Quali sono i bisogni, le abitudini e le aspirazioni dei “Longennials”? I nuovi over50 sono al centro dell’indagine sulla longevità condotta dall’Osservatorio di Credem e Università Cattolica: i Longennials, termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi, sono attenti alla alimentazione, alla salute e al benessere (85%) ma incerti sui temi previdenziali.
Il 64% sogna la pensione e breve, tuttavia il 42% non conosce il reale impatto economico del pensionamento sul proprio tenore di vita.
Il legame con i familiari
Hanno inoltre un forte legame con la propria sfera familiare e sentono di doversi prendere cura dei genitori anziani e dei propri figli. Il “day by day” degli over 50 intervistati dai ricercatori è infatti caratterizzato da una forte centralità delle relazioni e della cura.
In particolare, l'82% degli intervistati giudica positivamente i rapporti familiari e il 73% quelli amicali, tuttavia, il 60% degli intervistati con figli sente il peso della responsabilità verso di loro e il 66% verso i genitori anziani.
Quest’ultimo aspetto è avvertito maggiormente nelle fasce di popolazione con redditi medio-alti, dove la preoccupazione per i genitori in vita tocca il 78%.
Il benessere individuale al primo posto
In questo scenario, i pilastri del benessere individuale si spostano verso una dimensione più consapevole e salutista: l’alimentazione sana è un valore guida per l'85% del campione, seguita dalla ricerca dell’equilibrio psicofisico (81%) e dalla coltivazione di hobby e passioni (76%).
Per quanto riguarda la gestione del tempo libero, a fronte di una generale soddisfazione per lo spazio dedicato agli affetti (71%), circa quattro intervistati su dieci (38%) esprimono il desiderio di dedicare maggior tempo per i consumi culturali e mediali.
Tale esigenza colpisce soprattutto le donne (45%) e chi è impegnato nella cura dei genitori (43%).
L’informazione è sui canali tradizionali
Sulla visione del futuro gli over 50 sono divisi tra curiosità (40%) e ansia (42%), con il 36% preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni.
Mentre per i bisogni informativi i Longennials si autodichiarano come soggetti attenti all’informazione (74%) e si muovono con facilità tra canali digitali e tradizionali: il 35% predilige i canali tradizionali, il 36% quelli digitali e il 35% non esprime una preferenza, utilizzandoli in egual misura.
Per quanto riguarda le aspettative sulla pensione si evidenzia una forte differenza tra il desiderio di andare in pensione (64% vorrebbe il ritiro entro 5 anni) e la possibilità di farlo (30% potrà farlo).
La pianificazione finanziaria è prioritaria
Inoltre, dalla ricerca emerge che il 42% dei lavoratori over 50 ignora quale sarà l’effettiva differenza tra l'ultimo stipendio percepito e l'importo della futura pensione, tema che alimenta il timore per il 31% del campione che l'assegno pensionistico non sia sufficiente a coprire i propri progetti di vita.
In questo scenario, la pianificazione finanziaria diventa una priorità: circa il 60% dei Longennials esprime il bisogno di ricevere maggiori e migliori informazioni su investimenti e previdenza integrativa, cercando strumenti per tutelare il proprio tenore di vita futuro.
Per orientarsi in queste scelte, il 47% del campione riconosce nel consulente della propria banca la figura di riferimento, preferendo per il 60% dei casi una consulenza guidata e di persona rispetto alle soluzioni interamente digitali.
«Oltre 20 anni è l’aspettativa media di vita dopo il pensionamento anche se spesso si sottovaluta l'impatto che una vita più lunga può avere sulle abitudini e sulle necessità del presente e anche del futuro – ha dichiarato Maurizio Giglioli, Condirettore Centrale di Credem. L’evidenza che il 42% dei Longennials guardi al domani con ansia, e che altrettanti non abbiano piena consapevolezza di quanto la riduzione del reddito al momento del pensionamento possa incidere sulla sostenibilità del proprio stile di vita, ci ha spinto a riflettere sull’importanza di una corretta informazione e sul ruolo consulenziale che la nostra banca deve mettere in campo a favore dei propri clienti. La ricerca conferma il bisogno rilevante delle persone essere orientati su questi temi e avvalora il percorso intrapreso da Credem: alzare la cifra della relazione “human” penetrando a fondo nelle dinamiche familiari, confermarsi guida nelle scelte previdenziali e finanziarie dei clienti, favorire il benessere personale e finanziario nel lungo periodo, in totale coerenza con la nostra promessa di Wellbanking».
«Prestare attenzione ai Longennials significa riconoscere una generazione che porta sulle spalle un forte carico emotivo, economico e organizzativo – ha dichiarato Sara Sampietro, coordinatrice Osservatorio Opinion Leader 4 Future, Credem e Università Cattolica. Sono adulti ancora nel pieno della vita lavorativa, spesso con figli ancora giovani e genitori che iniziano ad aver bisogno di supporto costante. Questa doppia responsabilità li espone a stress, difficoltà finanziarie e una costante mancanza di tempo per sé. Ignorare questa realtà significa trascurare un segmento cruciale della società che tiene insieme famiglie, comunità e spesso anche pezzi di welfare informale. In questo scenario l’informazione ha un ruolo decisivo. Senza informazioni chiare, accessibili e affidabili, i Longennials rischiano di affrontare da soli un labirinto di burocrazia, scelte sanitarie, decisioni economiche e gestione emotiva. Con l’informazione giusta, invece, possono trasformare il peso in competenza, il caos in organizzazione, la solitudine in network e possibilità di collaborazione».