Nel 2025 ci sono stati oltre 38.300 casi di frode in Italia, con una crescita del 23,8% rispetto all'anno precedente, secondo i dati dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sulle Frodi Creditizie.
Insieme al numero dei casi, cresce anche l’importo complessivo frodato, che supera i 165 milioni di euro in un anno. Diminuisce, invece, la somma media sottratta tramite frode, che si aggira intorno ai 4.300 euro.
Abbiamo approfondito questo fenomeno in un episodio di #define banking next, il podcast sulla banca del futuro che Azienda Banca realizza insieme a CRIF, intervistando Massimo Longatti, Personal Solutions Senior Manager di CRIF.
Questo articolo è un adattamento testuale dell’episodio.
AG. I dati dell’Osservatorio confermano che il fenomeno delle frodi creditizie, collegate a furto di identità, continua a crescere. Che cosa servirebbe per contrastare questo fenomeno e quali trend emergono dai dati?
ML. È evidente che serve un impegno congiunto e più strutturato per affrontare efficacemente le frodi creditizie. I truffatori, infatti, continuano a migliorare le loro tecniche e diventano più organizzati ed evoluti. Per esempio, hanno rapidamente adottato l’intelligenza artificiale, riuscendo a creare attacchi più sofisticati e, soprattutto, più credibili di un tempo.
CRIF ritiene che servano strumenti di prevenzione sempre più avanzati, ma che bisogna lavorare anche sul rafforzamento dell’educazione finanziaria e digitale dei consumatori. Occorre insegnare alle persone come riconoscere i segnali di frode, come individuare gli elementi sospetti o le red flag in messaggi, posta elettronica, Whatsapp e telefonate.
Dobbiamo anche spiegare come proteggere le proprie credenziali e, infine, come agire tempestivamente nel caso in cui si sospetti di essere caduti vittima di una frode.
AG. Abbiamo visto che l’importo medio di queste frodi è in calo. Non si tratta solo di una curiosità statistica: che cosa ci racconta questo dato sull’evoluzione delle strategie dei frodatori?
ML. Ci dice molto. Iniziamo dai dati. Vediamo che le frodi con importi bassi, inferiori ai 1.500 euro, calano di ben il 12%. Diminuiscono anche quelle con importo tra i 3.000 e i 5.000 euro mentre sono stabili quelle che riguardano somme più importanti, cioè sopra i 10.000 e i 20.000 euro.
L’unica fascia in decisa crescita è quella tra i 1.500 e i 3.000 euro. Il perché è semplice: i criminali ragionano con una mentalità economica, quasi da imprenditore. E questa fascia di importo, che rappresenta circa un quinto dei casi totali di frode creditizia, rappresenta un buon compromesso, un buon trade-off potremmo dire, tra il rendimento ottenuto e la probabilità che la frode passi inosservata almeno per qualche tempo.
È un vero e proprio calcolo di rischio e opportunità. Proprio la stessa logica spiega perché i casi con importi elevati restano stabili: sono certamente più rischiosi, ma consentono di guadagnare molto.
AG. Lo stesso approccio rischio/opportunità può essere usato anche per le diverse tipologie di finanziamento?
ML. Certamente. Il prodotto più vulnerabile resta il prestito finalizzato, usato per circa una frode su tre, e con una crescita dell’importo medio.
L’evoluzione storica di questo dato, però, rivela qualcosa di molto interessante: nel 2018, oltre il 72% delle frodi rilevate riguardava i prestiti finalizzati. È quindi in corso uno spostamento verso altre tipologie di finanziamento.
Negli ultimi anni, ad esempio, sta crescendo la quota del Buy Now, Pay Later (BNPL). Rappresenta ancora una fetta piccola delle frodi, circa il 6,5%, ma va monitorato, perché il commercio elettronico in generale è oggetto di molta attenzione da parte dei frodatori.
Il secondo prodotto più colpito è il prestito personale, con circa il 23% dei casi, anche in questo caso in calo. Aumentano del 50% le frodi sui mutui, che complessivamente contano per solo il 4% dei casi, ma sono sicuramente un fenomeno interessante.
Quello che emerge è che i truffatori selezionano con maggiore attenzione come colpire, in termini sia di prodotto sia di importo, cercando la migliore combinazione perché la frode possa passare inosservata a lungo e, al contempo, effettuare alcuni colpi molto redditizi.
