Rischi emergenti: nuove competenze e analytics per i CRO

Matteo Coppola, Managing Director e Senior Partner di BCG

C’è consapevolezza dei nuovi rischi, come quello geopolitico o cyber, ma la difficoltà è riuscire a misurare questi rischi: la risposta è nel sapere sfruttare l’innovazione tecnologica, con modelli previsionali basati sull’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale, e porre il risk management al centro delle strategie di business.

«Prima il Covid, poi i conflitti e i numerosi eventi climatici hanno portato le financial institution e il mondo corporate ad accrescere il proprio livello di consapevolezza sui rischi, ma con una importante differenza – racconta Matteo Coppola, Managing Director e Senior Partner di BCG – queste sono ora strettamente regolamentate e la gestione dei rischi è al centro del loro modello di business.

Il risk management è evoluto molto negli ultimi 15 anni nelle banche, dopo la grande crisi finanziaria e, dopo il Covid e le crisi recenti, registriamo una sempre maggiore consapevolezza anche nel mondo corporate, che negli ultimi 3 anni ha visto in ogni settore degli impatti di rischi di varia natura - inflazione, rischi cyber e nella supply chain. Per questi motivi, molte aziende stanno cominciando a riflettere su modelli più evoluti di gestione».

I tre rischi percepiti dalle grandi aziende

Ogni settore è soggetto a dei rischi specifici, ma, a più ampio spettro, ci sono tre grandi tipologie di rischio che toccano tutti i settori. Uno è il rischio derivante dalla situazione geopolitica, che può avere molteplici effetti sulla continuità del business o sulla supply chain, impattata dai conflitti direttamente o indirettamente.

«Una seconda categoria sono i rischi derivanti dal cambiamento climatico e più in generale legati ai temi ESG: i costi per la transizione sostenibile e quelli fisici, legati a eventi climatici, peseranno sul conto economico in modo importante se non gestiti in maniera adeguata – spiega Coppola.

Il terzo rischio emergente percepito dalle aziende è di natura tecnologica, come ad esempio quello legato all’utilizzo dell’AI, per cui si temono gli impatti di attacchi cyber o di decisioni distorte prese sulla base di modelli non efficaci, nonché i rischi legati ai temi di data protection e privacy».

Il rischio per le financial institution

Nel mondo finanziario la sensibilità su questi temi è naturalmente più alta, essendo un mondo regolamentato: le banche conoscono e gestiscono questi rischi già da tempo.

«Recentemente i Chief Risk Officer sono sempre più focalizzati sui rischi climatici – sottolinea Coppola. La banca “vede” un duplice rischio: da una parte viene subìto, in quanto i cambiamenti climatici le espongono a tutti i rischi tradizionali - di credito, di mercato e così via; dall’altra parte, la banca resta il canale primario attraverso cui supportare e spingere le aziende verso comportamenti virtuosi, per procedere verso la decarbonizzazione e individuare le giuste strategie per proteggersi dai rischi fisici del clima».

Come misurare i nuovi rischi?

La disponibilità di dati e l’ottica cosiddetta “forward looking” è molto importante nella gestione dei nuovi rischi.

«Il rischio cyber e quello climatico, per esempio, sono rischi che non offrono serie storiche su cui lavorare come accade per altre tipologie tradizionali di rischio: vanno utilizzati nuovi sistemi, basati su scenari e modelli molto sofisticati, per valutare la vulnerabilità di clienti, asset e business – evidenzia Coppola.

I dati sono cruciali, anche per il Regolatore che preme per infrastrutture con dati di qualità per analizzare e gestire questi rischi in modo reattivo - come nel cyber - o nelle decisioni di business - nel caso dei rischi climatici. In questo senso, un approccio strutturato alla gestione dei dati e l’utilizzo degli analytics saranno sempre più importanti».

Il risk manager all’interno della strategia

Con l’ampliarsi degli scenari di rischio, ruolo e competenze del Risk Management devono evolvere.

«In primis, diventerà sempre più importante avere competenze di data analytics per sfruttare i modelli di misurazione del rischio; in secondo luogo è necessario portare a bordo personale specializzato anche sulle nuove frontiere tecnologiche e, infine – conclude Coppola –, elevare il ruolo del Risk Manager a livello strategico: deve diventare un partner del vertice aziendale, per mitigare i rischi presenti e supportare la definizione di piani strategici che tengano conto degli altri rischi a cui il business è esposto».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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