L'addio a Ennio Doris

ennio doris

La prima volta che ho partecipato a una conferenza stampa di Banca Mediolanum, due minuti prima di incominciare, Ennio Doris è venuto a darmi il benvenuto e a stringermi la mano. A me come a tutti i colleghi presenti in sala.

In 16 anni, in nessuna altra conferenza stampa ho visto qualcosa del genere: la persona al vertice di un'azienda che esce dall'invisibile perimetro dell'area riservata ai relatori per stabilire un contatto diretto e umano, per quanto breve, con tutti i presenti. Per dare loro il benvenuto a quell'incontro. A tutti: dai giornalisti più noti a chi, come me, aveva iniziato da pochi mesi. 

Ennio Doris si è spento alle 2:12 del 24 novembre, all’età di 81 anni. Lo hanno comunicato la moglie Lina Tombolato e i figli Sara e Massimo, recita una nota di Banca Mediolanum. Tutte le redazioni, noi compresi, ricordano oggi la sua storia di imprenditore e di fondatore non solo di una banca, ma di una nuova idea di banca.

Prima di raccontare questa storia, che sarà inevitabilmente molto simile a quella riportata da altri siti web e giornali, ho voluto inserire questo aneddoto personale, un esempio dello spirito, della visione e dello stile della persona e della Banca che ha fondato. 

La vita di Ennio Doris

Ennio Doris nasce a Tombolo il 3 luglio del 1940. Per oltre quarant’anni è stato un protagonista della grande finanza italiana nonché imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale presente anche in Spagna, Germania e Irlanda.

Sposato dal 1966 con Lina Tombolato, lascia due figli - Massimo e Sara - e sette nipoti: Agnese, Alberto, Anna, Aqua, Davide, Luna Chiara e Sara Viola.

Figlio di un mediatore di bestiame, per una nefrite a 10 anni si concentra sugli studi e ottiene il diploma in ragioneria presso la scuola superiore "Jacopo Riccati" (Treviso), inizia la carriera lavorativa presso la Banca Antoniana di Padova nella filiale di San Martino di Lupari (Padova) dove lavora dal 1960 al 1968, per diventare poi direttore generale delle officine meccaniche Talin di Cittadella (Padova) insieme all’industriale Dino Marchiorello, personaggio chiave nella vita di Ennio Doris. Quell’incontro lo spinge infatti a diventare imprenditore. 

Vede l’amico Gianfranco Cassol fare il promotore e così nel 1969 inizia anch’egli l’attività nel campo della consulenza finanziaria presso Fideuram, occupandosi di gestione dei risparmi delle famiglie e, dal 1971 al 1981, in Dival (Gruppo Ras), dove partito con un gruppetto di collaboratori, in pochi anni arriva a gestire oltre 700 professionisti.

Durante quei primi importanti anni di esperienza sono innumerevoli gli incontri con clienti che gli affidano il loro “denaro che viene dal sudore e dal sacrificio” come ricordava spesso lo stesso Ennio Doris. Matura così l’idea di potere avere successo essendo utile alle persone: per farlo gli servivano tutti gli strumenti necessari, compresi quelli bancari, per realizzare un progetto imprenditoriale in grado di offrire ai clienti risposte a tutti i bisogni finanziari delle persone.

Nel febbraio 1982, dopo l’incontro a Portofino con Silvio Berlusconi e con il supporto imprenditoriale e logistico del Gruppo Fininvest, Ennio Doris fonda Programma Italia, la prima rete di consulenti globali nel settore del risparmio, con l’idea di “diventare il punto di riferimento della famiglia italiana per il risparmio”. Inventa così un nuovo modo di fare banca, avvicinando la finanza alle persone e creando un modello industriale precursore dei tempi.

La prima banca senza filiali

Nei primi anni Novanta “importa” dal Regno Unito l’idea di una banca senza sportelli, quando internet inizia a muovere i primi passi anche in Italia. Una mossa molto in avanti sui tempi.

Così come era avanti sui tempi l’idea della centralità della persona, anche in un contesto tecnologico: «le filiali faranno la fine delle cabine telefoniche. Ma non sparirà la presenza umana». In particolare quella dei «consulenti che guidano il cliente nelle scelte fondamentali della loro vita, in un mondo sempre più complesso».

