Trudeau minaccia di congelare i fondi di chi protesta. E scatena i sostenitori di contante e crypto

proteste camionisti canada

Mentre in Italia si discute di nuovo sul limite alle transazioni in contanti, modificato ben 7 volte negli ultimi 10 anni, in Canada è successo qualcosa che segna un punto a favore del cash.

Almeno nell’opinione pubblica, non solo canadese.

Di fronte al continuare delle proteste (iniziate contro l’obbligo vaccinale per i camionisti che attraversano la frontiera tra il paese e gli Stati Uniti), il primo ministro Justin Trudeau ha minacciato il congelamento dei conti bancari dei manifestanti.

Conti congelati ai manifestanti e ai supporter

Secondo quanto riporta la BBC, le banche avrebbero la possibilità di congelare i conti personali di chiunque risulti collegato alle proteste, senza bisogno dell’autorizzazione di un tribunale.

La notizia ha suscitato molto proteste nei forum online (ed è stata quasi ignorata da molti giornali nostrani) anche perché il provvedimento minaccia direttamente non solo chi sta manifestando in Canada, ma anche chi sostiene la protesta tramite donazioni.

Nel mirino anche il crowdfunding...

Sulla piattaforma di crowdfunding GiveSendGo, infatti, circa 93mila persone hanno donato un totale di 8,4 milioni di dollari canadesi per sostenere i manifestanti.

Un modello di “supporto crowd” a cui abbiamo già assistito in altri casi, ad esempio con alcune proteste sindacali in Francia.

A essere decisamente inedita è invece la minaccia di un governo occidentale di congelare i conti correnti dei propri cittadini che esprimono il loro dissenso direttamente o tramite donazioni.

Assicurazioni sospese, incognita crypto

Va precisato che il Governo canadese ha fatto sapere che la sospensione può essere estesa a piattaforme di crowdfunding, wallet di cryptovalute (sarà interessante vedere quali e come) e assicurazioni sui veicoli. 

Tra l’altro, appellandosi a una legge del 1988 che si riferisce a situazioni critiche e urgenti che mettono a rischio la vita, la salute e la sicurezza dei cittadini canadesi. 

Se il contante diventa sinonimo di libertà

Per quanto le manifestazioni in corso non siano autorizzate, questa mossa rischia di abbattere la fiducia nel sistema bancario e nel denaro digitale “regolato”. 

E di rafforzare l’immagine del contante e delle cryptovalute “non regolate” come strumenti di democrazia, inclusione e resistenza.

In molte discussioni sui social si trova l’idea che un’eccessiva digitalizzazione delle nostre attività finanziarie possa esporci al rischio di esclusione sociale e finanziaria con un rapido click. 

E non ne stanno parlando solo cittadini canadesi, ma utenti di tutto il mondo.

Un'ombra sulle valute digitali

Impossibile non pensare che questa notizia non abbia un impatto sulla percezione dei progetti relativi alle CBDC, le valute digitali emesse da una banca centrale.

Per fortuna, su questo punto le Banche Centrali si stanno dimostrando molto più attente della politica a non commettere passi falsi con l’opinione pubblica.

Le banche centrali sono più avanti dei politici

La BCE ha più volte ribadito che l’Euro Digitale non è destinato a rimpiazzare il contante, ma al massimo a diventarne una versione smart a disposizione dei cittadini e delle imprese che vorranno farne uso.

In un recente discorso, il Governatore della Banca Centrale della Nuova Zelanda Adrian Orr ha ribadito che il contante gioca un ruolo importante nella percezione di sicurezza delle persone.

Durante l’inizio dell’emergenza Covid, a marzo 2020, «molte persone hanno cercato di difendersi dall’insicurezza prelevando denaro dai loro conti bancari. Nelle settimane che ci hanno portato al lockdown […] la banca centrale ha emesso circa 800 milioni di dollari in contanti, oltre cinque volte i 150 milioni emessi a marzo 2019».

Il contante ha dato sicurezza a milioni di persone preoccupate del loro futuro allo scoppio della pandemia. E la decisione del governo canadese non farà altro che dare loro ragione. 

 

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