Credem inizia il suo cammino verso la decarbonizzazione, con l’approvazione di un Piano di Transizione organico, che punta ad azzerare le emissione nette di CO2 entro il 2050.
La strategia, allineata al limite di aumento della temperatura globale di 1,5 °C previsto dagli Accordi di Parigi, non si limita a obiettivi ambientali ma integra la sostenibilità nel cuore del modello di business, legandola direttamente alla pianificazione finanziaria del 2026 e alle politiche di remunerazione del vertice aziendale.
Gli obiettivi previsti a Piano: Scope 1...
Il Piano definisce le strategie idonee per ridurre le emissioni Scope 1, riconducibili a veicoli aziendali e ai sistemi di riscaldamento, e Scope 3, inerenti invece ai portafogli, a net zero al 2050, obiettivo allineato a quanto definito dagli Accordi di Parigi.
Per quanto riguarda lo Scope 1, la banca ha pianificato la progressiva transizione della flotta auto aziendale verso soluzioni elettrificate (ibride o elettriche) mediante una modifica del mix che determina l’azzeramento della componente termica dal 2033 e la crescita della componente elettrica al 100% del totale nel 2050.
In parallelo, si avvia la progressiva sostituzione degli impianti termici a gas con pompe di calore elettriche.
… e Scope 3
Con riferimento allo Scope 3, i target di riduzione prevedono una riduzione del 76% dell’intensità emissiva ponderata delle imprese clienti in portafoglio per il settore Power e del 25% per il settore Oil&Gas al 2030; e rispettivamente del 100% e 69% al 2040 rispetto all’anno base (2023).
È stato pertanto definito un modello di "Engagement Strategy" che tiene conto di molteplici caratteristiche delle imprese clienti, tra cui presenza di un Piano di Transizione, la riduzione dell’intensità delle emissioni di carbonio e la rilevanza delle esposizioni creditizie, insieme al fatturato, e che sarà declinato nel corso del 2026.
Cosa cambia a livello organizzativo
Per integrare quanto previsto a Piano all’interno del modello di business del gruppo Credem, sono state implementate nuove politiche di remunerazione riconducibili a tutto il personale più rilevante e agli Amministratori Esecutivi, che hanno recepito gli obiettivi cardine del piano di transizione. Previsti anche percorsi formativi ad hoc per funzioni/esponenti aziendali predefiniti.
Da definire, nel corso del 2026, anche ruoli e responsabilità delle funzioni operative e di controllo del Comitato Sostenibilità e del Comitato Rischi e Sostenibilità di Gruppo, integrando la normativa interna di riferimento.
Il piano è soggetto a un processo di revisione/eventuale implementazione annuale, in coerenza con il processo di pianificazione strategica del Gruppo.
«Abbiamo pianificato gli obiettivi climatici considerando l’interconnessione tra il nostro modello di business, la nostra politica di credito e finanziamento e la pianificazione della transizione da parte dei partecipanti dell’economia reale, ovvero ciò che deve accadere per raggiungere un determinato obiettivo di decarbonizzazione per un settore specifico – ha dichiarato Lucio Igino Zanon di Valgiurata, Presidente di Credem. Per comprendere il livello di maturità delle nostre imprese clienti, attiveremo un engagement strutturato, ovvero un dialogo efficace caratterizzato da un approccio settoriale, basato su metriche condivise e su una governance dell’informazione che eviti richieste ridondanti, erogando servizi di consulenza dedicati per favorire l’accesso a fondi e liquidità per progetti di transizione ecologica».