Come le tradizionali valute, anche le crypto possono essere “ripulite” dai criminali per essere scambiate, convertite in moneta fiat, o depositate su un conto bancario.
Pochi mesi fa è stata smantellata l’infrastruttura di ChipMixer, sospettata di riciclaggio in criptovalute.
Tipologia di riciclaggio nel mondo crypto
ChipMixer è un mixer di criptovalute: ovvero una piattaforma in cui si possono mescolare crypto provenienti da diversi indirizzi utente prima di essere trasferite sui nuovi portafogli di destinazione.
In questa tipologia di scambi si predilige l’anonimato, proprio per evitare che i fondi vengano tracciati ancora prima di fare altri scambi o trasferimenti.
I risultati della indagine
L’indagine suggerisce che la piattaforma potrebbe avere facilitato il riciclaggio di 152mila Bitcoin, per un valore di circa 2,73 miliardi di euro (stima attuale) in criptovalute.
Gran parte di questo denaro è collegato ai mercati del dark web, ai gruppi di ransomware che avrebbero usato la piattaforma per riciclare il denaro dei riscatti, al traffico di merci illecite, all’approvvigionamento di materiale per lo sfruttamento sessuale e al furto di crypto asset in generale.
Sequestrati 40 milioni in Bitcoin
L’operazione ha portato al sequestro di quattro server, 7 TB di dati e circa 1.900 Bitcoin in 55 transazioni: ovvero 44,2 milioni di euro in criptovalute.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di maggio 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.