Euro digitale: i risultati della consultazione. La tutela della privacy è prioritaria

Euro digitale consultazione gennaio

Il cammino verso l’euro digitale è avviato da tempo e, se tutto filerà liscio, entro la fine dell’anno avrà inizio la sperimentazione da parte della Banca Centrale Europea.

Dalla consultazione pubblica promossa dalla BCE, che si è conclusa a metà gennaio (venne avviata ad ottobre scorso), sono emersi interessanti spunti che sono stati resi noti da pochi giorni, con la pubblicazione di un’analisi quanto mai esaustiva.

Consultazione pubblica

La consultazione ha preso il via il 12 ottobre 2020 e si è conclusa il 12 gennaio 2021, con oltre 8.200 risposte, il numero più elevato mai registrato per una consultazione pubblica della BCE.

Le risposte provengono perlopiù dalla Germania (47%), dall’Italia (15%) e dalla Francia (11%) e non rappresentano necessariamente le opinioni della popolazione dell’UE, poiché la consultazione era aperta a tutti e i partecipanti vi hanno contribuito di iniziativa propria.

La vasta maggioranza dei partecipanti è costituita da privati cittadini (94%), mentre la parte restante da professionisti, fra cui banche, fornitori di servizi di pagamento, esercenti e società tecnologiche.

Le osservazioni che sono emerse dalla consultazione evidenziano che cittadini e professionisti desiderano una valuta digitale che tuteli la privacy (43%), che sia sicura (18%), che si possa utilizzare in tutta l’area dell’euro (11%), senza costi aggiuntivi (9%) e offline (8%).

Tutela della privacy

La privacy è la caratteristica più importante di un euro digitale sia per i cittadini sia per i professionisti, specialmente esercizi commerciali e altre imprese. Entrambi i gruppi vedono positivamente requisiti volti a prevenire attività illecite; meno di un cittadino su dieci è favorevole al completo anonimato.

Bonifici transfrontalieri

Quasi un quarto dei partecipanti alla consultazione ritiene che un euro digitale debba rendere i pagamenti transfrontalieri più rapidi e meno costosi. Inoltre, si dichiara favorevole a poter utilizzare l’euro digitale al di fuori dell’area dell’euro, ma limitatamente.

Non solo bonifici

Oltre due terzi dei partecipanti alla consultazione riconoscono l’importanza di servizi innovativi, offerti da intermediari, in grado di consentire l’accesso a un euro digitale e indicano che questo dovrebbe essere integrato negli attuali sistemi bancari e di pagamento. Vorrebbero poter usufruire di servizi aggiuntivi oltre ai semplici pagamenti in euro digitali.

Altri suggerimenti

Secondo un quarto dei singoli partecipanti, per facilitare la realizzazione di caratteristiche simili a quelle del contante, sarebbero preferibili soluzioni con carta (o smartcard) o con un elemento sicuro nello smartphone per gli utenti finali. Quasi la metà dei partecipanti ha menzionato la necessità di stabilire limiti all’ammontare detenuto, una remunerazione a più livelli o una combinazione di questi due elementi per gestire la circolazione dell’euro digitale.

Avanti con l’euro digitale

Sono state molte e importanti le indicazioni venute fuori dalla consultazione e andranno ad arricchire le attività di analisi e sperimentazione della BCE. Tuttavia, come ha dichiarato Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della BCE il successo dell’euro digitale si avrà “soltanto se risponde alle esigenze dei cittadini europei” ed ha aggiunto che “faremo del nostro meglio per assicurare che un euro digitale sia in linea con le aspettative dei cittadini che sono emerse dalla consultazione pubblica.”

 

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