Il capitolo sulle rimesse contenuto all’interno del prezioso e fresco di stampa “Dossier Statistico Immigrazione 2021”, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, conferma due cose.
La prima
Nonostante la pandemia, contrariamente a quanto ci si poteva immaginare, il flusso delle rimesse di denaro che i migranti hanno inviato nel 2020 dall’Italia ai propri familiari rimasti nel paese di origine è aumentato.
La seconda
Come osserva Lorenza Luatti, ricercatore di Oxfam Italia ed estensore del capitolo, il mondo delle rimesse è in buona parte ancora tutto da scoprire e “dietro i numeri ufficiali sembra nascondersi una realtà un po’ più complessa da decifrare e, per certi versi, inedita”.
Rimesse in aumento nel 2020
Premesso questo, il Dossier conferma l’incremento del flusso di rimesse partito dall’Italia nel 2020 del 12,5% rispetto a quanto inviato nel 2019. Il volume delle rimesse ha infatti raggiunto i 6,7 miliardi di euro, pur avendo registrato nel primo trimestre 2020 un calo annuo dell’11% che poi ha visto trasformarsi in un andamento positivo nei trimestri successivi (+36% nel secondo; + 24% nel terzo; +20% nel quarto).
I “fattori chiave” dell’aumento
La ricerca di Luatti, pur evidenziando come sopra accennato la complessità del fenomeno rimesse, individua “tre fattori chiave” che hanno verosimilmente guidato l’incremento registrato nel 2020. Il primo consiste nel ricorso all’utilizzo dei canali formali a scapito di quelli informali che sono risultati inattivabili durante la pandemia di covid-19 a causa delle forti limitazioni degli spostamenti fisici delle persone. In pratica, quindi, non sappiamo se effettivamente il flusso di denaro in entrata in un paese è aumentato, quello che è certo è l’incremento registrato dall’utilizzo dei canali tracciabili.
Il secondo fattore potrebbe essere ricondotto allo smobilizzo dei risparmi accumulati negli anni dai migranti che a causa della pandemia hanno dovuto sostenere maggiormente i familiari nel paese di origine.
Infine, il terzo fattore indicherebbe nel ritorno in patria del migrante, preoccupato della propria situazione in Italia, la ragione per cui questo ha scelto di inviare i propri risparmi nel proprio paese.
Bangladesh al primo posto
Per il terzo anno consecutivo il Bangladesh si conferma il primo paese di destinazione con oltre 707 milioni di euro ricevuti, quasi 150 milioni in meno rispetto al 2019 (856 milioni di euro).
Poi la Romania e….
La Romania, secondo paese di destinazione con 604 milioni di euro, perde 9 milioni rispetto al 2019 (613 milioni di euro). Filippine con 449 milioni di milioni di euro ricevuti, Pakistan con quasi 437, India con 382 e Sri Lanka con 350, oltre al citato Bangladesh, occupano i primi posti della graduatoria dei paesi asiatici destinatari di rimesse dall’Italia. Marocco e Senegal, rispettivamente con 429 e con 412 milioni incamerati, ricoprono la quinta e sesta posizione.
Da dove partono le rimesse
Dalla Lombardia partono quasi un quarto delle rimesse: con oltre 1,5 miliardi di euro inviati all’estero nel 2020 (+10,8% rispetto allo scorso anno) tale regione consolida il suo primato nazionale. Seguono Lazio (953 milioni), Emilia Romagna (706 milioni), Veneto (587 milioni), Toscana (521 milioni) e Campania (476 milioni). Quasi un quinto delle rimesse è inviato dalle province di Roma e Milano (803 e 740 milioni), seguono Napoli, Torino e Brescia (con 307, 248 e 204 milioni).
Come sempre, complimenti al Dossier Statistico Immigrazione.