Nella maggior parte dei casi è improbabile che l'esecuzione degli ordini di pagamento order flow da terze parti sia compatibile con le regole della MiFID 2. Bacchettata durissima dall'Esma, che il 13 luglio ha diffuso una nota che entra nel merito del modello di business scelto da molti broker di investimento online che promettono zero commissioni.
Che cosa vuol dire PFOF
Il modello PFOF (Payment for Order Flow) è al centro dell'attenzione del mercato e dei regolatori da diverso tempo: è infatti stato il motore del successo di piattaforme di trading che si definiscono gratuite negli USA, con una presenza più ridotta in Europa. Secondo questo modello, l'investitore effettua un ordine all'interno della app o del sito web della piattaforma di trading. Quell'ordine è inoltrato a un broker che lo esegue a un prezzo leggermente più alto (in caso di vendita) o più basso (in caso di acquisto) rispetto a quello a cui l'investitore ha effettuato l'ordine.
Questo gap (bid-ask spread) costituisce la remunerazione del broker, che a sua volta paga la piattaforma di trading per l'invio dell'ordine.
I punti deboli del PFOF per EMSA
La nota di ESMA evidenzia diversi problemi legati al modello PFOF, tra cui:
- in primis il prezzo reale di acquisto o vendita per il cliente finale, che non corrisponde a quello di mercato;
- un conflitto di interesse per la piattaforma nella scelta della terza parte a cui inoltrare l'ordine del cliente, perché la piattaforma "a commissioni zero" potrebbe essere tentata di scegliere la terza parte che la pagherà di più, anziché quella che fornirà il migliore risultato al cliente;
- i pagamenti ricevuti dal broker, poi, costituiscono un inducement connesso al servizio di investimento fornito al cliente investitore.
I problemi di trasparenza, già noti negli USA
Come già avvenuto negli USA, dove le piattaforme "a commissioni zero" sono state al centro di fenomeni anche recenti, come gli alti e bassi di GameStop, anche ESMA evidenzia sostanzialmente rischi legati alla trasparenza delle condizioni offerte al cliente finale retail, che ritiene di investire a costo zero ma che in realtà non si vede garantita la best execution.
Tra le priorità ESMA per il 2021
ESMA indica che il PFOF sarà tra le priorità di supervisione per il 2021, al massimo per l'inizio 2022: ne sarà valutato l'impatto dal punto di vista della compliance con la best execution, del conflitto di interessi e degli inducement, chiamando le aziende che ricevono PFOF a dimostrare che hanno raggiunto il migliore possibile risultato per i loro clienti.