La storia di Banca Mediolanum

Nel 1995 nasce Mediolanum S.p.A., la holding a cui fanno capo tutte le società del conglomerato del Gruppo, e questa riorganizzazione permette la quotazione in Borsa nel 1996 e, nel 1998, l’ingresso nel listino Mib30. 

Nel 1997 Programma Italia si trasforma in Banca Mediolanum, la più innovativa banca telematica d'Italia, nata senza sportelli, la prima a dare il servizio di home banking con telefono e il teletext con il televisore di casa, fondendo così le potenzialità dell’approccio tecnologico con la professionalità del consulente finanziario. 

Nello stesso anno nasce in Irlanda Mediolanum International Funds Limited, società di Gestione del risparmio. 

Nel 2000 Banca Mediolanum dà il via al processo di espansione all'estero approdando dapprima in Spagna per replicare il modello di successo italiano attraverso l’acquisizione del Gruppo Bancario Fibanc e proseguendo poi, l’anno successivo, con l'acquisto di Gamax Holding AG e di Bankhaus August Lenz & Co in Germania.

Sempre nel 2000 Ennio Doris ed Enrico Cuccia siglano un’alleanza che si concretizza in un accordo di joint venture e di scambio azionario fino al 2% tra Mediolanum e Mediobanca.

Lo spot del cerchio

È entrato nella storia della pubblicità e nell’immaginario collettivo lo spot del 2000, in cui il fondatore di Banca Mediolanum traccia un cerchio sulle sabbie di un lago salato per spiegare il suo nuovo modello di banca: quella “costruita intorno a te”. 

Questo impegno personale nella comunicazione, questo mettersi in gioco per diventare testimonial della banca, è la naturale continuazione dei primi passi mossi nel settore: i clienti devono conoscere e vedere il volto del banchiere a cui affidano i loro risparmi.

Con la stessa filosofia, nel 2008 il testimone aziendale passa al figlio Massimo Doris, da allora alla guida di Banca Mediolanum come amministratore delegato portando la società a diventare una realtà ancor più di successo tra i principali player nel mercato bancario e del risparmio gestito in Italia e in Europa.

Nel settembre dello stesso anno la scelta di rimborsare gli 11mila clienti rimasti coinvolti nel crack Lehman Brothers: la famiglia Doris e il Gruppo Fininvest hanno messo a proprie spese 120 milioni di euro, senza esporre gli azionisti di minoranza. Innumerevoli le iniziative solidali per catastrofi naturali, calamità finanziarie, terremoti e alluvioni: 230 milioni di euro devoluti dal 1994 a oggi. 

Il cambio generazionale nella comunicazione avviene qualche anno dopo, nel 2015, sempre con il figlio Massimo che diviene il volto della pubblicità della banca.

La passione per il ciclismo

Non possiamo non citare la grandissima passione per il ciclismo. Infatti, Banca Mediolanum da quasi 20 anni è sponsor della Maglia Azzurra del Gran Premio della Montagna del Giro d’Italia. La scelta della montagna e della salita non è casuale, perché «in salita si va più piano, esattamente come avviene nei momenti di crisi economica. Il passo si fa più lento, ma è nelle difficoltà che si capisce quanto uno vale». Almeno due i libri dedicati al Giro.

Le cariche ricoperte

Nel 1992 gli viene conferita l’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2002 quella di Cavaliere del Lavoro. Sempre nel 2002 consegue il Master honoris causa in “Banca e Finanza” della Fondazione CUOA.

Dal 2000 al 2012 ha ricoperto la carica di Consigliere in Mediobanca S.p.A. e di Banca Esperia S.p.A. Dal 1996 è stato Amministratore Delegato di Mediolanum S.p.A, holding del Gruppo, sino al 2015, anno della fusione per incorporazione in Banca Mediolanum.

Fino al 3 novembre 2021 Ennio Doris ha ricoperto la carica di Presidente di Banca Mediolanum, giorno nel quale è stato nominato, a seguito di delibera assembleare, Presidente Onorario. Ennio Doris ricopriva altresì la carica di Presidente Onorario di Fondazione Mediolanum Onlus.

 

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