COP 27: i temi e il contributo di banche e finanza

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Si sono conclusi i lavori della COP27. Abbiamo raccolto il commento e le osservazioni del mondo della finanza, in prima fila per quanto riguarda l’erogazione di credito e il sostegno alla transizione energetica.

Ecco un elenco di tematiche e commenti.

Il “diario di COP27” di Maria Teresa Zappia

Maria Teresa Zappia, Deputy CEO - BlueOrchard e Head of Sustainability and Impact di Schroders Capital ha rilasciato un breve “resoconto di viaggio” della sua partecipazione alla COP27 di Sharm El-Sheikh.

Abbiamo estratto alcuni punti dal suo commento.

La sfida è diversa in base ai paesi

La prima cosa che mi ha colpito è la diversità delle sfide in fatto di crisi climatica che molti mercati emergenti e di frontiera devono affrontare rispetto alle economie più sviluppate.

«In tre giorni – scrive Zappia – ho incontrato numerosi delegati provenienti da tutta l'Africa, ad esempio, e questo mi ha ricordato le enormi differenze che abitano un continente così vasto, dove le prospettive e le priorità variano notevolmente da nord a sud, da est a ovest. Per alcuni la priorità è rappresentata dalle opportunità dell'idrogeno verde, per altri il capitale naturale nel bacino del Congo. Parlando con altri ancora è emerso il loro focus sulla crescita delle energie rinnovabili in Kenya e nell'Africa meridionale».

Il punto in comune tra i paesi emergenti è la questione “loss and damage”: le economie sviluppate non hanno versato i 100 miliardi di dollari annui promessi entro il 2020 per finanziare le iniziative climatiche dei mercati in via di sviluppo.

Il fatto che le economie sviluppate siano i maggiori inquinatori del mondo aggrava il fatto che questa promessa non sia stata mantenuta. «Molti imprenditori del settore privato dei mercati emergenti stanno perdendo la speranza che le economie sviluppate si facciano avanti con un'assistenza sostanziale – annota Zappia. Sono sempre più convinti di dover agire e di essere responsabili del proprio futuro. (...) Sono anche consapevoli del rischio di contrarre debiti in valuta forte, diventato ancora più oneroso con il significativo rafforzamento del dollaro. In alcuni casi c'è anche una resistenza ad affidarsi all'assistenza degli ex “padroni” coloniali».

La Finanza Mista

Maria Teresa Zappia sottolinea anche l’importanza della finanza mista, dei partenariati pubblico-privato, «in particolare in relazione a iniziative innovative di finanziamento del clima che non hanno ancora una storia consolidata e che presentano un rischio di tipo venture capital, o nuovi concetti di asset class come il capitale naturale».

Anche il Regolatore spinge per una maggiore divulgazione dei rischi climatici nei portafogli di investimenti e ci sono, al momento, diverse metodologie in competizione. Un ulteriore tema al centro della discussione ha riguardato la disponibilità dei dati, la misurazione delle emissioni di anidride carbonica e gli strumenti di rendicontazione.

«Il sogno di tutti è quello di avere un unico strumento a bassa manutenzione per le diverse strategie - mitigazione, adattamento e capitale naturale», conclude Zappia.

Gli Stati Uniti

Il Presidente USA Joe Biden ha confermato l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra di oltre il 50% entro il 2030. Di recente è stato approvato l’Inflation Reduction Act, che ha stanziato 13 miliardi di dollari in incentivi ai veicoli elettrici con un piano da 3 miliardi di USD per elettrificare i mezzi utilizzati del Servizio Postale degli Stati Uniti.

L’Accordo Prosperity Green

Firmato da Emirati Arabi Uniti, Giordania e Israele, prevede la costruzione di un impianto solare fotovoltaico da 600 megawatt in Giordania, che esporterà l’energia anche in Israele.

L’energia nucleare

L’AIEA, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, è stata presente per la prima volta a una COP con un proprio padiglione e il DG Rafael Mariano Grossi è intervenuto sul contributo dell’energia nucleare per risolvere la crisi climatica.

«L'energia nucleare è stata a lungo identificata come fondamentale per il processo di decarbonizzazione delle forniture energetiche che tiene lontano i combustibili fossili» – commenta Jacob White, Senior Analyst per lo Sprott Uranium Miners UCITS ETF (U3O8), primo ETF quotato in Europa grazie a HANetf che investe sulle società di estrazione dell’uranio. «Come è stato recentemente evidenziato nel World Energy Outlook 2022 dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, si prevede secondo il loro scenario Emissioni Net Zero entro il 2050, che l'offerta globale di energia nucleare raddoppierà rispetto ai livelli del 2021. Tuttavia, poiché negli ultimi anni sono state le fonti di energia rinnovabile a ricevere investimenti sostanziali, il nucleare deve essere oggi ulteriormente privilegiato. L'energia nucleare ha un più alto fattore di capacità rispetto alle fonti energetiche tradizionali e alternative e può integrare le fonti energetiche rinnovabili con un'affidabile energia a carico base. Inoltre, la sicurezza energetica è fondamentale con la crisi energetica globale innescata dall'invasione russa dell'Ucraina. Riteniamo che ciò costituirà un catalizzatore per l'utilizzo dell'energia nucleare».

«L'energia pulita, come quella solare, sta diventando una soluzione sempre più interessante per le Nazioni di tutto il mondo – commenta invece Stephen Derkash, index provider dell'ETF Solar Energy UCITS (TANN). Le tecnologie energetiche pulite, come l'eolico e il solare, non sono mai state così economiche come ora e in molti Paesi hanno addirittura un costo più basso rispetto ai combustibili fossili. Inoltre, alcuni Paesi stanno scoprendo che le fonti energetiche più pulite contribuiscono anche come protezione dagli shock internazionali di mercato dei combustibili, oltre a rafforzare la loro sicurezza energetica – un aspetto più importante che mai dopo che l'invasione da parte della Russia dell'Ucraina ha messo in evidenza la dipendenza dell'Europa dal petrolio e dal gas russo. Infine, gli investimenti nella produzione di energia rinnovabile stanno aumentando e i miglioramenti tecnologici stanno fornendo soluzioni sempre più sostenibili».

 

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