
Business a piattaforma, sicurezza informatica e tecnologie distribuite. Così evolveranno i pagamenti digitali, dopo il boom registrato nel 2020, secondo il World Payments Report di Capgemini.
Il Report di quest’anno conferma che la disruption portata dal Covid-19 ha trasformato il modo di vivere, lavorare e acquistare dei consumatori, indipendentemente dall’età anagrafica, e delle imprese. L’uso dei pagamenti digitali, ad esempio, cresce di oltre il 66% tra i clienti fino a 40 anni di età, ma ben del 25% anche tra i boomer. È accelerato dalla pandemia anche l’incremento delle carte contactless, che grazie al tap and pay limitano il contatto con le superfici e il rischio del contagio.

In crescita tutti gli strumenti
Ma è tutto il comparto dei pagamenti elettronici a crescere: dalle carte chip and PIN alle operazioni dai conti correnti online, fino ai wallet e a strumenti relativamente di nicchia come i wearable, il cui uso cresce del 33% nel 2020.
Quasi 1 consumatore su 2 acquista soprattutto online
A volere cercare una conseguenza positiva della pandemia, possiamo sicuramente indicare la caduta del digital divide: la percentuale di consumatori che sceglie l’online per più della metà dei propri acquisti è quasi raddoppiata nel corso dall’anno, dal 24% al 46%. Nel pieno del lockdown si è toccato il picco del 47% dei consumatori. Appena un punto percentuale meno di oggi: segno che per molti il cambiamento è duraturo.
L’ascesa del wallet
Il Report registra anche la crescita del digital wallet, strumento che entro il 2023 dovrebbe conquistare il 52% dei consumatori, eguagliando le carte di debito e tallonando quelle di credito (a oggi diffuse presso il 62,4% dei consumatori). Il wallet piace perché ritenuto facile da usare, grazie all’integrazione su vari device e al collegamento con sconti e coupon. E anche perché viene percepito come uno strumento sicuro.

Pagamenti digitali e B2B
Anche l’attività delle imprese è stata trasformata nel corso del 2020. E hanno risposto intercettando le opportunità di nuovi strumenti come APIs, wallet e instant payments. Che offrono ai CFO e ai Tesorieri una capacità di controllo in real time inedita su incassi, cashflow e liquidità dell’impresa.

Il Risiko e il ruolo europeo
Gli effetti della pandemia hanno poi accelerato alcuni trend di cambiamento in atto. Come il consolidamento del mercato, che con la doppia fusione Nexi-SIA e Nexi-Nets vede l’Italia tra i protagonisti. Sempre nel nostro Paese, il 2021 vedrà il lancio del progetto Italia Cashless: e se l’entusiasmo con cui gli italiani hanno accolto il cashback di Natale fa ben sperare, ma questa misura, così come la Lotteria degli Scontrini, dovrà dimostrarsi all’altezza delle aspettative, anche in termini tecnologici. Più in generale, è l’Unione Europea a rilanciare il proprio ruolo, con l’apertura dei cantieri per il digital euro e con il percorso avviato da alcune banche verso una EPI European Payment Initiative, un “circuito alternativo” paneuropeo per carte, wallet e P2P.
L’era delle piattaforme
Anche perché, intanto, i pagamenti sono ormai diventati una commodity offerta da player di vari mercati, che integrano il “pay” in modelli di business a ecosistema. In cui una sola azienda, tipicamente tecnologica, controlla l’ultimo miglio di relazione con il cliente offrendo però prodotti e servizi di diverse industry. Un’opportunità, per chi è al centro di questo sistema interconnesso, ma anche un rischio di disintermediazione, perché il pagamento diventa uno strumento per acquisire clienti e portarli all’interno del proprio ecosistema.

Pay anywhere, pay everywhere
Una pervasività dei servizi di pagamento, integrati in esperienze digitali verso modelli istantanei e invisibili, che da un lato avvantaggia la customer experience, dall’altro apre sfide inedite per la sicurezza informatica.
Invisibili e istantanei, ma anche sicuri?
Con la pandemia sono ulteriormente aumentati anche i tentativi di frode. E la cyber criminalità utilizza ormai tecniche sempre più sofisticate di attacco, bypassando facilmente le misure di difesa più tradizionali. L’industria dei pagamenti e del banking guarda con interesse all’applicazione di intelligenza artificiale e machine learning. Ma queste tecnologie sono, al contempo, anche armi nelle mani dei criminali.

L’affermazione delle tecnologie distribuite
Proprio la sicurezza informatica è uno dei punti di forza delle cryptovalute e delle tecnologie distribuite. Un tema a cui le banche, dopo anni di diffidenza, hanno incominciato ad avvicinarsi: molte realtà particolarmente innovative offrono infatti le “crypto” nei loro wallet o come strumenti di investimento. Il 2021 dovrebbe segnalare il lancio di Diem, il nuovo nome della cryptovaluta di Facebook, prima nota come Libra. E viene ormai dato per scontato il lancio di una Central Bank Digital Currency (CBCD): l’euro e il dollaro digitali, da esercizi teorici, si fanno sempre più concreti nei piani delle rispettive banche centrali. Mentre lo yuan digitale è già in test in Cina. Tutti segnali che lasciano immaginare, per le DLT, un ruolo da protagonista sia nei pagamenti retail, sia in quelli B2B.