Si allarga la tenaglia finanziaria nei confronti di Mosca.
Dopo l’espulsione dallo SWIFT, anche la Cina sta prendendo azioni per limitare i finanziamenti per acquistare beni prodotti in Russia.
Come citato dai quotidiani cinesi, almeno due delle più grandi banche statali cinesi, la Industrial and Commercial Bank of China (ICBC) e la Bank of China, stanno limitando i finanziamenti per l'acquisto di beni russi.
La limitazione potrebbe essere temporanea, ma per ora l’iniziativa sta comprendendo anche altri istituti di credito del Dragone.
La mossa della finanza cinese
Sebbene Pechino abbia dichiarato parere contrario alle sanzioni nei confronti dell’alleato russo, le mosse finanziare dei suoi campioni bancari, seppur sapientemente non diretti verso la Russia, trapelano tutto il malumore della leadership nei confronti della crisi in Ucraina.
Tuttavia ci sono anche altre motivazioni. Secondo fonti ben informate, parrebbe che questa decisione sia stata mossa dai timori di possibili sanzioni da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati nei confronti della Cina.
I timori della leadership cinese
La Cina sta camminando sul filo del rasoio sulla questione ucraina. Non vuole confrontarsi con la Russia, un paese amico, né sembra sostenere l'invasione russa dell’Ucraina.
Noto è il timore che Pechino possa trasformarsi nel “salvagente di Mosca” in questa escalation di eventi, ma gli analisti la pensano diversamente.
Sebbene Russia e Cina abbiano rafforzato la loro alleanza a partire dal 2014, dall’annessione della Crimea, è pur vero che la Cina non ha mai visto di buon occhio qualsiasi instabilità geopolitica, senza contare che non ha voglia di irritare i partner commerciali occidentali.
Questa azione delle banche cinesi sembra andare verso una direzione: l’alleanza con la Russia non è messa in discussione, ma Pechino è pronta a salvaguardare i suoi interessi nazionali.