Le operazioni di cessione del quinto dello stipendio o della pensione sono ampiamente diffuse e, sembra, lo saranno sempre più. La comunicazione di Bankit (Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria e Dipartimento Tutela della Clientela ed Educazione Finanziaria)
La Banca d’Italia ha inviato in questi giorni agli intermediari bancari e finanziari una comunicazione nella quale vengono richiamati i profili di attenzione che caratterizzano il comparto e vengono fornite raccomandazioni per lo svolgimento dell'attività. Nell’informativa, inoltre, viene fatto riferimento alle disposizioni di trasparenza e correttezza nei rapporti con la clientela.
Accesso al credito e inclusione finanziaria
La Banca Centrale riconosce nei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio (CQS) o della pensione (CQP) un’importante forma di accesso al credito per i consumatori, anche sotto il profilo dell’inclusione finanziaria. Tuttavia, è importante per gli operatori procedere con un’adeguata valutazione dei rischi riferibili a tale forma tecnica.
Dal rischio di credito al rischio di sovra-indebitamento
Nella nota di Banca d’Italia l’attenzione è riportata anche sul rischio di credito, certamente mitigato dalla modalità di rimborso, che avviene per mezzo di trattenute alla fonte sullo stipendio o sulla pensione e dalla obbligatorietà della presenza di polizze assicurative per il rischio di premorienza e di perdita di impiego. Tale mitigazione del rischio non esonera i finanziatori dall’adempiere agli obblighi di valutazione del merito di credito dei clienti che deve tener conto della complessiva situazione economico-finanziaria del debitore, non essendo sufficiente la valutazione della posizione finanziaria del datore di lavoro. Così facendo, inoltre, si previene al rischio di sovra-indebitamento della clientela.
I presidi degli operatori contro i rischi operativi
I CQS/CQP, si legge nella comunicazione, richiedono da parte degli operatori specifici presidi organizzativi e di controllo necessari per fronteggiare l’esposizione a rischi operativi, particolarmente rilevanti quando si fa ingresso in un nuovo mercato o quando vi è la cessione dei finanziamenti pro soluto a terzi. I presidi menzionati prevedono:
- l’interfaccia con soggetti terzi per la riscossione delle rate (Amministrazione Terza Ceduta – ATC);
- l’utilizzo di sistemi informativi adeguati a gestire e monitorare le peculiari forme di incasso di tale prestito;
- la gestione dei rapporti con le compagnie assicurative per la stipula e l’eventuale escussione delle polizze assicurative;
- la gestione delle eventuali estinzioni anticipate del prestito, con i conseguenti obblighi di riduzione del costo totale del credito ai sensi dell’art. 125-sexies del TUB;
- il controllo della rete distributiva.
Gli altri rischi
Vi sono poi altri rischi connessi allo strumento, quali ad esempio quello provocato dalla rete esterna dei finanziatori che collocano i CQS/CQP che potrebbero esporre l’istituto a rischi legali e/o reputazionali, o quelli legati alla liquidità o al mercato.
I controlli
La comunicazione si conclude con l’impegno di Banca d’Italia ad intensificare “l’azione di supervisione nei confronti delle società vigilate attive nel comparto della “CQS/CQP”; il monitoraggio cartolare e gli accertamenti ispettivi saranno l’occasione per verificare l’effettivo presidio di tutti i rischi connessi con questa forma di credito e per accertare l’aderenza delle prassi di mercato al quadro normativo di riferimento”