La Croazia saluta la kuna e passa all’euro facendo così salire a venti il numero dei Paesi che hanno adottato la moneta unica.
Il traguardo raggiunto dalla Croazia è doppio, non solo l’euro ma anche l’adesione all’area Schengen che consente la libera circolazione di persone tra i Paesi aderenti.
L’importanza del duplice risultato raggiunto dalla Croazia è stata evidenziata anche vin un Twitter del Presidente della Repubblica Mattarella che, oltre a fare gli auguri al popolo croato, si è detto speranzoso che “presto altri Paesi raggiungano lo stesso obiettivo, a beneficio di tutta l’UE”.
Tornando alla moneta unica, il tasso di cambio stabilito è di 7,53450 kune per ogni euro e fino alla fine del 2023 i prezzi di beni e servizi dovranno essere indicati in entrambe le divise così da facilitare la popolazione ad assimilare al meglio lo storico cambiamento. Tra l’altro le due divise, euro e Kuna, osserveranno un periodo di duality di due settimane.
Con l’ingresso della Croazia l’euro diventa la moneta utilizzata da 347 milioni di persone, tanta è la popolazione dell’Eurozona.
Per la Presidente della Commissione von der Leyen grazie all’euro la Croazia “riuscirà ad attrarre più investimenti, si creeranno nuovi posti di lavoro, crescerà l'economia, e potrebbe anche diventare un hub energetico europeo per fonti rinnovabili”.
La Presidente della BCE Lagarde ha dato “il benvenuto alla Croazia nella famiglia dell’euro e al tavolo del consiglio direttivo della BCE a Francoforte” e ha sottolineato la forte attrattiva dell’euro “che apporta stabilità ai Paesi che lo adottano”.
La Croazia è uno Stato membro dell’UE dal luglio del 2013 e nel luglio del 2022 era stata approvata da parte del Consiglio dell’Unione europea l’adesione all’Eurozona.
Un percorso impegnativo, culminato con l’inizio del nuovo anno.