Oltre l’80% dei prestiti finalizzati in Italia riguarda l’acquisto di auto, per un valore di quasi 24 miliardi di euro nel 2025. Tuttavia, solo il 20% degli italiani ha acquistato un veicolo negli ultimi due anni, mentre un altro 20% ha rinunciato per motivi economici, nonostante un italiano su tre avesse intenzione di comprare un’auto entro i successivi 12 mesi.
È quanto emerge dall’Osservatorio Compass – Speciale Auto 2026, presentato in occasione dell’Automotive Dealer Day di Verona.
Il credito al consumo nell’automotive: ticket medio in salita
In generale, nel 2025 il comparto auto resta il motore del sistema con 23,9 miliardi di erogazioni (-2,68%), oltre l’80% del totale dei prestiti finalizzati.
Il credito al consumo finalizzato tramite convenzionati registra una flessione del 2,7%, scendendo a 29,1 miliardi di euro dopo la crescita del 2024.
Sul nuovo, le erogazioni si fermano a 16,59 miliardi di euro (-3,3%), con 840mila operazioni (-5,1% rispetto al 2024) e un ticket medio di 19.750 euro (+1,9%): meno pratiche, ma di importo più alto.
L’usato tiene meglio: 6,16 miliardi di erogato (-1,8%), 396mila operazioni (-1,2%) e ticket medio di 15.500 euro.
La geografia dei finanziamenti resta concentrata: la Lombardia pesa per il 19% delle pratiche liquidate, seguita da Lazio e Campania (11% ciascuna).
Sul fronte anagrafico, il mercato è trainato dalla fascia 51-64 anni; sotto i 40 anni pesa di più il finanziamento per l’usato, coerente con budget più contenuti e una maggiore sensibilità al prezzo.
Per chi ha già comprato negli ultimi due anni, il pagamento immediato resta la scelta preferita (42%), seguito dal finanziamento tradizionale a rate (25%) e dalla formula del valore futuro garantito (25%), che tocca il 31% tra i ceti medio-alti.
Chi può permettersi di comprare un’auto?
Tra quel 20% di italiani che ha acquistato un’auto, l’incidenza più alta è tra i Millennials (29%) e i ceti medi (24%).
Una platea altrettanto vasta (21%) avrebbe voluto sostenere la spesa ma non l’ha fatto: una rinuncia che caratterizza in particolare i ceti fragili (31%) e chi abita nel Sud e nelle Isole (28%).
Il dato più significativo riguarda però il momento del passo indietro: il 49% di chi ha rinunciato lo ha fatto dopo aver già chiesto un preventivo o avviato la trattativa con il concessionario. Il percorso di acquisto si interrompe nelle fasi finali, dove pesano valutazioni economiche e ripensamenti dell’ultimo miglio. La buona notizia per il settore è che il 61% di chi ha rinunciato non ha abbandonato del tutto l’idea: per uno su tre la decisione è soltanto rimandata, mentre un quarto la sta ancora valutando.
Italiani prudenti nelle spese
Le intenzioni di spesa per i prossimi 12 mesi confermano questo atteggiamento di prudenza: il 34% degli italiani dichiara una probabilità elevata di acquistare un’auto, in linea con il 35% del 2025. La propensione è più alta tra Millennials (42%), Gen X (39%), ceti medio-alti (39%) e residenti del Sud e Isole (45%).
Il restante 66% resta cauto o orientato a non comprare, con motivazioni che si dividono tra assenza di bisogno (40% delle citazioni) e ragioni economiche (23%).
«Il quadro che ci restituisce l’Osservatorio è quello di un mercato auto nel quale ad ogni acquisto sembra corrispondere una rinuncia, spesso maturata solo nella fase finale prima della decisione. Quasi metà di chi non ha comprato lo ha deciso a trattativa avviata, dopo aver già chiesto un preventivo: il punto critico non è quindi il desiderio di mobilità, ma la sostenibilità economica della scelta – commenta Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass. In questo contesto il credito al consumo si conferma un fattore chiave di accesso al mercato: tra chi prevede di acquistare l’auto nei prossimi 12 mesi, oltre un terzo sta valutando il finanziamento a rate, una quota che sale ulteriormente tra i Baby Boomer e nei ceti medi. La conferma che il credito continua a rappresentare la leva chiave per rendere l’acquisto di un’auto un progetto realizzabile».
Il BNPL per le spese successive
Secondo l’Osservatorio, cresce anche il ricorso al Buy Now Pay Later, ma unicamente per gestire le spese nel corso della vita del veicolo e, quindi, nella fase di post-vendita.
Il 59% degli automobilisti lo considera uno strumento utile per coprire le spese di manutenzione, le polizze assicurative, il cambio gomme e gli interventi straordinari. Tra la Gen Z la propensione al BNPL raggiunge persino quota 74%.
D’altronde, le spese di gestione dell’auto pesano in maniera tangibile sul bilancio familiare di 3 italiani su 4 (77%), una percezione che sale all’81% tra la Gen Z e all’86% tra i ceti medi.
Questa pressione si sta già facendo sentire: nell’ultimo anno, 1 automobilista su 5 (20%) ha rinviato o rinunciato a interventi di manutenzione per ragioni economiche, una quota che sale al 42% tra i ceti fragili e al 26% tra i Millennials.
«Sul versante della gestione del veicolo, il Buy Now Pay Later si impone come risposta concreta a una evidenza emersa nella ricerca: un automobilista su cinque ha già rinviato la manutenzione della propria auto per ragioni economiche – ha concluso Antonio Manari, Direttore Centrale Commerciale di Compass. Permettere agli italiani di dilazionare costi ricorrenti legati alle fasi successive rispetto all’acquisto, come polizze assicurative, tagliandi e cambio gomme, significa intervenire sulla qualità del parco circolante e sulla sicurezza, non soltanto sul potere d’acquisto».
