Terzo settore da Draghi per il rilancio del Paese

TERZO SETTORE

I numeri, lo abbiamo detto più volte, ci sono ma vale la pena ricordarlo: circa 360 mila istituzioni non profit attive sul territorio italiano, oltre 853 mila addetti, 5,5 milioni di volontari, un volume di affari che si aggira sui 64 miliardi di euro che contribuisce al Pil nazionale per il 3,7%.

Approccio imprenditoriale...

Numeri importanti e in crescita costante, accompagnati da una riforma in fase di attuazione che, tra le altre cose, indirizza il Terzo settore verso un approccio più imprenditoriale, caratterizzato anche dall’innovazione, dalla digitalizzazione e dalla crescita occupazionale.

...e importante ruolo nella pandemia

Ma il Terzo settore è molto altro e lo ha dimostrato, con i fatti, con l’avanzare della pandemia di Covid-19, dove il suo ruolo, unico e insostituibile, svolto con straordinaria generosità, è stato (e continua a essere) fondamentale gestione dell’emergenza, supplendo in molti casi alle istituzioni pubbliche.

Draghi incontra il Terzo Settore

Di Terzo settore si è parlato ieri nel giro di consultazioni con le parti sociali e la società civile organizzata da parte del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi che ha ricevuto i rappresentati del Forum nazionale del Terzo settore. Come ha affermato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum, l’incontro è stato «l’occasione per rappresentare al Presidente incaricato il contributo che il Terzo settore sta dando nell’emergenza sociale ed economica che attraversa il Paese e le proposte per sprigionarne il potenziale nella fase di rilancio».

Modello di sviluppo socialmente sostenibile

La Portavoce del Forum ha osservato che «per uscire dalla crisi è necessario lavorare alla costruzione di un modello di sviluppo sempre più socialmente sostenibile. Abbiamo il vantaggio di non partire da zero, ma è necessario valorizzare anche ciò che già esiste, ossia la libera iniziativa organizzata dei cittadini, capace di generare un impatto sociale attraverso numerose attività di interesse generale in forma non profit, una realtà che in Italia chiamiamo Terzo settore. Migliaia di associazioni, gruppi di volontariato, cooperative e imprese sociali che oltre a realizzare servizi per il benessere delle persone e delle comunità generano anche buona economia».

Coesione sociale

Il Terzo settore può giocare un ruolo chiave anche nella coesione sociale. «Se oggi l’obiettivo del nostro Paese è la coesione sociale – ha sottolineato la portavoce del Forum – e quindi rafforzare le relazioni sociali e i legami di fiducia, organizzare le aspirazioni di benessere e di sviluppo delle persone, facendo convergere verso tali prospettive l’iniziativa di tutti gli attori della comunità, il Terzo settore è pronto a dare un contributo importante. Questo richiede una grande consapevolezza da parte delle istituzioni, e un forte investimento per consolidare questa grande risorsa del Paese». Per il rilancio del Paese il Terzo settore c’è.

 

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