Che cosa possono fare gli attori del settore finanziario? Rafforzare ulteriormente i modelli di presidio del rischio, con strumenti e capacità analitiche più evoluti e capaci di intercettare schemi di frode sempre più dinamici e avanzati.
AG. Alcune tipologie di finanziamento, come il finalizzato, sono collegate direttamente a un bene da acquistare. Che cosa comprano i truffatori, e dove?
ML. CRIF analizza questo aspetto con alcuni cluster e tipologie di esercente. Quella più colpita, con il 21% dei casi, è piuttosto ampia; l’abbiamo denominata “Consumi e spese personali” e include beni generici, abbigliamento e lusso. Questo cluster nel 2025 è cresciuto di oltre il 53% rispetto al 2024, un trend importante quindi.
C’è poi un sempreverde, cioè gli elettrodomestici, con circa il 18% delle frodi, seguiti da una categoria simile, cioè “Beni elettronici, informatica e telefonia”, che copre il 10% dei casi ma cresce dell’83% rispetto al 2024.
Una frode su 10 riguarda “Auto e Moto”, con cifre importanti, ma in calo rispetto al 2024. Ci sono poi alcune categorie, ciascuna con circa il 5% dei casi: “Immobili e Ristrutturazioni”, “Salute”, “Arredamento”.
Dobbiamo poi menzionare un 2,3% di frodi relative a “Finanziarie e Assicurazioni”, sostanzialmente legato all’utilizzo crescente della rateizzazione per le polizze assicurative. Circa l’1%, infine, ricade nella categoria “Viaggi e Spese professionali”.
Se invece guardiamo alla tipologia di venditori, dobbiamo premettere che questo dato è disponibile solo per la metà circa dei casi di frode creditizia che abbiamo identificato nel 2025.
La grande maggioranza, il 71%, riguarda la Grande Distribuzione. La ragione è semplice: si tratta di negozi con grandi volumi di finanziamenti, scarsa conoscenza diretta del cliente e velocità nell’erogazione. Tutti fattori che facilitano la vita ai truffatori.
A seguire, con il 23,5%, troviamo i servizi alla persona: palestre, studi medici ed estetici. E poi la categoria “Informatica, Media e Telecomunicazioni”, quindi anche gli smartphone, con il 2%.
AG. Qual è il profilo del consumatore italiano che finisce vittima di una frode creditizia con furto di identità?
ML. Nel 2025, il 66% delle vittime identificate erano uomini. La quota di donne è in calo da ormai un paio di anni a questa parte.
Ci sono novità anche per quanto riguarda l’incidenza delle frodi sulle diverse fasce di età. Nel 2025 le vittime principali, con 1 caso su 5, sono stati gli under 30. Segue la fascia tra i 41 e i 50 anni, con il 22% dei casi, e quella 31-40, con il 20%.
Nel complesso, possiamo dire che nel 2025 il fenomeno delle frodi creditizie si è spostato verso le fasce più giovani. E questo è confermato anche dall’incidenza delle frodi in rapporto al credito erogato: tra gli under 40 la percentuale è effettivamente maggiore.
Possiamo quindi dedurre che in questa fascia di età ci sia una maggiore vulnerabilità, oppure una particolare esposizione ai comportamenti fraudolenti.
A livello geografico notiamo che le regioni più colpite, in termini di numeri assoluti, si confermano quelle più popolose: Lombardia, Sicilia, Campania, Lazio, Puglia, Piemonte e così via.
Se confrontiamo, invece, il numero delle frodi al credito erogato, in testa alla classifica troviamo Sicilia, Campania e Calabria, mentre Veneto e Friuli Venezia Giulia risultano le regioni meno colpite. E anche la Lombardia scende nella parte più bassa della graduatoria.
AG. Un aspetto chiave delle frodi creditizie con furto di identità è che vengono spesso scoperte dopo molto tempo, quando la situazione per la vittima può già essere particolarmente problematica. Quali sono i tempi medi di scoperta e quali sono le conseguenze per le vittime?
ML. I cittadini scoprono di avere subito un furto di identità attraverso diversi canali. I più frequenti sono tre e hanno caratteristiche diverse tra loro.
Nel primo caso, si viene contattati direttamente da un istituto che conferma l’erogazione di un finanziamento a nostro nome, anche se non lo abbiamo mai richiesto. Il prestito, qui, è appena stato acceso.
