito conoscete già?) serve anche a costruire l’offerta a pagamento.
Partendo da un singolo prodotto fatto in modo eccezionale, come da tradizione “verticale” del FinTech, per poi aggiungerne altri. Non necessariamente fatti in casa. «Se individuate un bisogno della clientela ancora insoddisfatto, cercato un prodotto per il vostro marketplace. Se non ne trovate nessuno, costruitelo voi».