La carta di pagamento è lo strumento finanziario più diffuso tra i giovani under 35, tre su quattro hanno un conto corrente, ma più della metà vive a casa con i genitori e non gestisce in autonomia le finanze.
Ecco i dati di una recente indagine di Banca d’Italia sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale tra i giovani, dove emerge come la cultura finanziaria dei giovani risenta di vari aspetti: legati al titolo di studio, alla regione di appartenenza e persino al genere.
Studenti più informati
Secondo l’indagine di Banca d’Italia, le conoscenze finanziarie risultano più alte tra gli studenti, rispetto a chi già lavora o è in cerca di occupazione, e più basse tra i meno istruiti, le donne e i residenti nelle regioni del Centro, del Sud e nelle Isole.
I giovani sanno valutare il costo dei mutui
In tematica finanziaria, i concetti più conosciuti riguardano: la relazione rischio-rendimento e la valutazione del costo dei mutui (70%); i concetti di inflazione (65%), diversificazione del rischio (63%) e tasso di interesse (60%).
Tuttavia, circa la metà degli intervistati ritiene che lasciare i risparmi sul conto corrente protegge sempre dal rischio che l’inflazione ne riduca il valore.
E una percentuale analoga ritiene che l’andamento di un titolo azionario possa essere previsto con precisione da un esperto.
Il concetto più difficile è quello sul tasso di interesse composto (30% di risposte giuste).
Dove si informano i giovani?
Più dell’80% dei giovani intervistati si tiene aggiornato sui temi economici e finanziari principalmente attraverso i social media, la televisione, siti web o riviste specializzate.
Tra gli intervistati di età compresa tra 18 e 23 anni, scuola e università sono i luoghi preferiti dove migliorare le proprie competenze finanziarie; all’aumentare dell’età cresce la preferenza per banche e istituzioni finanziarie come fonte di informazioni.
Le applicazioni per dispositivi mobili sono lo strumento preferito per l’apprendimento.
Responsabilità nello spendere
Il questionario ha rilevato i livelli di responsabilità nell’uso del denaro degli intervistati.
Tra coloro che abitano in casa dei genitori (il 52% del campione, principalmente perché non autonomo economicamente), il 47% si occupa della gestione del bilancio familiare, da solo o collaborando con altri familiari; il 38% ha a disposizione alcune somme di denaro da gestire in autonomia; il 15% non ha alcuna responsabilità nella gestione del denaro.
Oltre il 90% dei giovani che non vivono con i genitori è coinvolto nella gestione del bilancio familiare, anche in collaborazione con altri conviventi.
Una sezione del questionario è dedicata alle competenze informatiche, o digitali, degli intervistati.
Circa il 70% dichiara di avere un livello di digitalizzazione elevato (sa svolgere almeno 7 attività tra le 8 proposte).
Attenti alla sostenibilità delle spese correnti, meno alla pianificazione del futuro
L’indagine della Banca d’Italia ha analizzato i comportamenti dei giovani in campo finanziario.
Gli intervistati sono attenti alla sostenibilità delle spese correnti (89%) e al rispetto delle scadenze di pagamento (77%) ma hanno una bassa propensione a pianificare il futuro: circa la metà non ritiene necessario formulare piani per la vecchiaia e non investirebbe mai in fondi pensionistici a causa dei rischi di perdite.
Comunque il 43% accantona dei risparmi a fine mese.
Il 90% ha una carta di pagamento
L’indagine ha fatto luce anche sull’accesso ai servizi finanziari e di pagamento dei giovani. Se gli strumenti di pagamento e quelli per la gestione corrente sono diffusi, rimane tuttavia modesta la partecipazione ai mercati finanziari.
In particolare, tre intervistati su quattro detengono un conto corrente, mentre i giovani che detengono almeno una carta di debito, credito, o prepagata sono il 90%.
Solo il 14% ha sottoscritto, almeno una volta, azioni oppure obbligazioni.
Tra gli occupati, la percentuale di coloro che hanno aderito a fondi pensione è pari al 20%; scende tra le donne e tra i meno istruiti.
Bene la finanza digitale, ma il settore assicurativo viene percepito distante
L’uso della finanza digitale è relativamente diffuso tra i giovani. Le attività più frequenti riguardano l’esecuzione di pagamenti online, la gestione online dei conti correnti e l’uso di carte di pagamento.
Sono meno diffuse la sottoscrizione di polizze assicurative online, l’abitudine a informarsi online per un prestito e, infine, l’uso di piattaforme online per il trading e per l’accesso a servizi di robo advisor.
Lo studio ha coinvolto un campione di oltre 5mila giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, rappresentativo della popolazione di riferimento.