Nel secondo caso, si viene contattati da un istituto di credito che sollecita il pagamento di una rata scaduta. Ovviamente, si tratta di un finanziamento di cui non sappiamo nulla. Va ancora peggio quando il contatto arriva da una società di recupero crediti, perché non solo risulta un finanziamento che non stiamo pagando, ma è stata avviata anche una procedura a nostro nome.
Il terzo caso frequente è particolarmente grave: chiediamo un finanziamento e riceviamo un rifiuto, perché siamo stati segnalati per il mancato pagamento delle rate di un prestito che qualcun altro ha chiesto a nome nostro. E questo è forse il modo peggiore in cui scoprire di essere la vittima di un furto di identità con frode.
Per quanto riguarda i tempi, nel 2025 si è confermato un trend preoccupante: i tempi di scoperta si stanno polarizzando. Oltre la metà delle frodi emerge entro i primi 12 mesi e il 40% addirittura nel primo semestre: questa è certamente una buona notizia.
L’altra faccia della medaglia è che aumenta anche il numero di frodi scoperte dopo tempi molto lunghi. In circa il 25% dei casi che abbiamo analizzato, si parla di almeno tre anni e in una quota rilevante sono stati necessari più di cinque anni. Qui le conseguenze per le vittime possono essere davvero impattanti.
Bisogna aggiungere che i tempi di scoperta della frode variano in base al prodotto. Ci vuole molto tempo per scoprire quelle relative ai mutui, quasi tutte emergono dopo oltre 4 anni dalla richiesta. Per fortuna, si tratta di casi poco numerosi.
Le frodi che emergono più rapidamente riguardano carte di credito, BNPL e Leasing Auto: 3 casi su 4 emergono entro un anno. La percentuale per i prestiti finalizzati è poco inferiore: il 65% viene scoperto in meno di 12 mesi.
AG. Abbiamo detto che le strategie dei truffatori evolvono e diventano più sofisticate. Ci sono dei casi che meritano di essere raccontati per capire come si può prevenire un furto di identità?
ML. La strategia dei frodatori è chiara: sfruttare la fiducia e la vulnerabilità delle persone per indurle a condividere i loro dati personali oppure a effettuare dei pagamenti. Documenti di identità e dati anagrafici sono la base per rubare l’identità della vittima e aprire finanziamenti a suo nome.
Un primo caso recente è quello di una donna, un medico, che ha ricevuto un SMS apparentemente proveniente dall’INPS. Cliccando sul link, è finita su un sito che replicava i colori e il layout del sito INPS ma era, in realtà, fraudolento.
Ha inserito i propri dati personali e caricato i propri documenti. E subito dopo si è accorta dell’errore e ha proceduto a segnalare l’accaduto. Nei mesi successivi, purtroppo, ha scoperto che erano stati attivati finanziamenti a suo nome per oltre 17 mila euro.
Un secondo caso è quello di un uomo quarantenne, residente in Calabria, che si è visto convocare dalla Polizia Locale. È stato così informato di essere indagato in Svizzera per truffa internazionale. Una carta prepagata, intestata a suo nome, era stata infatti utilizzata per operazioni fraudolente all’estero. E con la sua identità erano stati richiesti diversi finanziamenti, tra cui uno da 5.000 euro.
Lui era ovviamente ignaro di tutto. I suoi dati erano stati probabilmente sottratti mediante phishing.
AG. Per concludere, quali sono i cinque consigli da dare a chi ci legge per proteggersi dal furto di identità?
ML. Primo: mantenere aggiornati dispositivi e applicazioni. Gli aggiornamenti correggono vulnerabilità che i criminali informatici possono sfruttare.
Secondo: proteggere i propri dispositivi. Antivirus affidabili, password robuste e non banali, sistemi aggiuntivi di autenticazione, quando disponibili.
Terzo: fare regolarmente il backup dei dati più importanti. È importante poterli recuperare in caso di furto o smarrimento dei nostri dispositivi, oppure dopo un attacco informatico.
Quarto: diffidare di email, messaggi o telefonate che chiedono informazioni personali o finanziarie. Al minimo dubbio, meglio verificare l’identità del mittente.
Quinto: monitorare la propria identità digitale e le proprie finanze, tramite servizi di alert che avvisano tempestivamente dell’utilizzo dei propri dati e di altri utilizzi sospetti.
In sintesi: non agire di impulso. Fermarsi, verificare ed essere consapevoli delle insidie è la difesa più efficace contro le frodi.