Le sfide del futuro per il BNPL: normativa ad hoc, protezione del consumatore, gestione dei ritardi di pagamento

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Australia paradiso delle onde e del buy now pay later? Macché: dagli antipodi del mondo arrivano notizie piuttosto allarmanti su uno dei trend fintech del momento.

Ci eravamo già occupati delle grane del BNPL in un altro dei paesi apripista, il Regno Unito.L’articolo riportava il sondaggio di un’associazione dei consumatori che evidenziava la mancanza di trasparenza nella comunicazione verso il cliente. Che spesso non si rende conto che sta accendendo, di fatto, un finanziamento.

Da qui la richiesta di una normativa per il buy now pay later nel mercato UK. Richiesta che, nelle ultime settimane, è emersa anche in Australia. 

È importante seguire il dibattito in corso in questi due mercati in cui il BNPL è più sviluppato che altrove. Perché è probabile che le loro esperienze siano un riferimento per il regolatore anche in altri Paesi, comprese Italia e UE. 

Il boom del BNPL in Australia

I dati di Financial Counselling Australia (contenuti nel report «It’s Credit, It’s Causing Harm and It Needs Better Safeguards: What Financial Counsellors Say About Buy Now Pay Later», di dicembre 2021, consultabile per intero a questo link) fotografano la crescita del BNPL: l’84% dei clienti dei consulenti finanziari coinvolti nel sondaggio lo hanno utilizzato, contro il 31% dell’anno precedente. Un boom, senza dubbio.

Un consumatore non consapevole

Si confermano, però, alcune delle criticità emerse in UK. Addirittura il 99% dei clienti interpellati non percepisce il BNPL come un debito: non lo riportano, ad esempio, nel compilare il proprio prospetto di situazione patrimoniale-finanziaria. 

Un altro dato è particolarmente pesante: il 61% di chi ha utilizzato il BNPL segnala una qualche difficoltà (con diverse sfumature, è evidente) nel conciliare il rimborso delle rate con le spese essenziali. 

L’associazione di consulenti finanziari nota anche una notevole differenza tra la scorrevolezza della prima fase del customer journey, in cui l’accesso al credito è facilissimo, e la resistenza trovata dal cliente (e dal suo consulente) quando si cerca di negoziare una clausola di equità. 

Il rischio di una selezione inversa

La facilità di uso del BNPL sarebbe quindi, al contempo, il segreto del suo successo e un pericolo

Secondi alcuni osservatori, la facilità di rateizzare un pagamento potrebbe favorire la selezione inversa di una clientela poco consapevole, che non ha accesso ad altri mezzi per fare acquisti che fondamentalmente non potrebbe permettersi.

Con la conseguenza di andare incontro a più ritardi di pagamenti su rate di piccolo importo, particolarmente costose e complesse da recuperare. In realtà, i dati che ci arrivano dal mercato americano non sposano pienamente questa ipotesi. 

Il tasso di rimborso? Migliore che per le carte

La società di recupero crediti americana TrueAccord ha messo a confronto il debito medio degli utenti buy wow pay later e dei titolari di carta di credito. I dati si riferiscono agli USA e vedono un debito medio tra i 100 e i 250 dollari per i primi e di 1.100 euro per i secondi.

La sorpresa, per i detrattori del BNPL, arriva dal tasso di rimborso delle sofferenze. Che a 30 giorni arriva al 30% per il buy now pay later e al 10,5% per le carte di credito. Guardando ai 90 giorni dalla scadenza, il BNPL mostra un tasso di rimborso del 60,9%, le carte di credito del 34,5%.

Certo: questo studio prende in considerazione solo la percentuale di rimborso nel tempo. 

Ci viene in aiuto Credit Karma, secondo cui circa un terzo degli utenti del BNPL ha avuto un ritardo nei pagamenti: il 72% ha subito, per questo, un declassamento del merito creditizio. 

Insomma, potrebbe esserci effettivamente una percentuale più elevata di clienti che non riesce a rispettare le scadenze delle rate di pagamento. Ma il minore importo del debito potrebbe favorire un  rimborso più rapido.

Ce lo diranno i dati del mercato nei prossimi mesi. 

Informare e proteggere il consumatore

La protezione del consumatore è invece l’aspetto che attira l’attenzione soprattutto dei mass media e dei non professionisti. 

Abbiamo già ricordato in altri articoli che il BNPL incontra  il gusto dei più giovani, a cui si rivolge con campagne promozionali, ad esempio sui social media.

La crescente richiesta, in diversi paesi, di una normativa ad hoc per il buy now pay later, o dell’estensione di quella esistente, potrebbe portare a una razionalizzazione ancora più rapida del mercato, proprio come avvenuto in molti altri ambiti in cui il regolatore è intervenuto per fissare dei paletti.

Normativa e razionalizzazione del mercato

Torniamo quindi in  Australia dove ci risultano, al momento, 35 app di buy now pay later, protagoniste di uno speso di 11,4 miliardi di dollari, con un totale di 5,2 milioni di utenti attivi.

Molte realtà hanno registrato perdite, anche importanti, nel corso del 2021. E tutto lascia immaginare che il settore, nel suo complesso, sarà costretto a raccogliere ulteriori capitali nel corso del 2022.

Nulla di inedito, si dirà, per un ambito di business emergente e nuovo. Come avverrà anche in altri ambiti del fintech, è normale assistere a una prima fase di forte espansione con la nascita di molti player e a una seconda fase di razionalizzazione, fusioni e acquisizioni, da cui emergeranno i big del futuro. 

È inoltre probabile che l’eventuale introduzione di una normativa accelererà ulteriormente la razionalizzazione del mercato, fissando standard e buone prassi che favoriranno anche la consapevolezza del cliente. 

 

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